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ELEZIONI L'AQUILA: RAGGI LASER E TSHIRT PER BIONDI,
''BLOCCHERO' SISTEMA DI POTERE PD''; RUGGERI CRITICO

Pubblicazione: 18 maggio 2017 alle ore 19:19

Pierluigi Biondi durante la presentazione
di

L’AQUILA - Un evento “all’americana” in un gremito ridotto del Teatro comunale dell’Aquila, con raggi laser, hostess in t-shirt con la caricatura del candidato sindaco di centrodestra del capoluogo, Pierluigi Biondi, distribuzione di una “Agenda per una città accogliente”, programma di priorità e quanto realizzato durante il doppio mandato da sindaco di Villa Sant’Angelo.

“Ci scusiamo con gli aquilani, che forse aspettavano da tempo questo momento. Chiediamo scusa per il ritardo”, si è presentato da solo sul palco, in riferimento al fatto che la coalizione torna a presentarsi unita dopo 15 anni.

Davanti a una sala piena e con alcune persone in piedi, circa 300 i partecipanti stimati, Biondi ha presentato le sette liste che lo sostengono nella corsa elettorale verso l’11 giugno: Rivoluzione cristiana, L’Aquila futura, Forza Italia, Udc, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Noi con Salvini e Benvenuto presente.

In sala, tra gli altri, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, il deputato Fabrizio Di Stefano e la senatrice Paola Pelino.

Presente, seppur defilato e fortemente critico nei confronti della “mancanza di condivisione sul programma”, anche l’ex assessore comunale di Forza Italia Corrado Ruggeri, uno di quelli che dal centrodestra hanno sostenuto apertamente Americo Di Benedetto alle primarie di centrosinistra.

Da solo sul palco, Biondi ha lanciato la prima offensiva al centrosinistra: “Anche i sottoservizi vengono utilizzati per la campagna elettorale, è notizia di ieri che il corso stretto è stato nuovamente chiuso per probabili danni ai palazzi - ha accusato - Mi è stato detto che alcuni operai sono stati sottoposti a ritmi massacranti perché non si poteva compromettere l’aperitivo di Natale”, ha aggiunto Biondi prendendo di mira Di Benedetto, pur senza mai citarlo, dato che è a tutt'oggi presidente della Gran Sasso Acqua, società idrica che è stazione appaltante dell’opera pubblica.

“Bisogna iniziare a chiedere conto al Pd con quale faccia presenta la sua lista indicando come priorità la sicurezza delle scuole senza aver dato risposte fino ad oggi”, ha incalzato.

“Qualche mese fa dicevano che tutto era deciso e il centrodestra era condannato alla sconfitta. Non è così e le cose sono cambiate e di molto - ha aggiunto - Abbiamo iniziato parlando di un granello, qualcuno capziosamente ha detto che avremmo inceppato il meccanismo della ricostruzione. No, noi bloccheremo il sistema di potere targato Partito democratico”.

“Che c’è differenza tra noi e il centrosinistra lo stiamo dimostrando, il centrosinistra è tenuto insieme solo dal potere - ha accusato - Sono insieme persone che hanno litigato per cinque anni, persino sbattendo la porta e che ora si ritrovano insieme”.

“Quelle del centrosinistra sono liste forti? Certo, perché il Pd ha provato a cambiare l’opinione pubblica della città, ma non ci sono riusciti - ha aggiunto Biondi - Hanno detto ‘Cialente contro tutti’, ‘Cialente il gladiatore’, ‘Cialente il vendicativo’. Noi siamo uomini e donne liberi. Nel centrosinistra stanno tentando di far passare il messaggio del rinnovamento, ma almeno 18 consiglieri uscenti su 20 sono ricandidati, sette assessori su otto sono ricandidati”.

“C’è una commistione strana”, ha poi tuonato Biondi, contestando l’annuncio dell’apertura all’Aquila di una sede della banca del Gran Sasso, fatta da Di Benedetto proprio oggi, “C’è il conflitto di interessi di una persona che si presenta oggi in una veste, oggi in un’altra, prendendo in giro gli aquilani”, ha detto in riferimento al ruolo di presidente del comitato promotore della banca del suo avversario.

“All’Aquila succede che l’esercizio del potere faccia pagare il proprio dazio a chiunque ha avuto uno strapuntino”, ha aggiunto, con “presidenti di municipalizzate rinnovati per tre anni a fine mandato che candidano i figli nella lista del Pd”.

“Non non siamo tenuti insieme dal potere perché ancora non ce l’abbiamo, siamo uniti dal programma, dalla concretezza e dalla visione”, ha puntualizzato.

Delle liste, ha detto che sono “rosa, con 110 donne su 224 candidati e anche meravigliosamente giovani, con una età media di 42 anni”.

“Da subito bisogna porre le basi perché nessuno vada via da L’Aquila e quelli che sono andati via ritornino - ha aggiunto - Noi parliamo di programmi da un pezzo, nel centrosinistra ancora non sento una proposta che sia una, che non sia una rincorsa delle nostre idee”.

Sulla ricostruzione, Biondi ha affermato che “il governo Berlusconi aveva stanziato per L’Aquila 10 miliardi di euro, grazie al sottosegretario Gianni Letta. Diede la possibilità di abbattere le tasse. Sono dati contenuti in una relazione dell’ex ministro Carlo Trigilia, un brav’uomo trattato indegnamente dal Pd, fatta al Parlamento. I soldi che si stanno spendendo oggi sono gli ultimi di quelli stanziati da Berlusconi”.

Biondi non le ha risparmiate neanche al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso: “Siamo in presenza del governatore che più ha in odio la città dell’Aquila, che vorrebbe svuotare l’Università, l’ospedale - ha concluso - Le pratiche della ricostruzione al Genio civile sono ferme perché non è stato concesso di utilizzare un sofisticato software in uso a Chieti e Pescara”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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