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ELEZIONI: L'ABRUZZO DEL POST 4 MARZO TRA CERTEZZE, DIVISIONI E RIFLESSIONI

Pubblicazione: 10 marzo 2018 alle ore 22:12

L’AQUILA - Giornata di analisi del voto particolarmente movimentata quella di oggi in Abruzzo, a meno di una settimana dalle elezioni politiche del 4 marzo scorso.

Movimentata sia in seno al centrodestra, nel quale spicca la polemica tra il leghista Camillo Sulpizio e l'ex presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, e al Partito democratico, con la segreteria regionale che ha rimesso il mandato alla comunità piddina dopo il crollo elettorale.

Ad alzare la voce, comunque, è stata per prima la Lega, con una conferenza stampa all’Aquila “fotocopia” (ma senza il big Alberto Bagnai, neo senatore) di quella di Pescara.

Del resto, il capoluogo d’Abruzzo ha regalato un altro clamoroso risultatO a Salvini e company, con il neo onorevole Luigi D'Eramo, eletto nella circoscrizione L'Aquila-Teramo, che lascerà la comunque corposa presenza dei salviniani in maggioranza al Comune dell’Aquila, dove proprio D’Eramo, fino all’elezione ha ricoperto la delicata carica di assessore all’Urbanistica della Giunta del sindaco, Pierluigi Biondi.

D’Eramo non le ha mandate a dire al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, fresco di elezione anch’egli ma al Senato e sotto il fuoco sia amico che nemico per via del doppio incarico ancora 'attivo'.

“Non sfrutti tutti i tecnicismi e i regolamenti per arrivare fino alla fine della legislatura, anche perché si arriverebbe al paradosso che ad assumere i poteri sarebbe uno che non solo non è stato eletto, ma neppure candidato, e di questa gente abbiamo le palle piene!”, ha tuonato l’ormai ex assessore comunale aquilano al tavolo con il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, altro neo deputato, i coordinatori locali Emanuele Imprudente (L'Aquila), Fabio Federico (Sulmona), Luca Casciere (Avezzano) e Piero Fioretti (Teramo).

Una frase forte con cui ribadire la volontà di presentare alle prossime regionali un candidato leghista per il centrodestra. 

Nel frattempo sono volati gli stracci tra Camillo Sulpizio, leghista, coordinatore comunale a Pescara, e Guerino Testa, ex presidente della Provincia di Pescara, ex Forza Italia ed ex Ncd che, saltando dentro Fratelli d'Italia all'ultimo minuto, aveva strappato la candidatura al collegio uninominale di Pescara alla Camera sperando nel colpaccio poi non riuscito.

“La Lega ha fatto risultato senza avere una classe dirigente”, il giudizio tout court di Testa, cui Sulpizio ha risposto con un più che piccato “La Lega ha una classe dirigente locale che alle interviste preferisce il contatto diretto con i cittadini”.

“Caro Guerino, la classe dirigente locale della Lega c’è ed è presente, a partire dal segretario regionale ed ormai onorevole Giuseppe Bellachioma, proseguendo con tutti i segretari provinciali e comunali che hanno lavorato intensamente al raggiungimento di questo risultato. Classe dirigente che, alle grosse adunanze ai teatri ed alla richiesta di interviste, preferisce il contatto diretto e giornaliero con i cittadini, dando risposte alle istanze che vengono rivolte; proprio come vuole il nostro leader Matteo Salvini, mai vistosi ma sempre operativi”, ha detto quindi Sulpizio.

Si è invece aperta la questione del possibile ritorno “a casa”, cioè a Forza Italia, del senatore Gaetano Quagliariello, il quale, durante un incontro oggi a Pescara promosso dal partito di Silvio Berlusconi ha dichiarato che “la mia presenza oggi è un atto di dovuta amicizia nei confronti del partito che ha dato il maggior apporto in termini di voti alla mia elezione e che è importante riferimento per quei principi liberali e conservatori nei quali da sempre mi riconosco. Tengo a precisare che sono stato il candidato di tutta la coalizione grazie a un accordo che il mio movimento, ‘Idea-Popolo e Libertà’, ha stretto a livello nazionale con la quarta componente del centrodestra, che in Abruzzo ha portato un contributo significativo all’affermazione di tutto lo schieramento”.

“La prossima settimana, dunque, consulterò innanzi tutto gli organismi del mio movimento, sentirò gli altri tre eletti al Senato che hanno fatto riferimento alla medesima aggregazione elettorale e, in merito all’iscrizione ai gruppi parlamentari - ha detto poi l’ex ministro - determineremo a livello nazionale una scelta che io auspico sarà comune”.

Aria difficile nel Pd abruzzese, con il segretario regionale Marco Rapino che, dopo la riunione di ieri a Pescara, non ha usato mezzi termini: "La sconfitta è stata netta e chiara - ha detto Rapino - il dato che abbiamo di fronte deve indurci ad una forte riflessione e non farci entrare in discussioni tattiche che le persone continuerebbero a non comprendere. Serve un partito grande come il Pd, un partito in grado di tornare fra la gente, di riaprirsi al confronto vero con la società civile. È questo che i cittadini si aspettano da noi, ed è questo quelle che dobbiamo fare. Ho già avuto modo di dire che non c’è un destino personale da difendere, ma solo quello collettivo da ricostruire. Lo dobbiamo ai nostri elettori e a chi crede ancora nel nostro progetto politico, che invitiamo a gran voce a tornare a discutere e a confrontarsi con noi per poter ripartire insieme".

"Nel voltare pagina - ha continuato Rapino - ritengo sia opportuno rimettere il mio mandato a disposizione della comunità del Partito democratico d'Abruzzo. Durante la riunione di ieri pomeriggio la segreteria regionale tutta ha deciso di condividere questa mia decisione e di invitare anche le quattro segreterie provinciali a seguire questo stesso percorso".

"L'analisi del voto deve partire dagli organismi provinciali e poi in direzione regionale, infine verrà convocata anche l'assemblea regionale. Da subito dobbiamo aprire il confronto con le forze del centrosinistra e rinvigorire l'alleanza civica per ridefinire l'agenda del governo regionale e un programma di fine mandato che non venga dall’alto ma dal basso, dalla politica, dai partiti e dai cittadini", ha concluso. Roberto Santilli



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