ELEZIONI L'AQUILA: RIFONDAZIONE PRESENTA LISTA,
''SIAMO VERA OPPORTUNITA', PELINI? DELUDENTE''

Pubblicazione: 08 maggio 2017 alle ore 12:51

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L'AQUILA - Formalizzata l'alleanza tra Rifondazione comunista e la coalizione civica L'Aquila chiama, che sostiene la candidatura a sindaco di Carla Cimoroni, in vista delle amministrative dell'11 giugno nel capoluogo.

Quella del partito guidato a livello nazionale dall'abruzzese Maurizio Acerbo, presentata oggi dal segretario regionale Marco Fars, dal consigliere uscente Enrico Perilli e dal segretario provinciale Mauro Colaianni, è una delle tre liste che compongono la coalizione, definita dai promotori "civico-sociale".

Un'aggregazione che "non rinuncia alla parola sinistra, contrariamente al Pd, abbiamo discusso per settimane sui temi programmatici", ha detto Fars.

"Una lista fatta dai compagni di Rifondazione, insieme ad indipendenti e persone che provengono anche da altri percorsi", ha aggiunto Colaianni.

Tra i candidati, oltre allo stesso Perilli, Luciano Onori, Antonio Lattanzi, dirigente scolastico e assessore durante il primo mandato Cialente, Monica Pilolli, Cristiana Graziani, Carla Casamobile, Rita Petrolini, Osvaldo Tunno, Giacomo De Fanis, Emran Di Marco. Mentre non ci sarà l'assessore Fabio Pelini, che non ha condiviso la scelta di rompere con la coalizione con la quale Rifondazione ha amministrato negli ultimi dieci anni.

"Una coalizione alternativa", l'ha definita Fars, "siamo soddisfatti e contenti. Penso che quello che si è costruito all’Aquila è un successo per tutta la coalizione civica che entra in campo, una vera opportunità per la città".

"Ho visto alcuni dei manifesti di Carla, sono bellissimi ed emblematici su come noi dobbiamo interpretare il senso di trasformazione che questa coalizione offre a tutti i cittadini. Essere parte di questa coalizione e aver contribuito a costruirla, mi rende innanzitutto molto orgoglioso", ha aggiunto.

"Noi avremmo voluto un margine più ampio, ci stiamo muovendo dall’anno scorso per realizzare una sinistra in alternativa a questa città - ha proseguito ancora - Purtroppo per le vicende ben note, non è stato possibile un margine più ampio, non è stato possibile perché una parte ha deciso di riconfluire alla spicciolata dentro il centrosinistra".

"Avere un candidato sindaco donna, è di per se un valore aggiunto dentro la battaglia politica che facciamo per e dentro questa città - ha aggiunto Fars - ringrazio quindi Carla per aver accettato. Per noi è fondamentale costruire all’Aquila, come nel resto del Paese, delle città ribelli ed alternative al modello liberista dalla Merkel e a tutto il Pd. Modelli che vanno verso la privatizzazione, l’appropriazione del territorio in mano a speculatori ed affaristi. Le attuali amministrazioni locali sono una finzione, bisogna rompere quei patti e avere coraggio di ribellarsi, come ha fatto De Magistris a Napoli. Mettendo al centro le persone e non gli interessi personali".

"Marco è stato molto chiaro nelle scelte - ha detto Perilli - durante la campagna elettorale per le primarie Americo Di Benedetto è stato presentato dal dottor Gianni Frattale, colui che ha vinto l’appalto milionario della Gran Sasso Acqua per i nuovi sottoservizi presieduta da Di Benedetto. Tutte bravissime persone ma dal punto di vista simbolico questa scelta dice moltissimo".

"Per anni si è urlato contro il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi e adesso siamo al paradosso - ha aggiunto Perilli - non siamo dei moralisti ma nell’etica ci crediamo, consiglieri che passano da una parte all’altra per mantenere la postazione. Ex consiglieri che stanno ancora valutando in base agli spazi che si aprono. L’impegno politico, così, perde ogni senso. Un posizionarsi per gestire la città, paga questa modalità di intendere la politica".

Perilli si è definito addolorato per la scelta dell’assessore all’Assistenza alla popolazione Pelini, "un comportamento che ci fa rimanere male, da parte di chi ha rappresentato per 7 anni Rifondazione comunista".

"Un assessore espressione di Rifondazione comunista e che sceglie di abbandonare il partito per conservare la poltrona - ha commentato Fars -  sembra un caso di sindrome di Stoccolma".

"Noi ci saremmo aspettati dal sindaco Massimo Cialente, dopo averlo sostenuto polemicamente ma lealmente, che prendesse atto che si era rotto il rapporto con il partito e quindi ci consultasse. Non per rimanere con il piede in due staffe, ma per correttezza non poteva tenere in carica un assessore di Rifondazione che non fa più parte del partito".

La Cimoroni ha ringraziato il partito della Rifondazione comunista "per la scelta coraggiosa".



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