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VIAGGIO SULLA DISCIPLINA ORIENTALE. GLI ESPERTI: ''TRAUMA NON SUPERATO''. LA TOCCANTE STORIA DELL’INSEGNATE AQUILANA SARA DI FRANCIA

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS, YOGA COME TERAPIA ANCHE A 10 ANNI SISMA L'AQUILA

Pubblicazione: 06 ottobre 2018 alle ore 06:30

Lo yoga come disciplina per riplasmare corpo e psiche
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L’AQUILA - Lo stress è un aspetto quotidiano e ricorrente nella vita di tutti i giorni, soprattutto se associato ad eventi negativi e traumatici come è stata per gli aquilani la terribile notte del terremoto del 6 aprile 2009, quando persero la vita 309 persone, 1500 rimasero feriti, sopravvissuti in un contesto di distruzione e terrore. 

Un trauma, quello del sisma, che a quasi 10 anni "ancora non è stato completamente superato", questo è il pensiero ricorrente di psicologi ed esperti, sempre più inclini a consigliare terapie "diverse", innovative, naturali, da accostare alla più tradizionale psicoanalisi.

"Un evento molto stressante come il terremoto dell’Aquila ha minacciato l’incolumità di chi l’ha vissuto, determinando diverse risposte al trauma, con conseguenti effetti sulla salute. Naturalmente ciascuna risposta degli individui è modulata dalla presenza e dalla combinazione di fattori di rischio e dei fattori di protezione della popolazione interessata", ha spiegato ad AbruzzoWeb, Pina Vallese psicologa di Pineto (Teramo), specializzata in psiconcologia, psicoterapia cognitiva e comportamentale.

E una cura ritenuta attualmente efficace e prevalentemente senza controindicazioni può essere, secondo l'esperta, la pratica dello yoga, disciplina orientale sempre più diffusa in Occidente.

Anche l'Abruzzo è al passo e sono tanti attualmente i centri, in tutte le province, in cui è possobile provare e praticare lo yoga.

"A 10 anni dal sisma - chiarisce la psicoterapeuta - il corpo e la mente ancora non hanno superato la situazione stressante conseguente all’evento, i lutti, le malattie, la delocalizzazione, la perdita di tutti i punti di riferimento E come afferma Bessel Van der Kolk, quando parla del tema complesso del trauma: il corpo tiene il conto".

Il cervello umano e il corpo quindi provano a reagire, "elaborano e superano situazioni stressanti, talora riuscendo a ripararle completamente e a trasformarle in esperienze positive di forza e resilienza, talora lasciando attivo uno stato di allerta prolungato, cui il corpo si adatta ma che mostra segni anche a distanza di anni".

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il concetto di salute come, "lo stato di benessere fisico, psicologico e sociale di un individuo".

Quindi la psicologia della salute, mira alla promozione e al mantenimento della salute nonché alla prevenzione e al trattamento della malattia. 

Del resto già gli antichi latini affermavano che, "mens sana in corpore sano", riferendosi al pensiero che metteva in relazione il benessere fisico con quello psicologico.  

Secondo gli studi della dottoressa Vallese, "negli ultimi anni l’interconnessione mente e corpo ha assunto in ambito scientifico una rilevanza sempre maggiore, grazie alle neuroscienze, con la scoperta di come certi meccanismi psicologicamente rilevanti, ad esempio lo stress, si traducono in modificazioni fisiologiche dannose alla salute, fino all’insorgenza di malattia".

Come interviene quindi la terapia orientale dello yoga? "La pratica dello yoga risponde alla finalità di prevenzione e promozione della salute, e viene spesso consigliata da noi psicologi come attività complementare alla psicoterapia, apportando benefici psico-fisici sia ai disturbi psicologici che alle malattie organiche".

Alcune ricerche dimostrano che fare esercizio fisico yoga regolarmente, aiuta a mantenere sotto controllo i livelli degli ormoni dello stress (cortisolo) riducendo l’impatto dello stress sulla vita quotidiana. 

"È una tesi ampiamente condivisa - continua - lo yoga fa aumentare i livelli della serotonina, un neurotrasmettitore che è derivato da un aminoacido chiamato triptofano, che agisce sulla melatonina, un regolatore del sonno, quindi è utile nell’insonnia e nel miglioramento del tono dell’umore. Ad incrementare il tono dell’umore, migliorando la sintomatologia ansiosa e depressiva, interviene un altro neurotrasmettitore, la Gaba che risulta aumentato nei praticanti yoga".

Una "terapia" benefica a 360° che va a migliorare anche la concentrazione, "siamo oggi a conoscenza che lo stress ha un ruolo nel rischio delle malattie cardiovascolari, dell’ipertensione, per essere causa di dolori muscolo-scheletrici e della cefalea muscolo-tensiva oltre che per lo sviluppo della sintomatologia ansiosa e depressiva nei pazienti".

Lo stress va molto spesso "a braccetto" con  il disagio, una condizione che sfocia frequentemente in abitudini compensatorie come il fumo di sigaretta e, assai più diffusa, l’iperalimentazione. 

"Tale meccanismo, a cascata, genera sovrappeso corporeo, ipertensione arteriosa (ad un chilo di peso in più corrispondono 1-2 mmhg di pressione), incremento dei valori della colesterolemia, dei trigliceridi e spesso della glicemia. A questo punto il dado è tratto, basta una predisposizione familiare su base genetica ed il rischio di cardiopatia ischemica e, nella fattispecie, di infarto del miocardio, aumenta esponenzialmente", spiega invece Ugo Minuti, cardiochirurgo che opera presso l'ospedale di Teramo e con uno studio anche nel capoluogo.

"Stress e disagio, uniti ed integrati, generano tempeste ormonali ed umorali decisamente negative e contrarie ad uno stile di vita sano".

E qui, si inseriscono i benefici apportati da una terapia come lo yoga. "Questa pratica, educa ad una respirazione profonda, migliora uno dei sintomi tipici della patologia cardiaca: la difficoltà respiratoria".

Benefici evidenti - aggiunge Minuti - sono stati supportati di recente da studi scientifici, in America ed in Europa, con risultati interessanti in termini di abbassamento della pressione sanguigna e regolarità della frequenza cardiaca. Ovviamente questa attività non sostituisce in alcun modo la terapia medica, ma è una valida, sinergica alleata".

"Ritengo possa essere di aiuto nell’affrontare una detossicazione dalle tematiche stressanti dei nostri tempi attraverso un controllo delle reazioni motorie, della respirazione, insieme ad una presa di coscienza più decisa del nostro corpo nelle sue funzioni basali: un importante aiuto nella battaglia difficile contro lo stress, adatta a tutte le età, che può avere benefici speciali nelle persone con malattie cardiovascolari e molto efficace nella riabilitazione cardiaca", conclude.

Anche all’Aquila lo yoga è praticato in molte palestre e centri, tra questi c'è Kintsugi, in via Ugo Piccinini, della giovane Sara Di Francia, che si è avvicinata alla disciplina nel 2008.

La sua insegnante era Daniela Visione, scomparsa la notte del 6 aprile 2009, nel crollo della sua casa di via Campo di Fossa, insieme ai figli, Davide e Matteo Cinque.

Questa perdita affettiva, profonda e significativa per Sara, ha dato lo stimolo a imparare a fondo la disciplina, per tramandare gli insegnamenti della sua cara amica.

"Lo yoga non è solo una disciplina - spiega ad AbruzzoWeb - è un qualcosa che ti prende dentro, che poi non puoi lasciare e soprattutto per me, è un tramite per sentire Daniela ancora vicina, anche dopo 10 anni".

Ha intrapreso, quindi, il percorso da insegnante nel novembre 2009 a Roma con la scuola "Odaka yoga" dei maestri Roberto Milletti e Francesca Cassia, insegnanti riconosciuti a livello internazionale che hanno scuole sparse tra l'Italia, il Giappone ed altri paesi e che ogni anno sono presenti all'apertura dell'international yoga festival a rishikesh in India. 

"Ho frequentato il mio primo corso per un anno - ricorda - ed ho ottenuto il primo brevetto di insegnante riconosciuto anche da Yoga Alliance e Coni, ho iniziato ad insegnare praticamente subito, ad ottobre del 2010, in pieno post sisma. La prima classe è stata con una sola ragazza che ancora oggi frequenta i miei corsi".

Da quel giorno non ha mai smesso di insegnare e nel 2011 ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questa attività.

E dopo una serie di esperienze, più o meno felici, in varie palestre della città, la decisione, nel 2016, di avere, "un posto tutto mio, dove si potesse respirare la mia personalità".

Kintsugi è un termine giapponese che richiama una tecnica artistica per cui gli oggetti rotti non vengono gettato ma riparati e le crepe "arricchite" con della colla contenente oro. A simboleggiare che un oggetto rotto, seppur con delle cicatrici, può valere molto di più che da "intero". 

"Quando ho scoperto questa tecnica ho subito pensato che si abbinasse a pennello alle persone, soprattutto agli aquilani colpiti dai disagi del post terremoto. Eravamo tutti rotti, ma potevamo ricostruirci, se lo avessimo voluto e rendere preziose le nostre crepe", chiarisce.

Per Sara, "se hai un corpo e puoi respirare, puoi fare yoga. Il mio insegnamento è quindi rivolto a tutti e personalizzato. Prima di una lezione passo sempre in rassegna i vari acciacchi, in modo da individuare il ciclo giusto che abbracci tutte le esigenze di chi è nel gruppo in quel momento".

Non è stato sempre facile, "mi sarei messa in proprio anche prima, ma c'era la mancanza di una sede idonea, era ancora tutto rotto, le persone erano un po' smarrite e diffidenti, ma sono andata avanti con grande tenacia, convinta che comunque potesse essere un bel modo per tornare a fare comunità e trovare tranquillità anche se solo per un'ora".

All'inizio c'era solo una stanza che oggi è diventata l'ingresso, non c'era il parquet per terra e due spogliatoi.

Ad ottobre del 2017 ha aperto la sala dove oggi si pratica yoga. "Devo ammettere che ci sono voluti molti sacrifici ma oggi posso davvero dire di aver realizzato un piccolo sogno, un posto dove dare accoglienza e benessere a chiunque entri".

"Ho un buon seguito di persone, anche se non so dire precisamente quante ne siano perché, fortunatamente, aumentano ogni anno. Potrei raccontare tante storie di rinascita, il gruppetto del terremoto è ancora oggi unito, come se fossero membri di una famiglia, ma anche le persone che vengono oggi capiscono subito che lo yoga non è solo esercizio fisico, ma è comunità, crescita, solidarietà, benessere e cultura".

Molte persone vengono sopratutto per recuperare la mobilità articolare o perché soffrono di mal di schiena o di sciatica o di cervicale, o perché sono stressate, ma spesso, "bastano poche lezioni per capire che si può stare bene semplicemente lavorando su se stessi, rispettando il proprio corpo ed i propri limiti, accettarli per poi superarlo con il tempo è con la pratica".

Nel centro si fa lezione tutti i giorni, tutto il giorno, "perché voglio che sia accessibile a tutti, a chi lavora, a chi ha famiglia, alle donne in gravidanza, agli studenti, ai pensionati, a chiunque voglia, tanto che tra i miei brevetti ci sono anche yoga in gravidanza e yoga accessibile che è rivolto a chiunque abbia un corpo. Anche se malato".

Un altro strumento che usa insieme alla pratica è il suono, "per andare a lavorare in profondità sui blocchi psicofisici delle persone. Questo avviene sia a rilassamento con l'utilizzo del suono delle campane tibetane ed altri strumenti armonici, sia con il massaggio sonoro sulla persona, in seduta individuale".

E per ultimo, ma non per importanza, c'è il Reiki, una tecnica di armonizzazzione energetica, simile alla pranoterapia, "che ha come obiettivo quello di riequilibrare il sistema energetico di una persona".



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