L'EX SINDACO DI ANCARANO, GIA' CONSIGLIERE REGIONALE NON NASCONDE AMBIZIONI DA PRESIDENTE CONSIGLIO: ''DA NOI MILITANZA E' COSA SERIA, ALTROVE SI ENTRA E SI ESCE''

DI MATTEO TORNA ALL'EMICICLO CON LA LEGA, ''CARROCCIO COME FAMIGLIA MA HA REGOLE''

Pubblicazione: 20 febbraio 2019 alle ore 06:15

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TERAMO - "La Lega? Io la chiamo famiglia-caserma, perché ti accoglie come lo farebbe una famiglia, ma ha delle regole ben precise che tutti devono rispettare e nessuno può bypassare. Un po' come l'Alleanza nazionale di un tempo, da cui provengo".

A Emiliano Di Matteo, avvocato di 47 anni, i cinque anni fuori dalla politica non hanno scalfito il consenso elettorale, tanto da tornare in Consiglio regionale con un plebiscito ben superiore a quello che ce lo portò nel 2008, "8.477 preferenze, di cui 5.400 nella sola Val Vibrata, più di quelli che presi l'altra volta complessivamente" dice senza nascondere una certa soddisfazione.

"Nel 2014 ho preferito fermarmi, innanzitutto per tornare alla professione e avere la possibilità di riprendere un percorso piuttosto che riciclarmi", racconta ricordando le diversità di vedute con l'allora governatore Chiodi, "avevo comunicato un anno e mezzo prima al presidente che non avevo condiviso alcune scelte fatte, da persona educata l'ho appoggiato fino all'ultimo giorno".

Sindaco di Ancarano dal 2001 al 2009, nipote di Abramo Di Salvatore (è il fratello della mamma), sindaco di Martinsicuro dal 2007 al 2012, Di Matteo parla della Lega come di una famiglia, sottolineandone però le differenze con altri partiti in cui "si entra e si esce come si vuole o una volta eletti si fa quello che si vuole".

Il percorso nel partito di Salvini "parte da lontanto - racconta - Giuseppe Bellachioma e Piero Fioretti mi contattarono in tempi non sospetti e mi coinvolsero, è stato un inizio molto soft, come semplice sostenitore, poi mi sono tesserato e infine sono diventato responsabile della Val Vibrata".

"Ho fatto la trafila di un partito vero in cui la militanza è condizione necessaria per far politica", ci tiene a precisare, "nella Lega molti fanno fatica ad entrareo a restare proprio perché, a differenza di altri partiti, ci sono delle regole da rispettare".

"Il contrario di Forza Italia? Non mi interessa quello che fanno gli altri", afferma Di Matteo, che durante la legislatura dal 2008 al 2014 fu anche vice capogruppo del Pdl all'Emiciclo, "la militanza è un valore condiviso che non si deve perdere di vista, non si finisce mai di essere militanti, ci si definisce Salvini figuriamoci noi".

Con un passato in An, Di Matteo sostiene che sì, "la Lega può essere la casa di tutte le persone di buon senso, non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno, non ci interessa fare le pulci a chi vuole aderire ma deve ovviamente condividere gli obiettivi programmatici".

Se la Lega, soprattutto in Abruzzo costituita in gran parte da ex An, rappresenta una cosa nuova o è solo la riedizione del passato? "No, è una cosa nuova - dice senza mezzi termini - non è che se uno viene da An ha la prelazione rispetto a chi ha avuto esperienze diverse, Fratelli d'Italia ha manentuto un collegamento con la destra storica, mentre la Lega è un progetto politico nuovo soprattutto per il nostro territorio".

Ma lo straripante consenso riscosso il 10 febbraio scorso è solo merito di Salvini o anche dei candidati sul territorio? "Di entrambe le cose", afferma Di Matteo, "è un privilegio rappresentare la Lega perché abbiamo avuto una straordinaria opportunità di confrontarci con le persone, sono state tantissime le tappe di Salvini che ci hanno permesso di riempire piazze e quindi attirare l'attenzione su noi candidati, il lavoro fatto sul territorio però ha portato risultati. Le liste ben fatte sono il merito di chi le ha composte".

"Per me", conclude, "un doppio successo perché c'era l'incognita dell'impegno fermo per cinque anni e reso ancor più gratificante perché il confronto con competitor importanti come Dino Pepe e Umberto D'Annuntiis era impegnativo".

"Se sarò assessore? Il partito sta valutando tutti i nostri profili, sono a disposizione", dice.

"Preferenze su un settore? Ho vissuto una bellissima esperienza in Consiglio e mi piacerebbe proseguirla", chiosa, candidandosi di fatto alla presidenza dell'assemblea, che d'altra parte la Lega ha già rivendicato.



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