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DIVISE ''NON A NORMA'', SINDACATI: ''ASM LE CAMBIA E VENGONO SEQUESTRATE''

Pubblicazione: 01 dicembre 2016 alle ore 12:49

Operatori Asm a lavoro di pulizia dopo l'Adunata alpini

L’AQUILA - Dopo mille polemiche e l’avvio di un’inchiesta giudiziaria, l’Asm, municipalizzata del Comune dell’Aquila che si occupa della raccolta dei rifiuti, cambia le “divise non a norma” che sarebbero state fornite ai propri lavoratori in occasione dell’Adunata nazionale degli alpini del maggio 2015, che ha portato in città oltre 300 mila Penne Nere.

A rendere noto il fatto sono le sigle sindacali Uiltrasporti e Ugl Igiene Ambientale, che fanno notare come la decisione presa “senza alcuna spiegazione, semplicemente con avviso lapidario” dia ragione alle rimostranze dei sindacati contro l’amministratore dell’epoca, Rinaldo Tordera, poi divenuto direttore generale della Asl provinciale, al quale è succeduto Francesco Rosettini.

Inoltre, sempre secondo quanto diffuso da Primo Cipriani di Uiltrasporti nella nota sindacale congiunta, qualche settimana fa le contestate divise sarebbero state sequestrate, probabilmente nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria aperta sulla vicenda.

Ad avviare le indagini, un esposto presentato dai segretari di quattro sigle sindacali: Rita Innocenzi (Fp Cgil), Primo Cipriani (Uil Trasporti), Roberto Bussolotti (Ugl igiene ambientale) e Valter Cucchiella (Fiadel).

LA NOTA COMPLETA

Cari cittadini Aquilani, vi ricordate il comunicato stampa fatta dalle organizzazioni sindacali territoriali di Uiltrasporti e Ugl Igiene Ambientale in merito all’acquisto degli indumenti di lavoro da parte dell’azienda Asm spa in occasione dell’88ª Adunata Nazionale degli Alpini avvenuta all’Aquila nel mese di Maggio 2015, dove noi mettemmo in evidenza tutte le anomalie di tale acquisto?

Or bene oggi dopo molto tempo siamo arrivati alla conclusione; avevamo e abbiamo ragione noi, di questa tristissima vicenda dove l’azienda Asm spa invece di sbraitare “sta tutto a posto”, “abbiamo tutti i certificati”, “denucio tutti” bastava che facesse un bagno di umiltà e si fosse messa intorno a un tavolo di concertazione con le parti sociali, per trovare una soluzione condivisa, con la quale, si fosse evitato di mettere in serio pericolo gli operatori ecologici di questa città, essendo stati gli unici in tutta italia a non avere Dpi (dispositivi di protezione individuale) ad alta visibilità a norma.

L’importanza dei suddetti Dpi e l’ennesima “morte bianca” che ha colpito il comparto dell’igiene ambientale è purtroppo storia proprio di questi giorni; parliamo del povero Stefano che aveva 53 anni ed è deceduto il 27 ottobre scorso. Antonio aveva solo 52 anni ed è deceduto il 25 novembre. Per fortuna all’Aquila non è stato investito nessuno mentre indossava i famigerati indumenti perché altrimenti oggi ci ritroveremmo a raccontare un’altra triste storia.

E proprio per questo che ci sentiamo in obbligo di ringraziare, in maniera fondamentale con sentito e vivo sentimento alla procura della Repubblica, alla procura regionale della Corte dei Conti e alla Compagnia della Guardia di Finanza per l’ottimo lavoro svolto nonché la particolare sensibilità mostrata per tale argomento!

Ma quello che ci fa più specie è che sono stati spesi circa 60 mila euro (circa 430 euro pro-capite a operatore ecologico) per l’acquisto di detti indumenti che non hanno evidentemente i requisiti previsti per legge e che oggi sono stati infatti sostituiti con altri indumenti a norma salvo qualche incongruenza che ne riparleremo in altra occasione.

Il tutto senza alcuna spiegazione, semplicemente con avviso lapidario: “Si dispone a tutti i dipendenti del servizio igiene urbana che, a far data dal 03/11/2016 ed entro il 17/11/16, è prevista la consegna dei nuovi Dpi e la riconsegna dei vecchi”. Resta il fatto che sono stati spesi altri denari! E quindi da 60 mila euro passiamo a quanto?

E adesso? Chi pagherà i danni dell’errato acquisto di queste divise! Ah sì, i soliti cittadini aquilani che si sono visti l’aumento della Tari? Ottima gestione manageriale! E il sindaco di questa città che farà ora?

Prenderà seri provvedimenti nei confronti di coloro che hanno commesso questo oneroso e clamoroso errore? Oppure come al modus operandi di questa amministrazione, da due anni a questa parte, cercherà di sminuire e attaccare l’operato dei detrattori di tale malefatte?

Siamo basiti del silenzio più assordante, sintomatico di Asm spa, in cui nessuno fa un “mia culpa” chiedendo scusa in primis ai lavoratori di Asm spa e addirittura facendo finta di ignorare che il 17 novembre le autorità competenti, per quanto appreso, hanno posto sotto sequestro gli indumenti acquistati dal management di Asm Spa in prossimità dell’88ª Adunata degli alpini!

Concludiamo con una massima, “la verità disse alla falsità tu mi potrai anche anticipare, ma io ti raggiungerò sempre”.



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