• Abruzzoweb sponsor

IN TESTA L'AQUILA CON 17 MILIONI; SINDACO CHIETI ''SCONTIAMO MANCATI TRASFERIMENTI E DIFFICOLTA' A RISCUOTERE TASSE''; IN ITALIA TEMPI DI PAGAMENTO A 101 GIORNI, PIU' IL DOPPIO DELLA MEDIA EUROPEA

DOMANI PAGHERO': I 35 ML DI DEBITI DEI CAPOLUOGHI D'ABRUZZO CON I FORNITORI

Pubblicazione: 30 maggio 2019 alle ore 07:21

L’AQUILA - "Domani pagherò": l'infallibile formula dilatoria intorno a cui ruota parte significativa dell'economia nazionale, è in uso anche nella pubblica amministrazione, e da parte dei comuni abruzzesi. Basta sfogliare, per averne conferma, lo studio della Cgia di Mestre, aggiornato a dicembre 2018: secondo il quale solo i comuni italiani caopoluogo hanno 3,6 miliardi di euro di debiti nei confronti dei propri fornitori. Solo una fetta dei 27 miliardi che pesa sututte le publiche amministrazioni italiane.

In questa classifica L'Aquila è al 20° posto in Italia, con 17 milioni di euro di debito, e 156 imprese in paziente attesa, Pescara al 35° posto con 7.7 milioni di debiti nei confronti di 283 imprese e Teramo al 41° posto, con 5,2 milioni di euro da pagare a 365 aziende.

Manca nella classifica Chieti, che comunque da quanto è emerso dai dibattiti d'aula consiliare degli ultimi mesi ha un debito circa 5 milioni di euro.

Contattato da Abruzzoweb il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, invita ad andare anche alle cause di questa difficoltà ad onorare i debiti.

"Abbiamo problemi di pagamento - spiega Di Primio - come tanti altri comuni. Ma questo dipende anche dei mancati trasferimenti, dalla Regione, dallo Stato centrale, talvolta dall'Europa. Faccio un esempio: io ho avuto rimborso delle spese per i danni provocati nevicate del dicembre 2016 e gennaio 2017, 1,7 milioni di euro, solo pochi mesi fa. Ma intanto avevamo dovuto anticipare

C'e' poi l'oggettiva difficoltà a riscuotere tasse e tributi, che per il mio comune ammontano a 60 milioni di euro, e se non incassi non puoi pagare. C'e' poi un altro elemento di rigidità: i comuni con le nuove regole di bilancio devono accantonare fondi per coprire i crediti di dubbia esigibilità".

In ogni caso risorse preziose che non vanno a irrorare l'economia, con pesanti effetti anche sull'occupazione.
Per quanto riguarda il moroso comune dell'Aquila, e convinto di poter imprimere una svolta il consigliere comunale di maggioranza Luca Rocci, con l'istituzione una task force.
 
Quella dei debiti nei confronti delle aziende, ha spiegato a poche ore dalla pubblicazione del rapporto della Cgia di Mestre e' "una situazione ancora oggi imbarazzante che l’amministrazione comunale ha ereditato dalla precedente gestione comunale e che vede in essere ancora buona parte della vecchia tecnostruttura. Tecnostruttura che dovrebbe iniziare ad attuare un lavoro intersettoriale, che dovrebbe semplificare i procedimenti e che dovrebbe dare risposte certe alle aziende ed agli imprenditori che vivono sempre più situazioni di disagio economico dovuto anche dal difficile momento che il nostro paese sta vivendo”.

“Per questo – conclude Rocci – credo che oggi più che mai sia necessaria una task force che metta la parola fine a questo e che vada incontro alle esigenze di quei cittadini che ogni giorno hanno coraggio di portare avanti attività imprenditoriali nonostante moltissime difficoltà. Come amministratori di questa città credo che queste siano risposte importanti da dare il più presto possibile ai nostri cittadini”.

Stessa solerzia ha promesso il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, civico di centrosinistra, e in campagna elettorale il neo sindaco di Pescara Carlo Masci di Forza Italia

La Cgia di Mestre nel rapporto, spiega anche che l'entità del credito di 3,6 miliardi in Italia, è solo una parte della somma complessiva, "visto che in questa elaborazione non sono incluse molte Amministrazioni comunali che, ad oggi, non hanno ancora pubblicato/aggiornato sul proprio sito il numero dei creditori e l’ammontare complessivo dei debiti maturati alla fine dello scorso anno per le seguenti voci di spesa: somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali".

Tra gli enti virtuosissimi Brescia Ferrara e Trapani, con zero debiti Padova con 153.00 euro e Pavia con 125.000 euro.
 In testa alla classifica a dei "peggiori" pagatori il comune di Roma (1,5 miliardi e 4.966 imprese creditrici), Napoli (432,2 milioni e 599 imprese), Milano (338,2 milioni e 2.124 imprese).

Se pure si paga in Italia le tempistiche sono le più alte d'Europa, in media 104 giorni, 63 giorni in piu' rispetto alla media europea. che e' di 41 giorni. Per fare un confronto in Lettonia ci vogliono 18 giorni, in Danimarca e Finlandia 25 giorni, nel regno Unito 26 in Germania 33, In Francia e Spagna non più di 55 giorni.

"A ricordarci che la situazione rimane comunque ancora molto critica - non manca di ricordare la Cgia di Mestre  - è la Commissione europea che, pur avendo riconosciuto gli sforzi compiuti dal Governo italiano, ha avviato una procedura di infrazione con lettera di costituzione in mora nel giugno 2014 e il successivo invio del parere motivato nel febbraio 2017. Nonostante questi richiami, le Amministrazioni pubbliche italiane necessitavano in media 100 giorni per saldare le loro fatture. A fronte di questa situazione, la Commissione nel dicembre del 2017 ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia dell'UE, ribadendo il sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, in violazione delle norme dell'UE in materia di pagamenti".

La Camera solo ieri ha approvato all'unanimità una mozione sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari (con il parere favorevole del governo) che, fra l'altro, impegna l'Esecutivo a «sbloccare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso imprese e professionisti, accelerandone i tempi».

Nel testo della mozione viene ricordato che ''lo stock del debito commerciale della pubblica amministrazione a inizio maggio 2019 e il debito generato nel 2018 e ancora da onorare è pari a circa 27 miliardi di euro (la differenza fra 148,6 miliardi di euro di fatture emesse e 120,7 miliardi di euro di fatture pagate). Alla stessa data, lo stock complessivo del debito (scaduto e non) è pari a circa 57 miliardi di euro». Sempre nella mozione inoltre viene ricordato che nel 2013 il governo stimò come, grazie al pagamento di 30 miliardi di euro dei debiti della pubblica amministrazione, il Pil sarebbe aumentato dello 0,2%. (FT)

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui