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DROGA CHIETI: USATI AGENTI SOTTO COPERTURA NELL'OPERAZIONE 'TALLONE D'ACHILLE'

Pubblicazione: 03 settembre 2019 alle ore 13:45

CHIETI - Utilizzo di agenti sotto copertura per penetrare nella maglie serratissime di uno dei tre gruppi gruppo criminali individuati, in particolare quello di Chieti Scalo che aveva il proprio quartier generale in due noti locali di Chieti Scalo, il pub "The Wanted" ed il ristorante braceria "Bulldozer", chiusi a maggio dell'anno scorso dopo l'arresto dei titolari finiti anche nelle maglie di questa inchiesta. 

Giovani, spesso minori, consumatori di cocaina ma anche giovani impiegati come vedette per segnalare la presenza di forze dell'ordine; accertamento di episodi di traffico anche internazionale di stupefacenti con piazze di spaccio localizzate prevalentemente a Bucchianico e a Chieti Scalo, un giro di cocaina purissima, tanto da far "smascellare" i consumatori, un mercato degli stupefacenti che non copriva solo l'area Chieti Pescara ma attirava acquirenti anche dalla Puglia, cessione di cocaina ma anche di altre sostanze stupefacenti, a cominciare dalla marijuana; coinvolgimento di un capo ultrà del Chieti Calcio finito ai domiciliari e di altri personaggi riconducibili alla tifoseria ultrà teatina del gruppo "89 mai domi", utilizzo di telecamere e di intercettazioni telefoniche e ambientali. 

È quanto emerge dalla indagine congiunta di Polizia e Guardia di Finanza a Chieti che questa mattina hanno portato all'arresto, nell'ambito dell'operazione Tallone d'Achille di 17 persone, italiane e albanesi, con accuse a vario titolo di detenzione e traffico di stupefacenti e al sequestro preventivo di beni moli e conti correnti bancari per oltre 75.000 mila euro che costituiscono il frutto dell'attività criminale. 

"Chieti Scalo non è una zona franca, per noi è motivi di preoccupazione - ha detto il procuratore Testa nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il questore di Chieti Ruggero Borzacchiello, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Serafino Fiore, il vice questore dello Sco Luigi Bovio e il dirigente della Squadra Mobile di Chieti Miriam D'Anastasio. Abbiamo la sensazione che Chieti Scalo sia considerata come una zona distaccata della città, un po' dalla cittadinanza, un po' dalle istituzioni, un po' forse dalla stessa imprenditoria - ha aggiunto Testa - abbiamo avuto la sensazione che i cittadini di Chieti Scalo si siano sentiti lasciati soli ma per noi non è così, per noi i fattori criminali che siedono a Chieti Scalo sono oggetto di attenzione come tutti gli altri".



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