CENTRODESTRA E L'AQUILA CHIAMA CONTRO IL CANDIDATO DI CENTROSINISTRA

ELEZIONI L'AQUILA: TUTTI VS DI BENEDETTO,
''SI DIMETTA DALLA GRAN SASSO ACQUA''

Pubblicazione: 21 aprile 2017 alle ore 14:56

Americo Di Benedetto

L’AQUILA - Si apre ufficialmente la campagna elettorale all’Aquila: sia il centrodestra che la coalizione civica “L’Aquila chiama” hanno chiesto, con due note stampa in pochi minuti, le dimissioni del presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, che è il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni del prossimo 11 giugno.

Di Benedetto guida la Gsa da 11 anni, l’ultimo in prorogatio, e con quella società ha gestito, come stazione appaltante, la commessa da 80 milioni di euro dei nuovi sottoservizi, la più grande opera pubblica del post-terremoto 2009.

Un’opportunità che, secondo quanto affermato da egli stesso, gli ha consentito anche di costruire parte della base di consenso risultata vincente nella competizione delle primarie della coalizione che lo hanno investito alla fascia tricolore.

Ora sia il centrodestra, coagulato attorno alla figura di Pierluigi Biondi, sia i civici che schierano Carla Cimoroni, chiedono di giocare la campagna elettorale “ad armi pari”.

IL CENTRODESTRA: "E' UNA QUESTIONE DI OPPORTUNITA'''

“Le battaglie vanno combattute ad armi pari: Americo Di Benedetto si dimetta, o quanto meno si autosospenda fino al termine delle elezioni, da presidente della Gran Sasso Acqua”.

A chiederlo è la coalizione di centrodestra, che invita il candidato sindaco del centrosinistra ad abbandonare la poltrona di presidente del Consiglio d’amministrazione della società che gestisce il ciclo idrico integrato nell’Aquilano, che ricopre da 11 anni, l’ultimo in prorogatio.

“In vista delle elezioni amministrative che ci vedranno al fianco di Pierluigi Biondi, è necessario sollevare una questione di opportunità”, prosegue la nota.

“Se infatti  le norme non richiedono le dimissioni dal ruolo di presidente dell'azienda pubblica è del tutto evidente che Di Benedetto, proprio in virtù della carica che riveste, parte con una posizione di vantaggio rispetto agli avversari - si rivendica - e, nel rispetto di quello che una volta si sarebbe chiamato bon ton istituzionale, farebbe bene a fare un passo indietro”.

“Nel partito che per anni invocato la risoluzione del conflitto d’interessi, senza mai risolverlo, neanche quando era al governo nazionale, le dimissioni da numero uno della Gsa sarebbero per Di Benedetto forse l’unico, vero, segnale di discontinuità rispetto a Cialente, che si dimise da parlamentare solo dopo essere stato eletto sindaco - conclude la coalizione - mentre potrebbe, invece, emulare la senatrice Pezzopane che, nel 2004, quando si candidò alle Provinciali, abbandonò lo scranno di vice presidente del Consiglio regionale. A chi vorrà ispirarsi?”.

L'AQUILA CHIAMA: "POLITICAMENTE E MORALMENTE INCOMPATIBILE"

“La discontinuità in politica si misura dalle azioni e dalla pratica, non da vuote parole dette in una trasmissione televisive o durante un comizio elettorale. Discontinuità con il passato, per esempio, significa prevenire ogni possibile conflitto di interessi, in una città, come L’Aquila, dove gli interessi di parte hanno negli ultimi anni penalizzato il bene comune”, scrive la coalizione civica L’Aquila chiama.

“Ci aspettavamo (si fa per dire) che, quindi, Americo Di Benedetto si dimettesse dalla carica di presidente di Gran Sasso Acqua Spa, consorzio pubblico di proprietà per il 46% del Comune dell’Aquila - prosegue - È infatti lampante ed evidente l’inopportunità di essere contemporaneamente candidato sindaco e responsabile della stazione appaltante responsabile dell’appalto pubblico più imponente della ricostruzione post-sisma”.

“Di Benedetto si deve dimettere ora perché, in quanto candidato, il suo incarico è politicamente e moralmente incompatibile”, dicono.

“Chiediamo agli aquilani e alle aquilane di diffidare di chi si riempie la bocca dei concetti di ‘discontinuità’ e ‘rinnovamento’ - dicono ancora i civici - il solo essere costretti a chiedere pubblicamente le dimissioni di Di Benedetto la dice lunga sul modo di fare politica dei ‘nuovi’ personaggi del centrosinistra cittadino”.

“Tra noi e loro c’è un solco profondo: quello dell’interesse della comunità. L’Aquila Chiama, cambiamola insieme”, conclude.



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