EDITORIA: AL QUOTIDIANO IL CENTRO IN 9 IN CASSA INTEGRAZIONE PER DUE ANNI

Pubblicazione: 27 luglio 2017 alle ore 11:39

PESCARA - Un accordo per l'attivazione della cassa integrazione guadagni a zero ore e senza rotazione per 24 mesi nei confronti di nove poligrafici de Il Centro è stato sottoscritto da azienda e sindacati.

A renderlo noto è la segreteria regionale Slc-Cgil che, unitamente alla Rsu di riferimento, chiede "l'interessamento delle autorità regionali a questa grave situazione di crisi, al fine di sventare un ulteriore calo dell'occupazione che, peraltro, già affligge pesantemente la nostra regione".

"Tutto questo - si legge in un comunicato - a pochi mesi dal passaggio di proprietà che ha portato il giornale dal Gruppo Espresso nelle mani di una società formata da quattro imprenditori abruzzesi, che da appena otto mesi dall'acquisizione dichiara perdite di 1,8 milioni di euro. La cessione di ramo d'azienda (da parte della Finegil spa gruppo L'Espresso) fu accolta dalle maestranze nella speranza che un giornale locale, retto da imprenditori locali, potesse ricevere quelle attenzioni e quella spinta propulsiva che un grande gruppo editoriale, con pubblicazioni locali e nazionali sparse in tutta Italia, non riusciva ad assicurare. Invece, con la soppressione dell'attività di impaginazione, di archivio, di reception (centralino e accoglienza visitatori) e fattorino si sta verificando l'esatto contrario".

"Con l'allontanamento di questi nove lavoratori (la proprietà proponeva 15 esuberi su 20 addetti) - prosegue il Slc-Cgil - il giornale sarà più povero, più standardizzato e con meno servizi resi al personale giornalistico e di conseguenza ai lettori. Ci si aspettava, come detto, una maggiore attenzione da imprenditori abruzzesi verso un prodotto abruzzese con maestranze quasi interamente abruzzesi, così non è stato".

Secondo il sindacato "la nuova proprietà non ha voluto nemmeno prendere in considerazione la proposta di volontaria riduzione d'orario, tramite l'attivazione del part-time per 15 lavoratori per far sì di salvare tutti i dipendenti".

"In tal modo, con grande senso di responsabilità - conclude la nota - i lavoratori volevano contribuire a far fronte alla crisi economica in modo assolutamente non traumatico e dare la possibilità alla nuova proprietà di mantenere integra l'erogazione dei servizi e di dare un segnale forte, anche verso l'opinione pubblica, di determinazione nella salvaguardia dell'occupazione locale". 



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