L'EX CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO BARCA NEL COLLEGIO DIFENSIVO: LA COALIZIONE SCONFITTA AL BALLOTTAGGIO GUARDA AL TAR CHE IL 25 LUGLIO DECIDERA' SUL RICORSO

ELEZIONI L'AQUILA: CENTROSINISTRA ARRUOLA CELOTTO PER SPUNTARLA CON L'ANATRA ZOPPA

Pubblicazione: 09 luglio 2018 alle ore 11:00

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L'AQUILA - Il centrosinistra aquilano arruola anche Alfonso Celotto, 52enne campano, insigne giurista, per condurre la battaglia legale finalizzata all'assegnazione della maggioranza dei seggi in Consiglio comunale, per la quale pende un ricorso al Tar che si esprimerà nel merito definitivamente il 25 luglio prossimo.

Celotto, conosciuto all'Aquila per essere stato capo di gabinetto del ministro Fabrizio Barca, tra il 2011 e il 2013 inviato speciale del governo Monti per la ricostruzione, ricopre oggi lo stesso ruolo con il ministro della Salute, Giulia Grillo del Movimento cinque stelle: è stato ora incluso nel collegio difensivo di cui facevano già parte gli avvocati Claudio Verini e Maurizio Capri.

I ricorrenti, dopo la clamorosa sconfitta al ballottaggio nel 2017, quando Pierluigi Biondi del centrodestra si impose su Americo Di Benedetto del centrosinistra, nonostante l'ampio vantaggio di quest'ultimo al primo turno, avevano chiesto e ottenuto il riconteggio di alcune schede delle elezioni comunali con l'obiettivo di far recuperare alla coalizione sconfitta 41 voti che le sarebbero mancati per raggiungere al primo turno l'agognato 50 per cento più uno, potendo quindi, a quel punto, rivendicare la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.

"Oggi depositiamo delle nuove memorie", spiega ad AbruzzoWeb Capri, che è anche segretario del circolo L'Aquila Centro del Partito democratico ed ex assessore comunale ai Lavori pubblici.

Quella di Celotto "è una scelta presa all'unanimità da tutti i ricorrenti - aggiunge - la questione è molto delicata e una persona di un certo livello aiuta. Ha un alto profilo sotto l'aspetto giuridico ed ha accettato l'incarico. Il 25 è fissata l'udienza finale di merito al termine della quale ci si aspetta una decisione".

Il 24 maggio scorso il tribunale amministrativo in sede di udienza, dalla quale già ci si aspettava una decisione, aveva emesso una ordinanza di tipo interlocutorio, che fissava al 25 luglio l'udienza di merito, sulla quale aveva inciso l'atto di citazione per querela di falso presentato in sede civile dagli avvocati Roberto Colagrande del Foro dell'Aquila e Livio Proietti di quello di Tivoli, incaricati da Carla Mannetti di Fratelli d'Italia, assessore comunale, e Luigi D'Eramo della Lega, assessore comunale e deputato, in relazione al verbale delle operazioni elettorali del seggio 41, dal quale sarebbero "spariti" 400 voti in sede di trascrizione dei dati.

Con la stessa ordinanza, il Tar ha incaricato la Prefettura, che con un'apposita commissione aveva già provveduto al riconteggio delle schede di 11 sezioni indicate nel ricorso del centrosinistra, di acquisire le tabelle di scrutinio del seggio 41 e procedere ad una verifica di quanto accaduto nelltra trascrizione dei risultati.

Se dovessere spuntarla i ricorrenti, il sindaco dell'Aquila si ritroverebbe un Consiglio comunale con la maggioranza dei componenti di centrosinistra, la cosiddetta anatra zoppa.

Il ricorso è stato sottoscritto, oltre che dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio Americo Di Benedetto, da Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo, e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico, Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli, Antonio Nardantonio e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.

A rientrare in Consiglio nel caso in cui dovessero spuntarla i ricorrenti sarebbero Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni della Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle che però non hanno sottoscritto il ricorso.



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