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DIRITTO D'AUTORE 2.0: LEGNINI AFFRONTA IL FENOMENO DEI PIRATI INFORMATICI

Pubblicazione: 08 luglio 2017 alle ore 20:51

Giovanni Legnini e Marco D'Amore
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L'AQUILA - La tutela dei frutti dell'attività intellettuale, della creatività, di un autore attraverso il riconoscimento di diritti morali e patrimoniali.

Questo il tema al centro del convegno, che si è tenuto oggi pomeriggio al Palazzetto dei Nobili all'Aquila, nell'ambito della seconda edizione del Festival della partecipazione.

Una tavola rotonda a cui hanno preso parte, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e avvocato abruzzese Giovanni Legnini, l'attore partenopeo Marco D'Amore e il giornalista Gianluca Nicoletti.

"Dobbiamo essere grati ai promotori di questa iniziativa perchè all'interno di essa si discutono temi molto importanti per la vita di ciascuno di noi e per il futuro del nostro Paese, in particolare per il futuro dei giovani", le parole di Legnini in apertura del suo intervento.

Legnini poi si è soffermato sulla questione della pirateria informatica, spiegando che "si tratta di un segmento che rientra in un fenomeno molto più ampio, quello del crimine informatico, definito come cybercrime, a sua volta contaminato dalla criminalità organizzata".

Secondo il vice presidente del Csm, sull'effettività del rispetto dei diritti e la sanzione dei fatti illeciti che ancora non è adeguata, ha dichiarato che "non è al passo con la velocità con cui la comunicazione e le produzioni culturali si trasferiscono nel mondo digitale. Una realtà 2.0 che però non deve spaventare - ha proseguito - L'affermazione della rivoluzione digitale è un bene, ha prodotto e produce democratizzazione nell'accesso sia all'informazione, che all'erogazione dei servizi, dopodiché considerato che la nostra vita, per una parte non secondaria si è trasferita sulla rete, anche le attività illecite si sono trasferite su di essa".

La risposta alla pirateria informatica arriverà, dunque, con il tempo, "ma solo quando si riuscirà ad allineare il ritmo delle trasformazioni della vita con l'ordinamento, vivremo in un mondo più sicuro".

Infine, un commento sulla ricostruzione della città.

"Ogni volta che vengo all'Aquila sono felice di vedere che i cantieri e le gru aumentano e che le attività procedono in modo spedito - le parole di Legnini ad AbruzzoWeb - Non che non ci siano problemi, sappiamo che ne sono, ma per fortuna quel processo avviato in Parlamento alcuni anni fa, finalizzato a rendere costanti le attività ricostruttive e finanziariamente dotate in misura sufficiente sta andando avanti. Io mi auguro che chiunque governi abbia la forza, e sono convinto che ciò potrà avvenire, e la capacità di dare impulso ulteriore a questa attività. L'Aquila deve essere totalmente ricostruita".

Il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti ha esordito paragonando la nascita del mondo digitale alla rivoluzione del pollice opponibile, "un evento che ha messo in crisi l'intera catena evolutiva".

"Non esiste atto creativo se prima non vi è il caos - ha spiegato - per esistere, un atto, che si possa definire creativo, si deve trasformare in macerie e rinascere, solo in questo modo sarà davvero diverso, altrimenti resta una semplice copia".

Il giornalista ha voluto poi sottolineare la gravità di chi compie un illecito sul web.

"La definizione di pirata informatico è una squallida imitazione, una 'cineseria' mal riuscita, perchè in chi compie tali illeciti non vi è nulla di piratesco, che è invece un termine nobile. Non riesco a capire perchè rubando una mela in un mercato ci si vergogna e non si fa lo stesso rubando un film o un libro. Dietro queste opere ci sono anni di lavoro e tante persone che hanno dato la propria professionalità per la riuscita e chi pensa di non dover pagare nulla per fruirne si dimostra di uno squallore non da poco".

Una chiave di lettura molto particolare che non trova però d'accordo la rettrice dell'Università dell'Aquila e informatica, Paola Inverardi.

"Da quando ho memoria - ha detto - i libri li abbiamo sempre fotocopiati, quì stiamo sottovalutando le potenzialità del mondo digitale. È vero che l'effetto del web non è contenibile geograficamente ed è certamente più ampio rispetto alle semplici fotocopie dei testi, ma non si può dire a chi è nato in un mondo 2.0, con tutte le porte aperte, di non usufruirne", ha incalzato.

"Non può essere questa la risposta al problema della pirateria", il suo pensiero.

La rettrice ha inoltre fornito uno spunto di riflessione subito accolto da Giovanni Legnini.

"Sul web vige il principio del libero accesso, un'anarchia che ritengo giusta in parte, ma non quando nasce un conflitto evidente tra tale libertà e i diritti patrimoniali fondamentali per il riconoscimento della creatività e originalità dell'opera stessa". 

La Inverardi nella sua visione ha cercato di dare una risposta al problema.

"Bisogna rivoluzionare il business del web - ha illustrato ai presenti - non si può pensare di proteggere un prodotto immateriale, intangibile, così non vinceremo mai questa battaglia. E anche un richiamo etico in questo senso risulterebbe assolutamente inutile, abbiamo bisogno di una vera e propria riforma economica che regoli tali prodotti".

Su questa falsa riga anche l'attore della serie tv Gomorra Marco D'Amore.

"Ci vorrebbe una rivoluzione che sia anche politica, che renda accessibile a chiunque la cultura, tutti devono poter godere di un grande film o una grande opera. L'italia non esalta i prodotti nazionali, anzi a volte sembra come se li ostacolasse, se osteggiasse la creeatività dei giovani, le idee, le novità".

Per D'Amore, "è necessario trovare approdi sicuri per chi ha la capacità di saper creare, altrimenti non estirperemo mai questo fenomeno".

L'attore partenopeo ha poi svelato di essere molto legato all'Aquila, una città che aveva visitato prima del sisma e in cui aveva recitato per alcune opere teatrali.

"Oggi vederla così mi da un senso di enorme tristezza ed è segno di un processo di bonifica che è lento e, forse, ostacolato da un percorso criminale che taglia il nostro paese da nord a sud - ha detto - Confido nella dignità e nella forza della popolazione aquilana e non perdo la fiducia nelle istituzioni, sono convinto che si farà di tutto per riportare in questi luoghi lo splendore iniziale".



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