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DOPPIO INCARICO D'ALFONSO: SOSPIRI, ''RESPONSABILE PARALISI GOVERNATIVA''

Pubblicazione: 11 maggio 2018 alle ore 18:06

Lorenzo Sospiri

L'AQUILA - È ormai fin troppo evidente che il governatore Luciano D’Alfonso, vittima del proprio delirio di onnipotenza, ha completamente perso la bussola e il senso della realtà".  Così in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.

"Attaccato con il vinavil alla poltrona della Regione - incalza Sospiri -, oggi afferma di lasciare il Senato, domani si conferma senatore, si autoproclama in opposizione, vedendo allontanarsi uno scranno da ministro, poi ricomincia il suo balletto e cerca di continuare a vendere fumo agli abruzzesi, promettendo diluvi di investimenti. Ci chiediamo se sia possibile che solo lui non si sia accorto che gli abruzzesi hanno comprato gli estintori con cui hanno diradato le sue nebbie e hanno scoperto che il ‘re’ è nudo, e che tolte le chiacchiere, non gli resta più nulla?".

"Possibile - chiede ancora Sospiri - che non avverta il forte senso di fastidio e di disagio che gli abruzzesi gli manifestano ogni qual volta si presenta a una pubblica occasione? È chiaro che, se non fa un passo indietro lui, è la sua maggioranza, la stessa che lo critica e lo contesta sottovoce, a dover dimostrare senso di responsabilità, riportandolo con i piedi per terra e costringendolo a lasciare liberi gli abruzzesi che, grazie al suo costante debordare, hanno ormai il voltastomaco per la politica”. 

“Credo che l’Abruzzo - continua il capogruppo di Forza Italia - stia veramente divenendo un ‘caso’ nazionale a causa di un presidente che ha superato ogni limite accettabile. L’Abruzzo era noto come la Regione verde dei parchi, la prima regione del centrosud a essere uscita dagli obiettivi di risanamento del Mezzogiorno, con un processo di crescita evidente a tutti. Oggi siamo la Regione-zimbello d’Italia, buona per trasmissioni come Striscia la Notizia o Le Iene, che dal governatore D’Alfonso potrebbero trarre spunti per andare in onda per i prossimi dieci anni consecutivi".

"Da terra di pastori stiamo diventando terra di barzellette, ma gli effetti li pagano gli abruzzesi. Il governatore D’Alfonso - aggiunge - non ha compreso che essere eletti alla presidenza di una Regione non significa aver comprato la Regione, esserne il proprietario, e oggi dovrebbe riacquistare la consapevolezza di occupare cariche ‘pro-tempore’. È stato lui a ingaggiare la guerra all’interno del suo partito per sedersi in un collegio blindato in Senato, e ora che ci è riuscito se ne deve andare dalla Regione perché lo dice la legge, che non può piegare alla propria volontà. E se è purtroppo chiaro che il governatore ha perso la bussola, è ancora più vergognosa la posizione della sua maggioranza che, fatti salvi alcuni dotati di senso di responsabilità, ha votato per la sua permanenza sullo scranno de L’Aquila, solo per allungare di qualche settimana l’agonia di una regione che sta morendo con dolore e sofferenza".

"Gli abruzzesi - prosegue Sospiri - non ne possono più di una sinistra che ha chiuso gli ospedali, che ha aumentato le tasse, che non ha il coraggio di battagliare per difendere i diritti dei cittadini, che non sostiene le categorie più fragili. Gli abruzzesi si sono bruscamente svegliati da quella ondata di illusioni che nel 2014 ha permesso al governatore di entrare in Regione da presidente . E oggi non ne possono più delle esternazioni senza controllo di un senatore che, autoproclamatosi all’opposizione di un governo che, al momento, non c’è, pensa di riannebbiare la vista dei cittadini promettendo ‘diluvi di investimenti sull’Abruzzo’".

"È ora di finirla: qualunque presidente di buon senso si sarebbe dimesso, Forza Italia continuerà a chiedere le sue dimissioni in ogni sede democratica. Ma i primi responsabili della paralisi amministrativa e governativa dell’Abruzzo - conclude Sospiri - sono i consiglieri e assessori di maggioranza, che continuano a restare attaccati alle loro poltrone senza aver capito che questo determinerà la fine politica della sinistra abruzzese”.

 



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