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ELEZIONI COMUNALI: A TERAMO E SILVI PARTE
IL TOTOGIUNTA, TUTTI I NOMI DEI ''PAPABILI''

Pubblicazione: 26 giugno 2018 alle ore 17:24

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TERAMO - Terminati i festeggiamenti per la vittoria ai ballottaggi di domenica, e con in corso le rese dei conti nel campo degli sconfitti, a Teramo e Silvi, già si lavora alacremente per comporre le nuove giunte comunali.

A Silvi una cosa è certa: sarà una giunta a trazione leghista, dopo l’affermazione del salviniano Andrea Scordella, che ha ribaltato domenica scorsa l’esito del voto del primo turno battendo con 3.660 voti (55,36 per cento), il candidato del centrosinistra, ex sindaco Francesco Comignani, che si è fermato a 2.929 voti pari al 44, 64, per cento.

La prima riunione tra le forze della nuova maggioranza composta da Lega, Forza Italia, Idea e Fratelli d’Italia, si terrà domani alle 12.

La nuova giunta potrà essere composta da un massimo di cinque assessori e non più sette come era in precedenza, a seguito delle modifiche allo statuto comunale introdotte dal commissario straordinario Samuele De Lucia, per adeguarlo alle attuali disposizioni di legge. Anche se va ricordato che Comignani ha avuto anche lui una giunta a 5, anche se la legge consentiva di occupare altri due assessorati.

I nomi che vengono dati per quasi certi solo quelli di Gianpaolo Lella e Pamela Giancola della Lega, due dei cinque eletti in consiglio, oltre al sindaco, tra i salviniani, di Alessandro Valleriani per Forza Italia, di Fabrizio Valloscura di Idea.

Manca un quinto assessore, ed è certa una sola cosa: deve essere una donna per rispettare la regola delle quote rosa.

Con la modifica dello statuto il sindaco ha facoltà di nominare anche due assessori esterni al consiglio comunale. Se la scelta invece dovesse cadere sulle elette, in gioco ci sono Maria Cichella della Lega, Giuseppina Di Giovanni di Forza Italia e Beta Costantini di Idea.

Occorrerà poi garantire un posto di rilevo anche a Fratelli d’Italia, che ha eletto un solo consigliere, Antonio Gambacorta.

A Teramo il nuovo sindaco "civico" di centrosinistra, l'ex Partito democratico Gianguido D’Alberto, ha detto che per la giunta non vuole "mettersi fretta", e ancora si gode l’inattesa vittoria al ballottaggio contro il candidato del centrodestra Giandonato Morra.

Le liste che appoggiavano D’Alberto al primo turno hanno preso 6.486 voti (21,13 per cento), la coalizione di Morra 10.713 voti (34,48 per cento). Al secondo turno hanno votato D’Alberto 12.205 teramani, pari al 53,26 per cento, hanno votato Morra 10.584 (46,74), meno voti di quelli presi nel primo turno. Un mezzo miracolo, e una delle poche soddisfazioni per il centrosinistra in Italia e in Abruzzo, in questa tornata elettorale

Anche qui però fioccano già le indiscrezioni e il toto-nomi per occupare però non nove assessorati, come ai tempi di Maurizio Brucchi, ma più sobriamente solo sette, come dichiarato anche incampagna elettorale, in nome della riduzione dei costi della politica.

A fare la parte del leone, ovviamente, le due liste più votate, il Partito democratico e Insieme possiamo, la lista civica di D’Alberto.

Per il Pd i più gettonati sono il giovane Simone Mistichelli, il più votato della lista con 325 preferenze, con una delega alla scuola.

A seguire la seconda più votata, Marisa Pomanti, 251 preferenze con delega al lavoro, e ancora Stefania Di Padova, alla riqualificazione del centro storico.

Un posto in giunta potrebbe spettare anche ad Alberto Melarangelo, politico di lungo corso, e a Maurizio Verna, con delega speciale alla ricostruzione, anche se questa materia così importante D'Alberto potrebbe avocarla a sé. Per un psoto in giunta circola il nome anche di Flavio Bartolini.

Altrettanti posti spetteranno alla lista Insieme possiamo. In pole position sono dati Luigi Ponziani alla cultura, Graziella Cordoni, al sociale, per non dimenticare i più votati della lista, Lanfranco Lancione, 283 voti e Antonio Filipponi, 236 voti.

Pd e Insieme possiamo, in base allo schema che già circola di una giunta a sette, si dividerebbero cinque posti, con l'eventuale aggiunta del ruolo del vicesindaco per la meno rappresentata in giunta.

Rimarrebbero così due posti in giunta per le altre forze due della maggioranza, più lo scranno del presidente del consiglio.

Quest’ultima potrebbe andare a Valdo di Bonaventura della lista Teramo vive, che ha preso ben 359 preferenze, risultando il più votato del centrosinistra.

Per la lista Teramo 3.0, un posto pressoché certo spetterà a Maria Cristina Marroni, la più votata con 195 preferenze.



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