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ELEZIONI COMUNALI ORTONA: CENTRODESTRA
E CENTROSINISTRA IN CORSA IN ORDINE SPARSO

Pubblicazione: 18 aprile 2017 alle ore 08:00

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ORTONA - Sei candidati in corsa, tre di centrodestra e tre centrosinistra.  Partito democratico e Forza Italia alle prese con regolamenti di conti interni, fughe in avanti e colpi di teatro. Ed anche il Movimento cinque stelle non meno diviso che rischia di non correre nemmeno.

Si preannuncia una sfida apertissima, quella delle comunali dell'11 giugno ad Ortona, che con i suoi oltre 23 mila abitanti rappresenta assieme a San Salvo e Atessa, il test elettorale più significativo tra i 17 comuni al voto in provincia di Chieti.

Cominciamo dal centro sinistra oggi diviso per tre, che ha governato la città dal 2012 con Enzo D’Ottavio, e dove il Pd particolarmente litigioso è stato commissariato dal coordinatore della maggioranza in Regione Abruzzo Camillo D’Alessandro.

Primo candidato l’ammiraglio Rinaldo Veri, una figura senz’altro di spessore, appoggiato dal Pd con in testa D’Alessandro e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, da Area popolare, (ex Ncd), da Sinistra Italiana. Pronti a candidarsi il segretario uscente cittadino del Pd Alessandro Scarlatto, il vice sindaco Nadia Di Sipio, l'ex assessore Tommaso Dantini, e l’assessore Luca Menna.

Arrivare però all’investitura di Veri per i maggiorenti del Pd, non è stata certo una passeggiata di salute.

Alla ricandidatura puntava anche il sindaco uscente D'Ottavio, e per mesi si è tentata la via delle primarie, a cui era pronta a partecipare anche una fedelissima del commissario D’Alessandro, Cristiana Canosa, sua storica collaboratrice, ed ora anche nello staff del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

L’ipotesi primarie è però presto naufragata.

D’Ottavio, presa contezza del suo isolamento e dello scarso gradimento tra le sue stesse file, con un colpo di teatro si è dimesso anzitempo da sindaco a metà febbraio. Prima di andarsene, sbattendo la porta, ha rilasciato non poche dichiarazioni al vetriolo.

"Non ho stracciato la tessera del Pd – ha anche detto - non sono abituato a gesti simili. Però al partito rimprovero tante cose, soprattutto di non aver cercato la coesione, di non aver creduto in me fino in fondo. Andavo bene cinque anni fa, ora non più". La tessera per la cronaca non l’ha stracciata, ma in compenso non l’ha  rinnovata.

A rompere rumorosamente con il Pd anche il sempre verde Tommaso Coletti, ex senatore, consigliere regionale, presidente della Provincia e capogruppo Pd al Comune di Ortona.

Coletti prima ha provato a perorare la candidatura di D’Ottavio, poi vista la malaparata, con l’entrata in scena dell’ammiraglio Veri, ha optato per la poltrona all'Autorità Portuale di Ancona, nominato dalla Regione Abruzzo in rappresentanza del Porto di Ortona.

Sul fronte cittadino è però rimasto il figlio Gianluca Coletti, ex assessore, che si è candidato sindaco contro il Pd di cui è vice segretario provinciale, sostenuto dalle associazioni culturali Ortona Popolare e Ortona Territorio.

Rabbiosa la reazione del commissario D’Alessandro, che in una nota al fulmicotone ha espresso "amarezza per la scelta della famiglia Coletti, che però non mi lascia sorpreso". "Quando si fa parte di una comunità politica, con la quale, tra l’altro, si sono consumate carriere ed incarichi - ha poi aggiunto polemicamente - bisognerebbe essere solo riconoscenti e dare una mano. Il punto è che il Pd, ma soprattutto la città di Ortona, non sono di proprietà né di un cognome, né di una famiglia".

Da parte sua il candidato sindaco Veri ha annunciato che mai e poi mai sarà accolta in coalizione la civica di Coletti, "avendo constatato , con un sondaggio personale, gli umori dei cittadini, che per la maggior parte, si sono rivelati ostili a Coletti Tommaso e Coletti Gianluca".

A complicare le cose nel campo del centrosinistra c’è poi la candidatura del giovanissimo avvocato, appena 27 anni, Giorgio Marchegiano, nato politicamente dentro il Pd ortonese, che poi dopo aver anche lui risposto picche alle primarie, ha deciso di correre da solo, lanciando bordate contro il sindaco D’Ottavio, ma anche contro il Pd regionale, soprattutto per quanto riguarda le politiche sanitarie.

A sostenerlo Abruzzo Civico, la formazione politica del parlamentare teramano Giulio Cesare Sottanelli, che in Provincia di Chieti ha come coordinatrice Maria D’Alessandro, anche lei ex assessore comunale di Ortona, la lista il Faro di Enzo Tucci, ex consigliere comunale del Pd e la lista civica Ortona Cambia di Emore Cauti.

Non meno complicato e scomposto è lo scenario nel campo del centrodestra.

L’obiettivo dichiarato dei leader regionali, in primis quelli di Forza Italia, era di presentarsi uniti e compatti, già al primo turno, per non ripetere la debacle delle elezioni del 2012 vinte dal centrosinistra di D’Ottavio, dopo 18 anni di dominio del centro destra, che però nel 2012 si è presentato con ben cinque candidati, a causa di insanabili spaccature interne.

Missione fallita: in campo è sceso il 29 enne Angelo Di Nardo, imprenditore attivo nel settore della sicurezza con trascorsi di rilievo nell’universo del calcio professionistico. Appoggiato dalla coalizione di centrodestra formata da Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e lista civica Libertà e Bene Comune per Ortona.

Non però da Forza Italia, con grande disappunto del senatore azzurro Antonio Razzi che in occasione della presentazione della sede elettorale di Di Nardo ha usato parole di fuoco contro il suo partito e il coordinatore regionale Nazario Pagano con cui notoriamente non ha buoni rapporti, non capacitandosi del mancato appoggio.

Gli esponenti locali di Forza Italia, in primis Mauro Febbo e il capogruppo al Comune Tommaso Cieri hanno infatti optato per l’avvocato Peppino Polidori.

Ma la cosa curiosa è che il coordinatore regionale Pagano non ha concesso l’uso del simbolo, con grande disappunto di Febbo, anche lui da tempo in attrito con Pagano.

Il motivo della mancata concessione del simbolo, si maligna, è che in realtà Pagano avrebbe preferito l’appoggio a Di Nardo, che avrebbe buoni rapporti con il senatore Altero Matteoli, che per Forza Italia coordina tavolo nazionale delle amministrative.

I forzisti ortonesi in appoggio a Polidori stanno dunque lavorando di grafica e fantasia per concepire un simbolo che ricordi quello del loro partito. Plastica rappresentazione della non trovata unità.

Ad appoggiare Polidori, anche l’Udc dell’ex assessore ai lavori pubblici Domenico De Iure, prima al Comune con il centro destra del sindaco Nicola Fratino, poi passato al centrosinistra di D’Ottavio, per ora tornare all’ovile del centrodestra.

Nel campo del centrodestra va poi ascritto anche un terzo candidato, Leo Castiglione con la lista civica Il Comune delle Idee.

Castiglione era entrato alla metà degli anni ‘90 nella formazione civica fondata dall'avvocato Remo Di Martino che ha appoggiato per anni le maggioranze di centrodestra, per poi fare opposizione al centrosinistra di D’Ottavio.

Infine il Movimento 5 stelle, che visto il disgregamento in campo avversario potrebbe approfittarne per un clamoroso exploit. Ma anche M5s è dilaniato al suo interno. Nulla trapela dai meet up, ma pare che di liste ce ne sarebbero due e con due candidati sindaci diversi. Il rischio concreto, come avvenuto in altri comuni al voto e' che il comitato nazionale elettorale non conceda il prezioso simbolo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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