• Abruzzoweb sponsor

POLO CHIMICO, FONDI DISPONIBILI E APPALTI FATTI, MA TUTTO FERMO PER INTERVENTI SITO ''TRE MONTI'', ''2A E 2B''; RAPPORTO ''SENTIERI'', NELLA VAL PESCARA ECCESSO DI PATOLOGIE RESPIRATORIE E ALCUNI TUMORI

DISCARICHE VELENI DI BUSSI: SALUTE A RISCHIO, MA BONIFICHE TUTTE AL PALO

Pubblicazione: 17 luglio 2019 alle ore 07:18

di

PESCARA - "Si raccomanda di procedere rapidamente alle opere di messa in sicurezza e bonifica ambientale previsti dalla legge, nonché a tutti quegli interventi volti alla riduzione delle esposizioni anche potenziali a contaminanti da parte delle popolazioni".

Una raccomandazione pesante, ma che fa amaramente sorridere, quella che si può leggere a conclusione del capitolo dedicato alle discariche dei veleni di Bussi (Pescara), nel rapporto "Sentieri",  realizzato dal Ministero della Salute, reso pubblico a marzo, sull'impatto  nell'isorgenza delle patologie nel periodo 2006-2013, nella popolazione che risiede in 45 siti  italiani contaminati.

Ogni giorno che passa, infatti le discariche di Bussi, làscito dell'attività dello storico polo chimico, continuano a rilasciare sostanze potenzialmente pericolose per la salute e l'ambiente. Ma le operazioni di bonifica, sia del sito "Tre Monti", scoperta 12 anni fa, che delle aree "2A" e "2B", per non parlare del nucleo industriale vero e proprio, sembrano essere vittima di un incantesimo.  Anche se i soldi ci sarebbero, e in alcuni casi anche gli affidamenti dei lavori.

Ad imprimere un'accelerazione, non sono serviti nemmeno i risultati dell'indagine  Sentieri, che certifica che i residenti di Bussi e di una decina di comuni lungo la  Val Pescara, "evidenziano eccessi, rispetto al resto della popolazione regionale, di specifiche patologie per le quali l’esposizione a contaminanti presenti nelle acque potabili può aver giocato un ruolo causale o concausale, e di patologie a carico dell’apparato respiratorio". 

E sono superiori alla media regionale, anche alcune tipologie di tumori, anche se mancano dati completi ed aggiornati, per uno studio più solido.

Nonostante ciò, uno dei siti industriali più inquinati d'Europa, nella regione Verde dei Parchi, continua a non essere in cima all'agenda politica. E di bonifiche, che potrebbero tra l'altro creare centinaia di posti di lavoro, finora nemmeno l'ombra.

Facciamo dunque il punto, partendo dalla discarica Tre Monti: tre ettari contaminati da sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene, scoperte nel 2007 quando il Corpo Forestale dello Stato ha trovato nel terreno più di 250 mila tonnellate di scarti della lavorazione industriale. Veleni come cloroformio, tetracloroetano, metalli pesanti, idrocarburi paraffinici. Interrati per decenni fino a una profondità di sei metri, a pochi metri dal fiume. 

Il 28 settembre 2018  la Cassazione ha messo la parola fine al processo penale, durato più di 10 anni, sui responsabili del disastro, con quattro assolti per non aver commesso il fatto. Altri sei perché i reati sono andati in prescrizione.  Tutti ex dirigenti della Montedison, oggi Edison, che ha gestito il sito industriale. Nelle motivazioni, è stato però ribadito, "il disastro ambientale e l’avvelenamento ci sono stati e sono tutt’ora in corso".

La Edison aveva già comunque annunciato di farsi carico, a proprie spese, della rimozione di 112 mila metri cubi di rifiuti della Tre Monti, oltre che di un intervento sperimentale di desorbimento termico sui terreni sottostanti contaminati. Un progetto che ha avuto il via libera dal ministero nell'agosto 2018. Ma di cui non se ne è saputo più nulla. Resta a limitare i danni il "capping" fatto realizzare dal commissario Adriano Goio, scomparso nel marzo 2016, che riduce di molto, ma non annulla, il dilavamento della discarica da parte della pioggia, e il contatto con il fiume.

Spostiamoci a nord del polo chimico, dove a poca distanza del paese, ci sono altre discariche di sostanze chimiche, denominate "2A" e "2B".

Qui la situazione è ancor più paradossale: il progetto di bonifica era stato predisposto da Goio, a partire nel 2014.  Il 6 febbraio 2015, dopo anni di lungaggini, è stato approvato il piano di "caratterizzazione", condizione essenziale per progettare la bonifica. Dopo la morte di Goio,  la pratica è passata al ministero dell'Ambiente, e finalmente a  febbraio 2018 sono stati affidati, con un bando pubblico, i lavori di bonifica ad un raggruppamento d'imprese guidato dall’azienda belga Dec-Deme e composto da Safond Martini Srl, Elios Ambiente Srl, Sidra Società italiana dragaggi Spa e Cooperativa San Martino soc.coop.

Lavori per 45 milioni di euro, messi a disposizione nella legge finanziaria 2016, a valere sui fondi della ricostruzione post-sismica 2009, soprattutto grazie all'interessamento dell'allora senatore Giovanni Legnini, prima di diventare sottosegretario all'Economia e poi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, e infine candidato presidente del centrosinistra alla Regione Abruzzo. 

Doveva essere stipulato il contratto entro aprile 2018, che però non è stato sottoscritto, nonostante le diffide del comune di Bussi.

Il ministro pentastellato Sergio Costa, a gennaio di quest'anno, aveva assicurato che i lavori sarebbero partiti speditamente, smentendo  i contentui di una lettera di una sua dirigente, secondo la quale i soldi erano stati stornati. "Abbiamo solo dovuto cambiare capitolo di spesa", aveva assicurato.

Nel frattempo però è insorto un contenzioso al Tar di Pescara. La Provincia, come è di sua competenza, ha infatti emesso, nei confronti della Edison, ritenuta responsabile dell’inquinamento diffuso nelle ex discariche, il provvedimento di bonifica. La Edison in questo caso si è opposta facendo ricorso, e i giudici amministrativi gli hanno dato però torto, in 22 marzo scorso.

Tutto è bene quel che finisce bene? Ovviamente no: al ministero ora si stanno interrogando, chiedendo anche un parere all'Avvocatura dello Stato, se è possibile utilizzare fondi pubblici, i 45 milioni di cui sopra, per bonificare una discarica di cui è stata certificata la responsabilità in capo ad un privato. E non resta dunque che attendere che questo ennesimo inghippo giuridico venga sciolto.

C'è infine la terza area, pesantemente contaminata, quella del nucleo industriale vero e proprio, grande 26 ettari.  Qui ancora non si individua un responsabile, tra le tante imprese che hanno in essa operato. E si attende da una decina di anni un provvedimento da parte della Provincia di Pescara, identico a quello che ha interessato le discariche 2a e 2b, che consentirebbe di sbloccare l'iter.

E' tramontato intanto anche il progetto di reindustrializzazione, presentato dalla Filippi, che doveva essere la salvatrice della patria. 

A conti fatti, insomma....un nulla di fatto, su tutti i fronti.

Restano le analisi del rapporto Sentieri, che seppure non catastrofiche, dovrebbero indurre, come dagli estensori raccomandato, a procedere ad una veloce e risolutiva bonifica.

Indagini condotte sulla popolazione, circa 85.100 abitanti,  dei comuni ricompresi nel sito di interesse, oltre  Bussi,  Alanno, Chieti, Torre de’ Passeri, Popoli, Rosciano, Bolognano, Scafa, Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria e Manoppello

Per quanto riguarda la mortalità si certifica che in quest'area è  in linea con quella della popolazione regionale, sia tra gli uomini che tra le donne. Ad eccezione però della mortalità per malattie respiratorie, in eccesso negli uomini,  e per malattie dell’apparato digerente, nelle sole donne.

Risultano poi superiori alla media i tumori maligni dello stomaco, negli uomini,  e del colon retto nelle sole donne. Ma si precisa, "la stima è incerta", per mancanza di dati aggiornati e completi.

Si attesta poi che "il numero di ricoverati per tutte le cause naturali risulta in eccesso rispetto all’atteso in tutte le classi di età analizzate compreso il primo anno di vita, sottogruppo nel quale si osserva un eccesso anche per le condizioni morbose di origine perinatale, a fronte di un difetto di ricoverati per le malattie respiratorie acute in età pediatrica e complessivamente in età pediatrico-adolescenziale (0-19 anni)".

Si registra anche "un eccesso di soggetti che sono ricorsi all’ospedalizzazione per asma negli stessi gruppi di età. Si segnala un eccesso di ricoverati per linfomi Hodgkin tra i giovani adulti, sebbene caratterizzato da incertezza nella stima".

Per il rapporto Sentieri, in sintesi, "i risultati evidenziano tra i residenti nel sito eccessi, rispetto al resto della popolazione regionale, di specifiche patologie per le quali l’esposizione a contaminanti presenti nelle acque potabili può aver giocato un ruolo causale o concausale, e di patologie a carico dell’apparato respiratorio".

Inoltre, si sottolinea "che la principale fonte di rischio in questo sito è rappresentata dal consumo di acqua potabile distribuita dall’acquedotto Giardino che ha utilizzato, miscelandole, anche le acque emunte da pozzi contaminati dall’attività industriale", che sono stati chiusi, per fortuna, già nel lontano 2007, ma i cui effetti dannosi si prolungano nel tempo.

 

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui