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SI VOTA FINO ALLE 23 IN 31 COMUNI; IN LIZZA 88 CANDIDATI PRIMO CITTADINO
E 1.500 ASPIRANTI AMMINISTRATORI LOCALI; ISTRUZIONI PER L'USO
RECORD VOTANTI A BARETE E BUSSI SUL TIRINO, FLOP A ROCCAMORICE

ELEZIONI COMUNALI IN ABRUZZO: ALLE 19 AFFLUENZA AL 46,77%, CALA A TERAMO E SILVI

Pubblicazione: 10 giugno 2018 alle ore 07:00

L’AQUILA - In Abruzzo alle ore 19 ha votato, nei 31 Comuni oggi chiamati a scegliere il loro sindaco, il 46,77 per cento degli aventi diritto, dato in lieve crescita rispetto a quello della stessa ora delle precedenti elezioni amministrative, che era del 46,40 per cento.

Il dato complessivo è superiore alla media italiana: alle ore 19 nei 623 Comuni italiani ha votato il 44,01, con una crescita dell'affluenza rispetto le precedenti elezioni amministrative del 4 per cento.

Per quanto riguarda le due città al voto con più di 15 mila abitanti, le sfide più attese: a Teramo si è invertito il segno di crescita delle ore 12 e l'affluenza è alle 19 è al 47,36 per cento mentre alle precedenti comunali, alla stessa ora era al 54,62 per cento.

Idem a Silvi: 42,24 per cento contro il 52,47 per cento della precedente tornata.

In provincia dell'Aquila l'affluenza e' al 53,19 contro il 38,48  delle precedenti amministrative.

In Provincia di Pescara al 42,83 contro il 35,66, in Provincia di Teramo, 46,09, in  calo rispetto al 49,88 della tornata precedente, in Provincia di Chieti affluenza al 47,29 contro 37,90.

A Barete  (L'Aquila) si tocca quota 64,38 per cento (46,62) e a Bussi sul Tirino  (Pescara) al 58,42 per cento.

Percentuale più bassa a Roccamorice (Chieti) al 22,84 per cento.

Al voto chiamati 174.870  cittadini abruzzesi: si voterà in un’unica giornata con i seggi aperti dalle 7.00 alle 23.00, come già successo per le politiche. A seguire fno a tarda notte gli  scrutini.

In lizza in Abruzzo 88 candidati sindaci e 1.500 aspiranti amministratori locali, per quello che rappresentata un test elettorale che va oltre il significato locale.

Non solo in Abruzzo ma anche in tutta Italia dove sono oltre 6,5 milioni gli italiani chiamati alle urne in 700 comuni di cui 20 capoluoghi di Provincia: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Terni, Trapani, Treviso, Vicenza e Viterbo. E infine Teramo, in Abruzzo la sfida senz’altro più attesa e importate, l’unica assieme a quella di Silvi, sempre nella provincia di Teramo,  sopra la fascia dei 15 mila abitanti. Il che significa che se nessuna delle liste in campo supererà il 50 per cento dei consensi si andrà al ballottaggio, fissato per il 24 giugno.   

A segnare la competizione, almeno nei centri maggiori, la rivoluzione in termini di consensi, che si è registrata anche in Abruzzo alle politiche del 4 marzo, con il trionfo del Movimento 5 stelle, arrivato a sfiorare il 40 per cento, la grande affermazione della Lega, la tenuta di Forza Italia, che a differenza che altrove  rimane prima forza del centrodestra, il crollo del Partito democratico, l'inconsistenza delle piccole forze di destra, centro e  sinistra.

Manco a dirlo, protagonista di questa competizione sarà il civismo, parolina magica con cui anche politici navigati e che hanno militato per decenni nei partiti tradizionali, cercano di presentarsi con una veste nuova davanti agli elettori.

Civismo che invece è la via obbligata nei piccoli comuni, dove le forze tradizionali non hanno sufficienti candidati a disposizione, e le liste sono spesso trasversali e al di là degli schieramenti. Il voto di domenica andrà letto anche in vista delle elezioni regionali, che si terranno in autunno o più probabilmente a primavera 2019.

COME SI VOTA

Per scegliere il primo cittadino nei comuni con più di 15 mila abitanti, in Abruzzo come detto Teramo e Silvi, ogni cittadino avrà una sola scheda, nella quale sono già riportati i nomi dei candidati alla carica di sindaco. Sotto ogni nome c'è il simbolo (o i simboli) delle liste che lo appoggiano.

Ogni elettore ha tre opzioni: può barrare solo il simbolo di una lista, assegnando la propria preferenza al candidato sindaco appoggiato dalla lista scelta; può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco, votando solo per il candidato e non per la lista o le liste a lui collegate; può barrare il simbolo di una lista e il nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata, esercitando così il cosiddetto voto disgiunto.

Per i consiglieri, invece, bisogna scegliere uno o due candidati al consiglio comunale tra quelli presenti nella lista votata e scrivere il loro nome nelle righe accanto al simbolo della lista. Sono possibili uno o due voti di preferenza. Se si scelgono due consiglieri, questi devono essere di sesso diverso (pena l'annullamento della seconda scelta

Nei comuni con meno di 15 mila abitanti, a ogni candidato sindaco è legata un’unica lista e quindi votando un candidato si sceglie anche la lista di consiglieri a esso collegata. Nessun voto disgiunto, dunque.

Nella scelta dei consiglieri comunali, va segnalata anche la distinzione tra i comuni con meno di 5mila abitanti, in cui si può esprimere la preferenza per un candidato al consiglio comunale, scrivendo il cognome nell'apposita riga affiancata al simbolo della lista, e quelli compresi tra 5 e 15mila, dove si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. Nel caso siano due, devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista.

Al termine dello scrutinio, viene eletto sindaco chi ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare al ballottaggio. Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. Dovesse esserci una ulteriore parità, vincerebbe il più anziano.

TUTTI I COMUNI AL VOTO E I CANDIDATI

PROVINCIA DI TERAMO

I Comuni al voto nella Provincia di Teramo sono 10: Silvi e Teramo, che sono gli unici due comuni abruzzesi con più di 15 mila abitanti, Alba Adriatica, Atri, Castilenti, Civitella del Tronto, Controguerra, Montorio al Vomano, Nereto, Notaresco.

La sfida più attesa è quella del rinnovo dell'assise comunale di Teramo, Comune più grande di questa tornata elettorale con 54.294 abitanti. Saranno 17 le liste a sostegno dei 7 candidati sindaco di Teramo, capoluogo di provincia chiamato al rinnovo del Consiglio comunale in anticipo per la caduta di Maurizio Brucchi, mandato a casa anzitempo da pezzi della stessa maggioranza di centrodestra che lo sosteneva.

In lizza il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Giandonato Morra, attorno al quale ha fatto quadrato il centrodestra, ad eccezione dell'anima che fa capo al senatore Gaetano Quagliariello, che ha messo in campo il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, l'ex capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale Gianguido D'Alberto, l'ex dem Giovanni Cavallari, l'ex consigliera comunale Paola Cardelli, in campo con Sinistra per Teramo, Alberto Covelli dei Popolari con Teramo, l'avvocato Cristiano Rocchetti per il Movimento cinque stelle.

A sostenere Morra sono 6 liste: Fratelli D'Italia, Lega, Forza Italia, Oltre, Futuro In e Popolo della famiglia. Le liste collegate a D’Alberto sono: Insieme Possiamo, Partito democratico, Teramo 3.0 e Teramo Vive. Due le liste per Di Dalmazio: Al centro per Teramo e Azione Politica. A sostegno della candidatura di Covelli, oltre alla lista Popolari con Teramo, Abruzzo Insieme. Gli altri candidati, invece, sono collegati a una sola lista.

Dopo oltre un anno di commissariamento, anche a Silvi, comune di 15.401 abitanti, i cittadini tornano a scegliere gli amministratori della città.

A sifarsi saranno in 4: Francesco Comignani, Andrea Scordella, Antonio Del Vecchio e Simona Astolfi.

Il quadro politico in questo Comune vedrà come elemento di continuità il ritorno in campo di Francesco Comignani, il sindaco costretto a lasciare l'incarico in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri su 16, che guiderà uno schieramento di centrosinistra, caratterizzato da 3 liste: Democratici per Silvi, Silvi Ripartiamo e Obiettivo Silvi.

L'ex primo cittadino dovrà fare i conti anche con un altro candidato sindaco che proviene dalla stessa area e cercherà di pescare voti nel suo stesso elettorato: Antonio Del Vecchio, già alleato di Comignani alle passate elezioni che poi per dissidi con il sindaco abbandonò la maggioranza per unirsi, infine, al gruppo dei dimissionari che decretò la fine dell'amministrazione.

Due le liste a sostegno di Del Vecchio: Silvi in Comune e Giovani in Comune.

A guidare la coalizione di centrodestra sarà il leghista Scordella: i salviniani, infatti, sono riusciti ad imporsi agli alleati, anche grazie al peso elettorale che la Lega ha acquisito dopo il voto delle politiche del 4 marzo.

Le liste per la coalizione di centrodestra sono 4: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Idea.

Per il Movimento 5 Stelle, infine, correrà  la candidata Simona Astolfi, forte di un risultato positivo alle scorse politiche, dove i penta stellati hanno sfiorato il 42 per cento.

Al confronto elettorale di Alba Adritica, comune di 11.565 abitanti, si misureranno Antonietta Casciotti a capo della lista UniAmo Alba, che torna sulla scena politica dopo aver vestito i panni di sindaco dal 1995 al 2004; Gabriele Viviani con la lista Alba Popolare, assessore in due diverse consiliature; Remo Saccomandi, che capeggia la lista civica Voi in Comune e Giuliano De Berardinis a capo della lista Città Viva, ex vicesindaco.

La lista di De Berardinis è l'unica che ha ereditato qualche nome dall'amministrazione uscente di Tonia Piccioni, come il presidente del Consiglio comunale, Federica Ciapanna e gli assessori Ambra Foracappa e Alessia Ventura, quest'ultima tra l'altro ha rappresentato Forza Italia nelle trattative pre-elettorali.

L'eredità dell'opposizione va alla lista della Casciotti, nella quale sono candidati i consiglieri di minoranza uscenti: Luca Falò, Nicolino Colonnelli Giuliano Vallese.

Scontro a quattro anche ad Atri, che conta 11.112 abitanti: Piergiorgio Ferretti, candidato sindaco della lista di centrodestra Atri la Sfida Continua, che si pone in stretta continuità con l'amministrazione uscente di Gabriele Astolfi, eletto con la lista La nuova Sfida nella scorsa tornata elettorale, che si ricandida ma come consigliere affianco a Ferretti.

Con lui anche gli assessori uscenti Domenico Felicione e Alessia Faiazza. Sull'altro versante il Partito democratico, con la lista Prima Atri e candidato sindaco Ugo Giuliani.

Nella sua squadra anche Alfonso Prosperi, segretario del Pd locale, Giuseppe Schiavon, presidente del circolo di Atri e Umberto Italiani, ex assessore della Giunta Astolfi. Nella sfida ci saranno poi Massimiliano Concetti, candidato del Movimento 5 stelle e l’ex assessore al sociale Giammarco Marcone, che capeggia la lista Atri civica, nata dalla fusione delle precedenti liste L'Altr'Atri, coordinata da Michele Capanna Piscè e Rinascimento Italiano, fondata proprio da Marcone, che ha anche l'appoggio dell'ex sindaco Paolo Basilico.

Sono 2, invece, le liste presentate per le comunali a Castilenti, comune teramano di 1.551 abitanti. A sfidare il sindaco uscente, Alberto Giuliani, ricandidato e alla guida della lista Primavera Politica, Dario Franciotti, medico del pronto soccorso di Atri, con la lista Castilenti ti voglio bene.

Franciotti è stato consigliere nella seconda consiliatura di Guerino Cilli e in minoranza dopo la candidatura a sindaco del 1994; nella sua lista spicca il nome di Antonio Perilli, già consigliere nell’ amministrazione Cilli.  Tra i nomi a sostegno del sindaco uscente ci sono gli attuali amministratori Filippo Antonelli, Sabina Mazzocca e Cesare Di Michele.

A correre per la poltrona di sindaco a Civitella Del Tonto, 5.333 abitanti: l’uscente Cristina Di Pietro, a capo della lista Cittadini in Comune e Alberto Di Carlo, con la civica Civitella Insieme, candidato in extremis dopo il dietro front di Andrea Sbranchella, che si è ritirato dalla competizione per mancanza di candidati.

Di Carlo è un geometra camplese, sposato con una donna di Civitella. I componenti della sua lista sono solo 9.

Situazione singolare nel Comune di Controguerra, 2.422 abitanti, dove il primo cittadino uscente Franco Carletta correrà da solo.

Sono falliti, infatti, tutti i tentativi di allestire una seconda lista che sintetizzasse un programma politico alternativo.

Il sindaco uscente, solo nella competizione elettorale, dovrà raggiungere dunque il quorum del 50 per cento più uno dei votanti per poter considerare valida la votazione.

In caso di mancato raggiungimento della soglia prevista, infatti, l'elezione è nulla, il Comune viene affidato al commissario prefettizio e si torna al voto il prima possibile. Nell’unica lista presentata, Insieme per Controguerra, i candidati alla carica di consigliere sono 10.

Si giocherà a 4 la partita elettorale nel Comune di Montorio Al Vomano, 8.201 abitanti, che è stato commissariato dopo che 7 consiglieri, 5 di maggioranza e 2 di opposizione, hanno rassegnato le proprie dimissioni, facendo cadere l'amministrazione guidata da Gianni Di Centa e lasciando la guida dell'Ente ad un commissario, il vicequestore aggiunto Marialaura Liberatore. A correre per la carica di primo cittadino saranno Ennio Facciolini, con la lista Montorio che vorrei; Andrea Guizzetti, a capo della lista Montorio avanti insieme;  Marco Citerei, con la lista Montorio che vive e Riccardo Panzone, alla guida dei Pentastellati Montorio.

Non ce l'ha fatta, invece, Domenico Pavone alla guida della civica Il Lungofiume, che non ha raggiunto il numero dei sottoscrittori minimo previsto dalla legge e che per Montorio va dai 60 ai 120, per la presentazione della lista.

Corsa a 4 anche nel Comune di Nereto, 5.075 abitanti. Una novità assoluta nella storia politica locale, dove non si sono mai ufficializzate 4 candidature a primo cittadino e 47 per l’assise comunale: Giampiero Masi, in passato vicesindaco, che sarà alla guida della lista X Servire Nereto; Daniele Laurenzi con Viviamo Nereto; Maurizio Corini a capo della lista Nereto Democratica, da subito indicato come candidato sindaco dal Partito democratico, che ha ottenuto il pieno sostegno di Alleanza Civica e del Partito socialista italiano e Fabio Cinì per il Movimento Cinque Stelle, ex consigliere di minoranza.

Laurenzi, dopo aver interrotto i tentativi di alleanza con Masi, ha composto la propria coalizione che vede l'ingresso di Massimo Salvi, un tempo del Partito dei Comunisti Italiani ed ex assessore comunale della giunta di Giuliano Di Flavio e il cui contributo è stato determinante per la caduta dell'amministrazione di centrosinistra.

A novembre del 2017, infatti, sei consiglieri e un assessore hanno presentato le proprie dimissioni dall'incarico, determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Il prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, ha nominato allora come commissario prefettizio  Alberto Di Gaetano, viceprefetto aggiunto per la provvisoria gestione dell’Ente.

Saranno soltanto 2, invece, i candidati alla carica di sindaco a Notaresco, comune di 6.863 abitanti: l’uscente Diego Di Bonaventura, con la lista Notaresco Popolare e Antonio Di Giulio, detto Tonino, a capo della lista Notaresco Bene Comune, che al suo interno ha numerosi rappresentanti dell'area di centrosinistra.

Nella coalizione di Di Bonaventura spiccano i nomi di tre assessori che lo hanno affiancato nella Giunta uscente: Franca Cipollina, Antonio Di Gianvittorio ed Antonina Speziale. Il Movimento 5 Stelle non potrà partecipare alle elezioni, a causa di errori formali saltati fuori all'interno della documentazione dei pentastellati nel momento della presentazione delle liste.

PROVINCIA DELL'AQUILA

I Comuni al voto nella provincia dell’Aquila sono 7: Barete, Castellafiume, Lucoli, Massa d'Albe, Oricola, San Benedetto dei Marsi e Scanno.

A Barete, comune di 679 abitanti nell'Alta Valle dell'Aterno, la sfida è a 3: cerca la rielezione il sindaco uscente Leonardo Gattuso, a capo della lista Baretiamo, che dovrà vedersela con l'ex assessore Claudio Gregori, che capeggia la lista Uniti per Barete, e Moreno Pignatelli della lista Uniti con voi.

A Castellafiume, che conta 1.099 abitanti, invece, l’uscente Domenico Mariani (Insieme per il Progresso), ha deciso di non scendere nuovamente in campo. A sfidarsi per la carica di primo cittadino saranno Giuseppina Perozzi, che capeggia la lista Futuro in Comune e Aurelio Maurizi con la lista Esperienza e competenza.

Sono due i candidati sindaco anche nel Comune di Lucoli, 1.019 abitanti, che torna anticipatamente al voto dopo che le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali nel luglio scorso hanno mandato a casa il primo cittadino, Gianluca Marrocchi. A sfidarsi il 10 giugno saranno Walter Chiappini, già sindaco dal 2010 al 2015, che capeggia la lista Lucoli al Centro e Simonetta De Felicis, funzionaria dello Stato in pensione, alla guida della lista Una rosa per Lucoli, composta interamente da donne.

Si torna al voto anche a Massa D'Albe, comune marsicano di 1.509 abitanti commissariato da maggio 2017, quando sull'approvazione del bilancio di previsione è caduta l'amministrazione guidata da Giancarlo Porrini ed è arrivato il commissario prefettizio Nicolino Bonanni. Nella prossima tornata elettorale la sfida sarà tra Graziella Rubeo, avvocato e consigliere d'opposizione uscente, con la lista Liberamente e Nazzareno Lucci, architetto con un passato da consigliere, a capo della lista Rinnovamento ed esperienza.

Ad Oricola, comune che conta 1.155 anime, si ricandida l’uscente Antonio Paraninfi, eletto alle scorse elezioni con la lista Partecipazione e Rinnovamento, che per la nuova tornata elettorale capeggia la lista Partecipazione e Continuità. A sfidarlo sarà Luigi Marianelli, che invece guida la lista Sviluppo e Progresso.

Sfida a tre a San Benedetto dei Marsi, il più grande comune al voto della provincia dell'Aquila, con 3.910 abitanti, dove l’uscente Quirino D'Orazio, ricandidato con la lista Insieme si può, torna a contrapporsi all'ex sindaco, l’avvocato Paolo Di Cesare, a capo della lista Per Progredire Insieme e a Fabrizio Domenico Cerasa, consigliere comunale uscente d'opposizione, che capeggia la lista Possiamo Adesso.

A contendersi la poltrona di sindaco nel comune di Scanno, 1.948 abitanti, saranno in due: Amedeo Fusco con la lista Scanno Insieme, operatore economico locale a lungo amministratore ed ex consigliere provinciale che rappresenta la continuità con l'amministrazione uscente, guidata dal primo cittadino Pietro Spacone, e Giovanni Mastrogiovanni, a capo della lista Scanno è di tutti, avvocato 46enne, che punta invece sul rinnovamento, e candida, tra gli altri, l'imprenditore dolciario Angelo Di Masso, custode del famoso Pan dell'Orso, e Giuseppe Marone, albergatore e presidente della Cooperativa operatori turistici Alto Sagittario (Cotas). Nella lista di Fusco spiccano il nome del vicesindaco uscente Antonio Silla e il consigliere comunale Roberto Nannarone. Si era fatto di nuovo vivo anche l'ex sindaco Angelo Cetrone, promotore di una lista capeggiata da Domenico Notarmuzi, che però alla fine ha preferito rinunciare.

PROVINCIA DI CHIETI

I Comuni al voto nella provincia di Chieti sono 5: Pizzoferrato, Fallo, Frisa, Torino di Sangro e Villa Santa Maria.

Sono solo tre i candidati a sindaco nel Comune di Pizzoferrato, 1.127 abitanti. Il sindaco uscente Palmerino Fagnilli, con la lista Paese Mio, tenta il secondo mandato consecutivo. A sfidarlo ci sono il consigliere comunale di minoranza Carmine Tarantini con la lista Uniti per Pizzoferrato, e Gianni Lupo con la lista Nuovo Progetto.

Una sfida sentita, quella del piccolo comune di Fallo, che conta soltanto 146 abiatanti e ha ben 3 candidati a primo cittadino: il sindaco uscente Alfredo Pierpaolo Salerno, che si candiderà con la lista Fallo in Movimento, è al termine del primo mandato dopo che, per ben vent'anni quasi consecutivi, il Comune è stato retto dallo zio Carmine, che cinque anni fa era in lista con il nipote e che questa volta, invece, appoggerà la lista Siamo Fallo di Luigi Mandelli, già sindaco negli anni ’90 e anche lui in lista con Alfredo Salerno nel 2013. La terza lista è quella di Carmine Vatieri con Insieme per Fallo.

A Frisa, comune che conta 1.889 abitanti, le liste in competizione sono 2 come nel 2008 (nel 2013 furono 3) e a sfidarsi saranno Rocco Di Battista, sindaco uscente che propone la sua terza candidatura con la lista Frisa Unita, e Nicola Labbrozzi, con la lista Frisa Cambia Lealmente, che daranno vita alla stessa sfida di dieci anni fa.

Sfida a 2 anche a Torino di Sangro, 3.041 abitanti, che ha per protagonisti il sindaco uscente Silvana Priori con la lista Rinnovamento Democratico e l’imprenditore  Nino Di Fonso con la lista Torino di Sangro nel cuore.

A Villa Santa Maria, 1.433 abitanti, saranno in 2 a contendersi il titolo di primo cittadino. Prova a conquistare il suo mandato consecutivo l'attuale primo cittadino Giuseppe Finamore, che si ricandida con la lista Villalternativa. Il suo sfidante è Nicola Tantimonaco, alla guida della lista Con Villa Santa Maria.

PROVINCIA DI PESCARA

I Comuni al voto nella Provincia di Pescara sono 9: Cepagatti, Loreto Aprutino, Pianella, San Valentino in Abruzzo Citerione, Roccamorice, Turrivalignani, Nocciano, Bussi sul Tirino e Pietranico.

A contendersi la fascia tricolore nel comune pescarese di Cepagatti, il più grande della provincia di Pescara chiamato alle urne, con 10.449 abitanti. saranno in 4: il vicesindaco uscente Domenico Di Meo,  a capo della lista Cepagatti Unita che raccoglie espressioni della maggioranza e dell'opposizione, il consigliere di minoranza uscente Gino Cantò con la lista Cepagatti c'è, che come la prima raccoglie rappresentanti di entrambi gli schieramenti, Daniele Fiucci del Movimento cinque stelle, che ci provò anche cinque anni fa e Claudio Orsini con la lista Riconquistare l'Italia. Fronte sovranista italiano.

Sfida a tre, invece, a Loreto Aprutino, comune che conta 7.619 abitanti, dove a contendersi la fascia saranno il sindaco uscente Gabriele Starinieri con la lista Progresso e Tradizione; Antonello Delle Monache con la lista In Comune e Remo Giovannetti con la lista Cittadini per Loreto.

Tre i candidati sindaco anche nel Comune di Pianella, 8.437 abitanti. In cerca della riconferma l'uscente Sandro Marinelli appoggiato dalla lista Progetto Futuro. A sfidarlo ci saranno Gianni Filippone della lista di centrosinistra Pianella Vicina e Federica Fedele, candidata del Movimento 5 Stelle.

Non si ricandiderà, invece, il sindaco uscente del comune pescarese di San Valentino in Abruzzo Citeriore, 1.930 abitanti, Antonio Saia. Al suo posto concorreranno Antonio D’Angelo con la lista Obiettivi: solidarietà e sviluppo, e Antonio D’Ottavio con la lista Solo Passione.

Sfida a 2 a Roccamorice, 989 abitanti, dove i cittadini sono chiamati a scegliere tra il sindaco uscente Alessandro D’Ascanio che si candida con la lista Azione, libertà e progresso e Italia Pietrangelo con la lista Roccamorice nel cuore.

A Turrivalignani, comune che conta 884 abitanti e dove la temporanea amministrazione è stata affidata al commissario prefettizio Renata Castrucci a seguito delle dimissioni del sindaco Luigi Canzano, per dissidi interni, a sfidarsi sono in due: Gianni Placido, con la lista Uniti per ricominciare e Maria Grazia Del Fuoco con la lista Uniti per Rinnovare.

Anche Nocciano, 1800 abitanti, torna al voto dopo il periodo di transizione con il commissario prefettizio Maria Cristina Caruso: in scena i protagonisti della vecchia amministrazione guidata dal sindaco Lorenzo Mucci che si candida con la lista Partecipa al cambiamento. Dall’altra parte ci sarà Vincenzo Palumbo, dopo una consiliatura all’opposizione (nel 2003 appoggiava Marcello Luciano Giordano) la sua lista Patto per Nocciano potrà contare sul supporto di diversi ex amministratori: Valerio, Marchionne, Rasetta e Nino Speziale (consigliere di minoranza fino al 2016). Il terzo sfidante è Maurizio Di Gregorio, ex presidente dell’Istituzione Castello. La sua lista “Nocciano Più” presenta otto persone alla prima candidatura.

A Bussi sul Tirino (Pescara), comune da pochi giorni commissariato,  la sfida per le elezioni comunali del 10 giugno prossimo sembra giocarsi tutta sul futuro dell'ex polo chimico, e quindi essere un banco di prova per il sindaco uscente Salvatore Lagatta che ha puntato tutto sulla reindustrializzazione. La partita è, tra l'altro, tutta interna al centrosinistra. A insidiare la conferma di Lagatta, rappresentante di Rifondazione comunista che cinque anni fa vinse lasciando fuori il Partito democratico, è l'ex presidente della Provincia Pino De Dominicis, del Pd, recentemente nello staff del vice presidente della Regione Giovanni Lolli. Entrambe le liste sono all'insegna del rinnovamento, a sostegno di Lagatta solo il vice sindaco uscente Paolo Salvatore e il consigliere Diego Laneve.

A Pietranico, comune di appena 509 abitanti, saranno in 3 a sfidarsi per la poltrona di sindaco: il primo cittadino uscente Francesco Del Biondo che si ricandida con la lista Uniti con Continuità; Fabrizio Francescono con la lista La Nuova Svolta e Santino Catena che si candida con la lista Pietranico Futuro.



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