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INTERVISTA AL DOCENTE TERAMANO CHE HA PRESO LE REDINI DELL'ASSOCIAZIONE DI IMPRENDITORI, PER SUPERARE LA FASE DEL LUNGO COMMISSARIAMENTO

ECONOMIA ABRUZZO: CILLI, 'UN NUOVO CONFIMI CON PMI INNOVATIVE PROTAGONISTE'

Pubblicazione: 13 dicembre 2018 alle ore 07:00

TERAMO - "Le piccole e medie aziende abruzzesi mai come oggi devono unirsi in un'organizzazione che davvero sia capace di rappresentarle sui tavoli istituzionali e sappia favorire innovazione e competitività".

Parola di Antonio Cilli, docente di informatica giuridica dell'università telematica Leonardo Da Vinci di Chieti, e imprenditore, che si appresta ricoprire la carica di presidente della Confimi Abruzzo e Molise, la Confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata, nata nel dicembre 2012, di cui è presidente nazionale Paolo Agnelli, noto imprenditore bergamasco del settore dell’alluminio.

Nell'intervista ad Abruzzoweb, Cilli traccia le linee del nuovo corso del Confimi abruzzese e molisano, che da tempo è commissariato senza essere del resto mai riuscito a decollare, ma che ora vuole decisamente voltare pagina. Il primo passaggio decisivo sarà in tal senso il suo costituirsi, a gennaio prossimo, in associazione no  profit, in base alle  nuova normativa sul terzo settore.

Al fianco di Cilli, in questa sfida, ci sono l'imprenditore Luca Tosto che ha ereditato la gestione della Walter Tosto, azienda abruzzese leader nel mondo nel comparto delle caldaistica dei recipienti a pressione (pressure vessel), e  Giancarlo Rabbuffo, titolare dell'università del design di Pescara, e presidente e fondatore di MuchColours  di Montesilvano, azienda leader nelle decorazioni industriali.

Già pronte ad aderire un centinaio di piccole e medie imprese, in utte e quattro le province, in un organismo che si pone di fatto come  alternativo alla Confindustria, da cui si registrano negli ultimi tempi non poche defezioni.

Confimi del resto in Italia rappresenta già circa 34 mila imprese per 440 mila dipendenti con un fatturato aggregato di 71 miliardi di euro e ha al proprio interno le diverse categorie merceologiche. E' interlocutore riconosciuto dalla politica a livello governativo e parlamentare, e anche da tutte le forze sindacali.

Antonio Cilli, cosa vuole essere Confimi?

Confimi vuole essere un soggetto davvero efficace, capace di aggregare le piccole e medie imprese, vuole essere portavoce delle nuove esigenze aziendali, che mirano all'innovazione all' implementazione delle dotazioni tecnologiche, ai progetti di ricerca e sviluppo all'interno della propria azienda mirando sviluppare progetti nazionali ed europei.

Cosa vi differenzia da Confindustria, c'è  un rapporto competitivo?

Confimi non vuole essere sostenuta da contributi pubblici, e vuole mantenere un assetto organizzativo leggero, e poco costoso, siamo contrari alla burocratizzazione  non strettamente necessaria, in ogni caso. A livello organizzativo vogliamo essere per primi a sperimentare l'applicazione del codice dell'amministrazione digitale, efficace strumento per abbattere i costi di gestione. Noi alle aziende chiederemo per la quota di iscrizione dai 300 ai 1.000 euro l'anno, in base alla dimensione aziendale, cifre nemmeno paragonabili a quelle che chiede Confindustria. Altra differenza è che noi non vogliamo modificare i rapporti fiduciari tra imprese i loro fornitori e professionisti, offrendo servizi scontati e che fanno concorrenza.

E cosa intendete offrire in termini di servizi?

Qualche esempio: dare un aiuto concreto a creare, all'interno di ogni azienda,  una nuova sezione di ricerca e sviluppo, che consente poi di beneficiare del credito d'imposta. E un aiuto a differenziare l'offerta,  che è l'unico modo per far fronte ai mutamenti della domanda. Nel  settore dell'impiantistica elettrica bisogna ad esempio predisporsi ad operare con successo in settori merceologici affini, come quelli  dell'istallazione di fibre ottiche, della configurazione di reti e apparati, del digitale.

Quante aziende sono pronte ad aderire oggi a Confimi?

Abbiamo già un  centinaio di aziende pronte ad essere protagoniste del nuovo corso, partecipando attivamente a tutte le nostre  attività. L'obiettivo e' far metter insieme le qualifiche, se ad esempio serve una  Soa, ovvero l'attestato  sulla capacità economica e tecnica necessaria a partecipare a gare e affidamenti di enti pubblici, di un determinato livello. Le piccole aziende mettendosi insieme, posso soddisfare tutti i requisiti richiesti, che non posseggono singolarmente.

Internazionalizzazione delle imprese: cosa intende fare su questo fronte il Comfimi?

Abbiamo già preso contatti con il nostro ufficio Confimi che si trova in Albania, perché sarà strategico per conquistare i mercati dei Balcani,  strategici in virtù della realizzazione  dell'elettrodotto che dal Montenegro arriverà in Italia, 'sbarcando' proprio in Abruzzo. Una grande infrastruttura che crea opportunità per le nostre aziende, capaci di offrire le tecnologie necessarie alla realizzazione di sistemi di produzione energetica. In Montenengro, bisogna sapere, c'è ancora un numero molto basso di impianti fotovoltaici

Cosa può e deve fare il governo regionale per aiutare davvero le piccole e medie imprese?

Il nostro presidente Agnelli ha proposto  al governo nazionale di istituire un ministero che si occupi di Piccole e medie imprese. Noi riteniamo che anche a livello regionale possa essere utile un assessorato dedicato, anche perché  a livello centrale,  si presta molta più attenzione alle esigenze della grande industria. Altra cosa che si potrebbe fare ancor prima, è sbloccare l'utilizzo dei fondi europei per le pmi, dicendo però basta ai  finanziamenti a pioggia, perché le risorse devono andare alle aziende che hanno idee e sono capaci di metterle a frutto, creando lavoro e ricchezza.

Ha detto il presidente Agnelli:  "il lavoro non si crea per decreto, ma si può a volte distruggere per legge". Concorda?

Concordo, e aggiungo che a distruggere lavoro e ricchezza, sono in particolare le troppe leggi, che i cittadini non sono in grado nemmeno di conoscerle tutte. Serve un equilibrio, una vera semplificazione, un deciso snellimento.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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