DETENUTO DA' IN ESCANDESCENZA AL CARCERE DI TERAMO,
UIL, ''HA TENTATO SUICIDIO E FERITO DUE AGENTI''

Pubblicazione: 11 settembre 2017 alle ore 11:46

TERAMO - Un detenuto di 52 anni, proveniente dal Lazio, ha dato in escandescenza, probabilmente a causa di un cocktail di alcool e psicofarmaci, nel reparto detentivo del penitenziario di Castrogno, a Teramo.

Lo denuncia Mauro Nardella, vice segretario regionale Uil Pa-polizia penitenziaria Abruzzo.

"Sembra che, nel distruggere tutto ciò che avesse a portata di mano, si sia tagliato dapprima i polsi e, subito dopo, aggrediva schizzando (non sappiamo se infetto) sangue che usciva copioso dalle sue vene, i poliziotti intervenuti per cercare di fermarlo".

"Un ispettore che avrebbe ricevuto un pugno in pieno volto - dice Nardella in una nota - ha dovuto abbandonare il servizio e ricorrere alle cure del pronto soccorso. Tuttora è  in attesa di accertamenti epidemiologici( sembra per verificare o meno se vi sia stato contatto con il sangue del detenuto)".

"Anche l'agente intervenuto in ausilio all'ispettore è ricorso alle attenzioni dei sanitari ma di esso non si conoscono al momento le conseguenze subite. Tuttavia sembrerebbe che abbia riportato un taglio in conseguenza del vetro mandato in frantumi dal recluso".

"Prognosi riservata per i due quindi anche se la ferita dell'anima sarà dura rimarginarla".

La Uil Pa-Polizia penitenziaria, che proprio ieri aveva diffuso un'altra nota molto critica sulla attuale gestione delle carceri italiane ed abruzzesi in particolare, punta l'indice contro "il disastro provocato dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani in ordine alla cosiddetta sentenza Torrigiani, unito a quello prodotto dal fallimento Rems (Residenza esecuzione misure di sicurezza) troppo elegantemente e velocemente definite l'unica soluzione al problema degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari) hanno di fatto fatto rompere gli argini di un fiume già in piena per il sovraffollamento ma reso ancor più  vulnerabile per il venir meno dei requisiti di sicurezza intervenuti a seguito della riduzione troppo frettolosamente deliberata degli organici di polizia penitenziaria".

"Se ci uniamo i tanti problemi derivanti dall'accorpamento del provveditorato abruzzese con quello del Lazio ecco che la frittata è fatta. E non importa se le uova e qualche ossa le continuano a rompere solo ai poliziotti penitenziari", conclude Nardella nella nota.



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