• Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

DOPO DEBUTTO A L'AQUILA ''MANUALE DI VOLO PER UOMO'' DEL TSA CON CRISTICCHI NEI TEATRI DI TUTTA ITALIA

Pubblicazione: 19 novembre 2018 alle ore 10:04

di

L'AQUILA - Dopo l'anteprima nazionale all'Aquila del 17 e 18 novembre che ha registrato un sold out è pronto per la tournèe nazionale Manuale di Volo per uomo, spettacolo prodotto dal Centro Teatrale bresciano insieme al Teatro Stabile d'Abruzzo, il cui direttore artistico, Simone Cristicchi, è il protagonista, Raffaello, un uomo sognatore, con l'animo dell'eterno bambino.

Un testo, scritto da Cristicchi e da Gabriele Ortenzi con la collaborazione di Nicola Brunialti, che vede alla regia Antonio Calenda, firma di tanti spettacoli che hanno fatto la storia del Tsa, volto noto agli aquilani, cittadino onorario del capoluogo d'Abruzzo.

Una prova importante per il direttore artistico, che dopo aver vinto Sanremo con Ti regalerò una rosa nel 2007, ha sperimentato anche l'arte del placoscenico proprio sotto la guida di Calenda con cui ha realizzato questo spettacolo.

"È il terzo lavoro che facciamo insieme - ha spiegato - e ha saputo tirare fuori questa mia sensibilità teatrale. Prima di incontrarlo ero solo un narratore e con lui sono diventati anche un attore".

Manuale di Volo per uomo è una nuova invenzione drammaturgica, ambientata nel mondo attuale, una favola metropolitana ricca di emozioni, musica e poesia, in cui si mescolano la cruda realtà e i sogni di Raffaello, un 40enne rimasto bambino, con un problema preoccupante: qualunque cosa guardino i suoi occhi, dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai grandi palazzi di periferia, tutto è stupefacente, affascinante, meraviglioso!

I fiori tra l'asfalto sono un leit motiv ricorrente nei testi di Cristicchi, un nome non causale scelto anche per la presentazione della nuova stagione teatrale dell'ente aquilano, "i fiori tra l'asfalto - ha spiegato il direttore artistico - sono perfettamente assimilabili al contesto aquilani, fatto ancora di macerie, ma anche di rinacita, nei palazzi riconsegnati al loro antico splendore, in un contesto che ha sete prepotente di andare avanti!".

Una piecès che in sostanza altro non è che un monologo di Cristicchi che ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso per circa 1 ora e mezza, ha emozionato e fatto riflettere, con la finalità di voler far capire che attraverso i contatti umani si può crescere, imparare a volare anche sbagliando.

Il protagonista è un uomo "semplice", cresciuto solo e senza genitori, nel contesto grigio e freddo di un orfanotrofio di suore a Roma, tra vessazioni e la mancanza di amore familiare.

Non ha un lavoro prestigioso, non ha contatti con le persone "che contano", eppure riesce a volare, grazie alla sua fantasia, alla capacità di vedere il bello in tutte le cose.

Inventa nella sua cameretta, semplice e spartana, fatta di un letto, una pianta e un comodino, una mamma che non ha mai visto e che non c'è, con la quale dialoga e attraverso  il racconto che fa a lei della sua vita, lo spettatore arriva a capire che ognuna delle strambe persone che ha incontrato lo ha fortificato e gli ha donato qualcosa. 

Scopre che non è da solo, immagina un suo compleanno dove tutti insieme i suoi amici riempiono la sua vita, addirittura immagina di vedere suo padre, e quando ha capito che "non è da solo come i da soli"

A fare da contorno alla semplice scenografia semplice, l'eco della voce di Raffaello bambino, interpretate dai figli di Cristicchi, Tommaso e Stella.

Per molti Raffaello è solo "un ritardato” da compatire, per alcuni un genio, e Manuale di volo per uomo rappresenta una mappa geografica dell’anima, che lo aiuterà a trovare il suo posto nel mondo.

Sicuramente è un tipo strano, che ama dipingere un mondo tutto suo, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria.

"In realtà, Raffaello è un super sensibile - ha spiegato Cristicchi - e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, i dettagli che sfuggono agli altri esseri umani; cose minuscole e apparentemente insignificanti che nascondono però un’infinita bellezza, forse perché niente è più grande delle piccole cose!".

Nel racconto poetico e surreale del suo microcosmo, Raffaello descrive vicende minime ed universali del suo affollato quartiere, la grande città che fa paura, il paradiso della Ferramenta dove tutto è catalogato alla perfezione; e poi meccanici romantici e emarginati invisibili.

Forse "volare" significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi nella vita, mantenendo intatto il bambino dentro di noi.
E soprattutto non lasciarsi sfuggire la bellezza che ci circonda.

Le scene ed i costumi sono di Domenico Franchi, le musiche originali di Gabriele Ortenzi, il disegno luci di Cesare Agoni, l’audio di Andrea Balducci e le luci di Veronica Penzo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui