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ASCOLTATI DIPENDENTI ASM, CARABINIERI NELLA SEDE DI BAZZANO

DELITTO L'AQUILA: EMERGONO NUOVI ELEMENTI, CORPO DI D'AMICO SQUARCIATO DA SCALPELLO

Pubblicazione: 29 novembre 2019 alle ore 20:31

L'AQUILA - Avrebbe aperto la porta ai suoi aggressori, poco dopo aver cenato, e sarebbe stato ucciso dai colpi di uno scalpello che gli hanno squarciato il petto.

Sono questi i nuovi elementi shock emersi sull’omicidio del 55enne Paolo D’Amico, dipendente dell'Asm dell'Aquila, trovato senza vitadomenica pomeriggio nella sua casa in legno nella campagna del comune aquilano di Barisciano.

Il particolare, come riporta Il Messaggero, è emerso dai primi riscontri dell’autopsia effettuata due giorni fa e terminata nel pomeriggio sul corpo dell’uomo.

Dunque sarebbero tre le armi utilizzate per colpire il 55enne: un martello, un oggetto in legno acuminato, utilizzato nella falegnameria e uno scalpello.

Secondo il racconto dei colleghi, Paolo D'Amico era "una brava persona, schiva e riservata".

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica per arrivare a trovare gli assassini dell'uomo.

Ecco perché ieri i carabinieri del reparto operativo sono andati nella sede Asm di Bazzano dove hanno parlato con circa una decina di lavoratori e continuano ad ascoltare persone vicine a D'Amico.

Secondo una prima ricostruzione, il 55enne, non sposato, avrebbe avuto una doppia vita: irreprensibile e discreto sul lavoro e nelle poche relazioni, “artigiano” della droga nel privato: nel garage della casa di legno sono state ritrovate piante di marijuana.

L’uomo potrebbe essere stato aggredito da almeno due persone ed ucciso fuori dal garage per poi essere trasportato all’interno.

Gli assassini o l’assassino, questa una delle ipotesi a cui si lavora, potrebbero essere piccoli spacciatori o persone che, come lui, coltivavano piante di sostanze stupefacenti. 

Ma negli ultimi giorni si è fatta largo l'ipotesi di un'aggressione legata ai lavori di costruzione della casa.

I militari coordinati da Nazareno Santantonio, e il pm titolare dell'inchiesta, Simonetta Ciccarelli, stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni dell’uomo e la sua rete di relazioni. Per questo stanno vagliando i tabulati telefonici e anche i movimenti bancari, oltre ad ascoltare amici e parenti, a tale proposito sono stati sentiti la madre e il fratello che hanno trovato il loro congiunto e dato l’allarme.



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