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DOCUFILM ''ERMITAGE. IL POTERE DELL'ARTE'' CON TONI SERVILLO AL CINEMA ZETA DELL'AQUILA

Pubblicazione: 06 novembre 2019 alle ore 11:33

L'AQUILA - Toni Servillo in esclusiva per la città dell'Aquila con lo spettacolo "Ermitage".

L'appuntamento è per l'8 e il 9 novembre alle ore 16,30/18,30 e alle 20:30 e il 10 novembre alle ore 21 al Cinema Zeta, in via Rodolfo Volpe in località Monticchio.

"Venite, venite con me", recita il protagonista dell' Arca Russa di Aleksandr Sokurov che accompagna lo spettatore a visitare l'intero museo attraverso un lungo piano sequenza che percorre i grandi saloni con le sue pitture, sculture e documenti che hanno fatto la storia di quel paese. L'Ermitage non è solamente un museo, una vetrina di opere d'arte.

L'Ermitage è il cuore storico, vivo e pulsante di San Pietroburgo, la città fondata da Pietro il Grande nel 1703 di cui il museo ha sempre rappresentato il suo incubatore sociale e culturale.

Questo documentario rappresenta una testimonianza decisiva della storia della città e della civiltà russa, narrata attraverso le acquisizioni e i mutamenti del museo e la passione, nelle epoche dei suoi sovrani, che si sviluppano parallelamente nel racconto di Toni Servillo che, come Virgilio nella Divina Commedia, porta il fruitore alla scoperta di un passato ricco, colto e tragico: dagli sfarzi di un Barocco pre-illuminista, al governo illuminato della vivace zarina Caterina II che governava con i consigli del filosofo Diderot, arricchendo il museo e il Palazzo d'Inverno con documenti preziosi, acquisiti da biblioteche, di personaggi come Voltaire, tralasciando però il sostrato pulsante della città: quello del popolo che moriva di fame. E questa fame inizia a farsi sentire a fine secolo.

Un malessere sottolineato anche da intellettuali e scrittori del tempo, da Puskin a Gogol, quest'ultimo innamorato di quella prospettiva Nevskij, il maestoso viale lungo quattro chilometri e mezzo, simbolo della ricchezza della città, ma anche dei suoi disequilibri sociali. Che prima o poi sarebbero esplosi.

E l'Ermitage sussisteva eterno, come un testimone silenzioso, ma anche come rifugio per il popolo durante la Seconda Guerra Mondiale, come racconta il suo direttore Michail Piotrovskij, che narra il museo come luogo finalmente aperto al pubblico verso fine Ottocento.

L'Ermitage. Il potere dell'arte è dunque un documento prezioso, denso e dalla narrazione efficace. Perché è fondamentale conoscere e ricordare i punti cardine della nostra storia come quello della Rivoluzione Russa, qui descritta con equilibrio tra le parole di Servillo - un cicerone appassionato -, i footage storici ripresi da vecchi archivi, immagini grandiose sulla città e le opere di Rembrandt, Van Dick, Van Eyck, Tiziano, Leonardo, Rubens, Raffaello, Caravaggio, fino agli impressionisti e le avanguardie del Novecento.

Collezioni su collezioni acquisite per illustrare il potere di un paese, ma anche quello dell'arte che, di fatto, è poi l'unica traccia che rimane come testimonianza della storia. Per questo motivo, durante la rivoluzione del 1905 e nel corso delle due Guerre, i dipinti e le sculture non venivano toccate dal popolo: dovevano essere preservate per i futuri membri della società.

Il film è una commistione culturale tra letteratura russa - non vengono tralasciati cenni storici che fanno venire voglia di rileggere "Guerra e Pace" di Tolstoj o riscoprire la Corazzata Potemkin. E poi i film di Ejzenštejn o di Sokurov, che, verso il finale, accompagna personalmente lo spettatore all'interno del museo russo; il "Lago dei cigni" di Tchaikovsky e le musiche composte appositamente dal contemporaneo Dmitry Igorevich Myachin, alternate a quelle del sound designer Maximilien Zaganelli

Il lavoro a due mani del regista Michele Mally con il soggetto di Didi Gnocchi ripercorre studi, storie e immagini che tutti, almeno una volta nella vita, dobbiamo conoscere.

Per informazioni: www.cinemazeta.it, 086267335 o [email protected]

Il costo del biglietto ridotto è di 8 euro e interno 10.



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