E' GIALLO SU DESTINO OSPEDALE DI ATESSA,
DA PIANO REGIONE TIMORI DECLASSAMENTO

Pubblicazione: 08 maggio 2018 alle ore 06:35

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ATESSA - Si risvegliano nuove perplessità sulle sorti dell'ospedale San Camillo de Lellis di Atessa (Chieti), da tempo al centro del dibattito politico e sociale.

E in questo senso nasce un giallo che tiene banco sul territorio e anche a livello regionale, visto che tra l’altro la materia è di competenza regionale.

Ad innescare le due versioni antitetiche che nessuno ha ancora chiarito, sono i documenti contenenti la versione definitiva del "Piano regionale della riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese", pubblicato sulla stampa, che ha innescato polemiche e malumori.

Della riconversione del San Camillo de Lellis in ospedale di zona disagiata, non ci sarebbe traccia, al contrario di quanto assicurato dal sindaco, Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1, che alle elezioni regionali del 2014 era il coordinatore del movimento Abruzzo Civico che ha eletto due consiglieri regionali, Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri.

"Il riconoscimento del San Camillo de Lellis di Atessa come ospedale di area disagiata è in una fase istruttoria avanzata e lo dimostrano gli atti regionali e ministeriali", spiega in una nota il sindaco Borrelli. Mentre dall'opposizione "Liberatessa" si sostiene che quella della Giunta regionale sia "una delibera farlocca. Da Borrelli solo favole".

"L'ospedale di Atessa e quello di Guardiagrele sembrano essere spariti dal panorama della sanità abruzzese", chiarisce la sezione atessana di Forza Italia in un’altra nota.

La battaglia sta nel salvataggio della struttura sanitaria pubblica. Infatti, la conversione in ospedale di zona disagiata prevederebbe, oltre a Pronto soccorso, poliambulatorio, dialisi, lungodegenza con più giorni di degenza, riabilitazione adeguatamente implementata, day-surgery, quindi il reparto chirurgia con numero di operazioni ridotto, diagnostica per immagini ed endoscopia e medicina del lavoro.

La differenza con un ospedale di comunità è sostanziale: con lo status in questione esisterebbe solo un punto di primo soccorso, la riabilitazione, un "centro per anziani", "un ospizio", così come è stato definito dai contestatori in questi anni.

Solo sterili polemiche dell'opposizione, secondo Borrelli, che spiega come "la giunta regionale, prima con delibera 642 del novembre 2017 e poi con delibera numero 15 del 17 gennaio 2018, dopo vari incontri preparatori, ha dato l'ok al potenziamento e alla riqualificazione dell'ospedale sangrino, stoppandone la trasformazione in presidio sanitario di assistenza (Pta). La giunta regionale, dichiarando di voler cambiare i propri atti programmatori, nell'ambito del riordino della rete ospedaliera, che non è stato ancora concluso, ha dato il via libera al riconoscimento di Atessa come presidio di area disagiata".

"Gli atti sono poi stati inviati a Roma per essere sottoposti al Tavolo di monitoraggio nazionale, composto dai Ministeri della Salute, dell'Economia, e da rappresentanti della conferenza Stato-Regioni".

"Tutto è confermato da un documento del 2 marzo scorso - continua Borrelli -, inviato alla Regione e a firma del direttore generale del ministero della Salute, Andrea Urbani. Nel documento si evidenzia che 'la proposta di potenziamento quali-quantitativo del presidio ospedaliero San Camillo de Lellis, elaborata dal Tavolo tecnico di cui alla delibera di Giunta regionale 642/2017, è in fase istruttoria da parte degli uffici competenti e a breve potrà essere sottoposta a valutazione da parte del Tavolo per il monitoraggio del decreto ministeriale 70/2015'. Nello stesso documento viene chiesto di specificare la 'dotazione di posti letto, il dimensionamento delle discipline sulla base dei bacini di utenza e l'articolazione della rete ospedaliera e dell'emergenza urgenza'. E dalla Regione, lo scorso 9 aprile, sono state preparate tutte le integrazioni richieste dal Ministero della Salute, con un documento a firma di Alfonso Mascitelli, presidente dell'Agenzia sanitaria regionale".

"Questi i fatti - chiarisce Borrelli -. Le procedure vanno avanti, con i tempi che la burocrazia in Italia richiede. Confidiamo in una prossima e definitiva riorganizzazione di tutta la rete ospedaliera abruzzese, che dovrebbe comprendere anche altre realtà. La nostra battaglia prosegue. Se i nostri cortesi avversari si fossero informati meglio, e non avessero preso lucciole per lanterne, avrebbero potuto risparmiarsi l'ennesima filippica contro l'amministrazione comunale che, con coerenza e serietà, sta facendo tutto il possibile per chiudere positivamente l'istruttoria in corso sull'ospedale di Atessa. Evidentemente a loro non interessa il risultato, come dimostrano i comportamenti avuti durante la passata amministrazione di centrodestra, quando l'ospedale veniva progressivamente smantellato. Preferiscono dar fiato a una volgare propaganda per piazzare un loro candidato alle prossime elezioni regionali, sotto le insegne di Forza Italia e della Lega".

Ma Liberatessa sostiene si tratti solo di una presa in giro. "Continua la farsa sulle sorti dell’ormai ex ospedale di Atessa - si legge in una nota del capogruppo di Liberatessa al Consiglio comunale, Vincenzo Pellegrini - Era il 4 agosto scorso quando il neo eletto sindaco di Atessa annunciava la grande soluzione per salvare l’ospedale di Atessa dal destino disegnato dalla Giunta regionale D’Alfonso: essere riconvertito in una struttura per anziani".

"Accanto alla proposta di istituire un ospedale di zona disagiata ad Atessa Borrelli proclamava un imminente incontro con il ministro della Salute. Una pura questione di giorni per far avallare alla Lorenzin il riconoscimento appunto dell’ospedale di zona disagiata ad Atessa ma sono trascorsi 10 mesi e l’incontro non è mai avvenuto. Poi ha reso noto, dopo l’assunzione di una delibera farlocca della Giunta regionale, che 'è fatta, Atessa ha l’ospedale di zona disagiata' accompagnando addirittura l’annuncio con brindisi a base di spumante proprio all'interno del nosocomio!".

"Il sindaco Borrelli deve smettere di raccontare favole - continua Pellegrini -. Sono trascorsi 7 anni dalla discesa in campo politico del giornalista che promette soluzioni sull’ospedale di Atessa: i primi anni quando alla Regione governava il centrodestra e l’ospedale funzionava con reparti veri e operativi: chirurgia, ortopedia, medicina. Prometteva che avrebbe fatto molto di più e che avrebbe fatto tornare ai vecchi splendori l'ospedale. Per i successivi 4 anni e fino ad oggi con un governo regionale dove il suo movimento fa parte integrante con consiglieri e assessori, non solo non è riuscito a far rimanere quello che era presente nel nostro ospedale ma lo ha fatto chiudere definitivamente. In questi ultimi mesi si è appellato a D’Alfonso per avere ancora qualche argomento in merito per non perdere completamente la faccia, ma ormai il nostro governatore/senatore ha altro a cui pensare e degli abruzzesi, in special modo di quelli di Atessa non interessa nulla".

"Il sindaco Borrelli probabilmente non viene ascoltato, l’ex ospedale di Atessa ha enormi problemi anche sulle attrezzature da utilizzare per la diagnostica che sono rotte e non vengono sistemate, praticamente i cittadini di Atessa e quelli del suo comprensorio sono stati presi in giro dalla coppia Borrelli-D’Alfonso e sono rimasti privi di un diritto sacrosanto come quello alla salute", conclude Pellegrini.

Per Forza Itlalia, vengono chiaramente premiati gli ospedali dei quattro capoluoghi di provincia, oltre a quelli di Lanciano, Vasto e Avezzano: "Tutti gli altri nosocomi saranno, invece, funzionali ai primi, svolgendo comunque un ruolo importante. Fin qui, ci saremmo anche potuti accontentare e magari ritenere soddisfatti per i risultati raggiunti a vantaggio del San Camillo, se non fosse per il prosieguo delle informazioni apprese dai documenti pubblicati dal quotidiano Il Centro, che continuano affermando che 'tutti gli altri nosocomi, saranno funzionali ai presidi ospedalieri principali, tranne i presidi ospedalieri di Atessa e Guardiagrele, che sembrano essere letteralmente spariti dal panorama della sanità pubblica abruzzese'. Queste due strutture, infatti - prosegue Forza Italia - sembrano non essere pervenute sia nei documenti ufficiali che nelle relative mappe. Come gruppo di Forza Italia ci aspettiamo, vista ormai l’ufficialità degli atti in materia sanitaria, una presa di posizione seria, da parte dell’amministrazione comunale di Atessa, che a nostro avviso ha definitivamente fallito la propria mission per il tanto acclamato salvataggio del San Camillo de Lellis", conclude Forza Italia.



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