DI PIETRANTONIO ALL'ATER DI PESCARA
DI MATTEO DICE NO E RILANCIA LA SUA RIFORMA

Pubblicazione: 10 ottobre 2017 alle ore 07:00

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PESCARA - "A me interessa che si approvi la legge che riduce ad una sola le Ater abruzzesi, molto meno la nomina del commissario a Pescara, su cui nulla tra l’altro c’è di ufficiale".

A parlare è Donato Di Matteo, l’assessore regionale del Partito democratico, con delega all'edilizia residenzale pubblica, il quale,  raccontano le cronache interne all’Emiciclo e come già riferito dal blog Maperò, ha avuto l’ennesimo scontro in Giunta con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso sulla paventata nomina di Moreno Di Pietrantonio, segretario del Pd di Pescara ed ex assessore comunale a commissario della Azienda territoriale edilizia residenziale di Pescara. 

Poltrona che vale un compenso di oltre 23 mila euro l’anno, più benfit.

Un vero e proprio affronto per Di Matteo, ancora una volta scavalcato dal presidente "tuttofare" e che da più di un anno chiede che venga approvata la sua legge di riforma che accorperebbe le cinque Ater in una sola, l’Ara, l'Agenzia regionale dell’abitato.

Proprio in vista dell'approvazione della legge,  Di Matteo aveva proposto di confermare nell'attesa i cinque attuali commissari: Armando Rampini a Teramo, Virgilio Basile a Pescara, Tobia Monaco a Lanciano, Francesca Aloisi all’Aquila e Antonella Gabini a Chieti, con la possibilità al massimo, aveva proposto Di Matteo, di spostare la Aloisi a Chieti e la Gabini nel capoluogo d'Abruzzo.

La Aloisi, giova ricordare, è stata al centro delle recenti polemiche politiche per la sua doppia poltrona: oltre ad essere a capo della Ater aquilana, è componente del cda della Gran Sasso acqua. 

Cumulo di cariche "incompatibili, non già per aspetti di carattere legale o amministrativo, quanto piuttosto di opportunità politica e operativa", secondo il capogruppo in Consiglio comunale all'Aquila di Fratelli d’Italia-An, Giorgio De Matteis.

La nomina di Di Pietrantonio è comunque congelata, ma Di Matteo ha per ora sotterrato l’ascia di guerra.

"Nulla è stato deciso e non mi va di fare polemiche. Io non ho fatto nomi alternativi per il commissario Ater, chiedo solo che si proceda piutosto a ridurre ad una sola le Ater", si limita a dire l’assessore che più volte è arrivato ai ferri corti con la sua maggioranza, lamentando al fianco in particolare di Mario Olivieri di Abruzzo Civico di contare poco o nulla nelle scelte, monopolizzate da D’Alfonso e dai suoi fedelissimi, portando la maggioranza sull’orlo della crisi a fine 2016.

"Non approvando questa legge - commenta amareggiato - la maggioranza di centrosinistra in Regione perde l’occasione di dare un segnale forte ai cittadini in difficoltà economica. Il sistema Ater così com’è costa troppo, in una Regione di 1,2 milioni di abitanti cinque enti non hanno senso e non abbiamo risorse economiche per offrire alloggi, che sono in numero ben inferiore alle richieste".

Altro episodio che ha creato forte attrito con il suo partito è l'estromissione del suo fedelissimo Giuliano Diodati dalla Giunta comunale di Pescara.

Non è poi la prima volta, comunque, che si accende lo scontro per la nomina di un commissario Ater. 

E accaduto anche nel maggio 2016, quando D’Alfonso ha nominato il dirigente regionale pescarese Luigi Fusco ad amministratore unico dell'Ater di Lanciano (Chieti). 

Al voto della delibera di giunta Di Matteo non ha però partecipato, in plateale dissenso, preferendo la nomina di Antonio Innaurato, ex sindaco di Gessopalena (Chieti), primo dei non eletti in provincia di Chieti del Partito democratico alle regionali del 2014

Un modo per riportare nei ranghi Di Matteo, in ogni caso, ci sarebbe: approvare innanzitutto la  proposta di legge “Norme in materia di definizione delle attività e dell’organizzazione dell’edilizia pubblica”, pronta da ben due anni, a firma dello stesso Di Matteo, che prevede l’accorpamento delle cinque Ater in un’unica struttura denominata Azienda regionale per l’abitato (Ara), con grandi risparmi economici, visto che si otterrà la riduzione dei consigli di amministrazione e dei costosi direttori da 5  a 1, dei membri del collegio dei revisori da 15 a  3 e non si esclude la riduzione del personale tramite il blocco del turnover quando gli attuali andranno in pensione.

La legge di riforma prevede anche il coinvolgimento dei Comuni nei piani di organizzazione dei servizi dell'edilizia, con la possibilità per i piccoli e per quelli montani di incentivi per le giovani coppie che decidono di rimanere in zona, oltre all'allargamento del social housing con la possibilità di mettere a disposizione locali ad uso commerciale alle categorie di professionisti, tra cui gli artigiani, i giovani professionisti che iniziano l'attività, ma anche società di servizi nella fase di start-up.

Sarebbero ridotte ad una sola anche le commissioni di assegnazione degli alloggi. 

Oggi sono, infatti, ben otto: tre solo per l’Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, una per l’Ater di Lanciano, una ciascuna per l’Ater di Teramo, Chieti e Pescara.

Commissioni il cui il presidente, come evidenziato da AbruzzoWeb nominato per decreto dal presidente della Giunta regionale, riceve un compenso pari al 20 per cento delle indennità di carica dei consiglieri regionali, ovvero circa 1.300 euro lordi al mese, a cui si aggiunge “il rimborso delle spese di viaggio per ciascuna seduta", come si specifica nella legge 96 del 1996.

Il loro costo è in media di 50 mila euro l’anno ciascuna.



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