DUBBI SU NUOVA PESCARA,
NASCE IL COMITATO PER LA
''RILETTURA'' DELLA FUSIONE

Pubblicazione: 18 dicembre 2017 alle ore 20:00

foto Alessandro Feliciotto
di

PESCARA - Nasce il comitato per la rilettura del processo della Nuova Pescara, fusione dei comuni di Spoltore, Montesilvano e Pescara, coordinati da Licio Di Biase, ex presidente del Consiglio comunale pescarese.

Il comitato è stato presentato oggi nella sala “Tinozzi” della Provincia di Pescara e nasce dal bisogno di porre chiarezza sui movimenti e le riforme che stravolgeranno l'intera area pescarese con l'intento di creare una grande area metropolitana. 

Secondo la delegazione, infatti, la fusione tra i comuni appare una soluzione parziale nei confronti della ben più complessa questione della creazione di una grande area metropolitana Adriatica. 

In questo modo si rischia di creare problemi di carattere economico, politico e identitario .

Un pensiero simile lo aveva esposto il segretario regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri durante un incontro con la stampa per chiarire le sue precendenti dichiarazioni su Pescara capoluogo di regione.

Nonostante i pensieri concilianti, però, non era presente.

In apertura, Di Biase ha evidenziato le proprie paure riguardo questo processo in quanto “la situazione di tre, quattro anni fa era confusionaria. Il referendum è uscito in un periodo in cui si avevano le elezioni in regione e nelle due province principali e ne è risultato una votazione secondaria. C'è stato un monologo degli esponenti di questa riforma che ha impedito la riflessione e l'approfondimento. In Regione Abruzzo vogliono accelerare i tempi ma il 1° Gennaio 2019 è impossibile che si fondino queste città senza problemi di sorta. Noi vogliamo creare un dialogo, perché siamo convinti che non sia la giusta soluzione per le problematiche che attualmente ha la provincia di Pescara”.

Oltre all'ex presidente del consiglio di Pescara erano presenti il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito e quello di Montesilvano, Francesco Maragno

Il primo ha ricordato che questa riforma “è nata in un periodo, quello del 2010, in cui la politica veniva fatta con la pancia e la dimostrazione è la legge sull'eliminazione delle Province. Sono passati quasi otto anni e la situazione ora è peggiorata. La Provincia di Pescara non ha più nemmeno le risorse per l'ordinaria amministrazione, un esempio è la scarsa manutenzione delle scuole e delle strade. Noi siamo chiamati entro l’8 gennaio 2019 ad esprimere un parere in Consiglio comunale ma a quanto pare esso non è vincolante. La superficialità di come si sta agendo mi mette paura. Parliamo di tre realtà differenti, con  bilanci diversi e problematiche non comuni. Siamo un comitato trasversale, con più identità politiche al suo interno e  il nostro unico scopo è cercare di fare le cose per bene”.

Maragno ha invece tenuto a precisare che ufficialmente non fa parte del comitato per timore che venga strumentalizzata la sua posizione, ma che ne accetta tutti i suoi temi in quanto “questa legge è una scatola vuota. È mancato il consenso informato. Un giorno si sono presentati e ci hanno detto ‘si fa la Nuova Pescara, questi sono i benefici e questi sono i risparmi’ senza avere in mano dati certi ne azioni studiate e programmate. Se i servizi sociali di Pescara confluissero nel dipartimento di Montesilvano si avrebbe un risparmio del 18 per cento ma questo dato è stato studiato da noi stessi, perché nessuno, a livello finanziario, ci sta dando certezze”. 

“Credo i problemi principali di questo processo siano di carattere storico perché mai in Italia si è  messo in atto un processo di fusione così grande”, ha concluso. 

 

 



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