ANNUNCIATE LE VISITE DI BERLUSCONI E SALVINI, LA PRIMA SARA' LA MELONI

ELEZIONI L'AQUILA: CENTRODESTRA E BIONDI
''A TESTA ALTA PER VINCERE'', IN ARRIVO 3 BIG

Pubblicazione: 20 aprile 2017 alle ore 20:34

La coalizione di centrodestra dell'Aquila per le elezioni 2017
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L’AQUILA - “Il centrodestra ha dimostrato quello che sa fare dopo il terremoto del 2009, dopo 20 giorni c’erano 10 miliardi stanziati in un decreto ed entro un anno 7 mila nuovi alloggi: non dobbiamo dimostrare nulla, solo raccogliere il testimone, e potremo vincere”.

Così Pierluigi Biondi, candidato sindaco dell’Aquila del centrodestra per le prossime elezioni del centrodestra dell’11 giugno, ha rivendicato oggi uno “spirito” di coalizione dopo il superamento delle divisioni degli ultimi mesi e la riunificazione attorno alla sua figura.

Alla sala “Rivera” del municipio di palazzo Fibbioni, d’altronde, si è presentato un tavolo nutrito comprendente 5 forze di partito e 3 civiche: i coordinatori regionali di Forza Italia, Nazario Pagano, Noi con Salvini, Paolo Arrigoni, Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, e Rivoluzione cristiana, Annamaria Bonanni, quello aquilano dell’Udc, Luciano Bontempo, e gli schieramenti L’Aquila città aperta, con Corrado Ruggeri, L’Aquila futura, con Antonio Pensa, e Prima L’Aquila, con Alessio Ciccone.

Saranno grossomodo queste le liste che sosteranno Biondi, “a tutti chiederò che siano più forti possibili, non avremo candidati a 0 preferenze”, la promessa.

Una cosa che non accadeva dal 2002, molteplici le fratture e incomprensioni, perfino con voti a perdere di alcune frange, nei due successivi appuntamenti 2007 e 2012.

E invece stavolta il centrodestra sull’Aquila ci punterà davvero, schierando i tre “big” nazionali: possibile una visita di Silvio Berlusconi, “me l’ha promesso e gli farebbe piacere”, ha detto Pagano; già fissata e vicinissima, lunedì 24 alle 11.30, quella di Giorgia Meloni di Fdi; annunciata anche la venuta di Matteo Salvini.

Il tema dell’unità della coalizione, raggiunta a fatica ma raggiunta, è stato sottolineato più volte, riservando parole al miele a chi nei fatti l’ha resa possibile con dei passi indietro dell’ultim’ora: Guido Liris, che era il candidato di Forza Italia, che ha assistito in piedi accanto alla finestra, e Luigi D’Eramo, investito dai salviniani addirittura a settembre 2016 a Pontida, oggi tra le ultime file della sala. “Mi candiderò consigliere? È come chiedere l’età a una donna”, ha glissato il secondo sul futuro dopo le ultime polemiche.

“I miei amici Liris e D’Eramo non avrebbero sfigurato al mio posto, con loro abbiamo condiviso un lungo percorso di passione, militanza e anche scontri - ha detto Biondi sul tema - ma sempre con senso di responsabilità, lo stesso dimostrato dalle forze politiche nel mettere da parte le legittime aspirazioni per dare un senso compiuto a un progetto di centrodestra a questa città”.

“Non era facile rinunciare - ha detto Pagano sempre sul tema dell’unità - perché qui Forza Italia è forte, ma c’è stato un insieme di persone che ha voluto arrivare a questo traguardo. Liris è una punta di diamante, ma di fronte alla strettoia ci vuole capacità di sintesi e senso della vittoria, comunque quella di Biondi non è una candidatura imposta: persona nota e stimata, inoltre al Consiglio regionale è stato anche mio collaboratore”.

“Volevamo le primarie - ha ricordato Arrigoni - Di fronte al no potevamo tirare dritti e correre in solitaria, ma per senso di responsabilità abbiamo preferito dare riscontro alla volontà dei cittadini che chiedono una coalizione che può vincere. Il nostro coordinatore Imprudente ha mostrato grande responsabilità, per il centrosinistra la strada sembrava in discesa dopo le primarie, ora la situazione è ribaltata”.

Biondi ai primordi della campagna era il candidato di Casapound, movimento di estrema destra in cui ha militato, ma poi le strade si sono divise.

“Mi caratterizzo da sempre come una persona sobria, dialogante e misurata, non credo che l’appartenenza passata mi danneggerà - ha detto sollecitato dai cronisti su questo aspetto - Da sindaco ho fatto politiche che si potrebbero definire di sinistra, perciò oggi le categorie sono scavalcate, noi abbiamo la possibilità di parlare all’intera società aquilana”.

Sigismondi scherzando ma non troppo ha dato una connotazione calcistica alla candidatura, “Biondi è abituato a soffrire come tutti i tifosi del Torino e a lottare, lo metterà nella sua campagna elettorale - ha promesso - Dal centrodestra arriva una proposta credibile di governo con una persona che si è fatta le ossa e che sa che cosa voglia dire amministrare e avere un rapporto con i cittadini inascoltati”.

Quanto alla Bonanni, ha precisato che “porteremo proposte sul lavoro e l’aggregazione sociale che qui manca fortemente, con risorse nuove” mentre Bontempo ha assicurato che “Lorenzo Cesa è entusiasta per questa nuova coalizione che non potrà fallire”.

Ampio spazio ai civici. A cominciare Ruggeri, in rappresentanza del movimento di Giorgio De Matteis, seduto in platea, e peraltro partecipante alle primarie del centrosinistra a sostegno di colui che le ha vinte, Americo Di Benedetto, “ma quelli sono voti prestati che torneranno al centrodestra”, ha assicurato Biondi.

“La non unione del centrodestra nel 2012 ha portato alla rivincita di Cialente perché dopo il primo turno eravamo a un’incollatura - ha rivendicato Ruggeri - questa è l’occasione di vincere le elezioni”. Pensa dell’Aquila futura, legata ai fratelli Salvatore (assente) e Roberto (presente) Santangelo, ha definito il suo movimento “futuristi più che sovranisti, daremo voce alle menti giovani e moderne”. Ciccone di Prima L’Aquila ha lanciato un appello “il voto al centrodestra unito è l’unico utile, il Cinque stelle sa solo urlare, per rimanere all’Aquila i giovani devono esserci le condizioni, noi proporremo soluzioni per il lavoro”.

Folta la platea dei presenti. Il deputato Fabrizio Di Stefano, il sindaco di Navelli (L’Aquila) Paolo Federico, che avrà compiti organizzativi nell’ambito forzista, il coordinatore comunale forzista Stefano Morelli, l’ex consigliere regionale Luca Ricciuti, i consiglieri comunali Giorgio De Matteis, Alessandro Piccinini, Luigi D’Eramo, Emanuele Imprudente e Daniele Ferella, il salviniano Fabrizio Taranta, l’ex assessore comunale Sergio De Paulis, l’ex assessore regionale Vito Domenici, tra i primi forzisti a calcare la mano sull’appoggio a Biondi, la presidente di commissione Sabrina Di Cosimo.

Verso la fine ha fatto capolino anche il sindaco uscente, Massimo Cialente, per il quale “il centrosinistra potrebbe perdere? Se continua a pazziare, sì”. Avvistato in municipio, ma lontano dall’evento politico, anche l’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi, che ha salutato con una stretta di mano il candidato e i cronisti.

Rilevata anche qualche assenza. L’ex assessore regionale di Forza Italia Gianfranco Giuliante, l’ex sindaco Biagio Tempesta, i consiglieri comunali forzisti top scorer di preferenze Roberto Tinari e Vito Colonna, il coordinate del Movimento dei sovranisti di Alemanno e Storace Valerio Di Pasquale.



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