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ELEZIONI: PD, ''FINO A PROCLAMAZIONE ELETTI
GOVERNIAMO REGIONE; FI, ''SUBITO AL VOTO!''

Pubblicazione: 09 marzo 2018 alle ore 19:05

PESCARA - A pochi giorni dal deludente risultato elettorale, il Partito democratico rilancia la volontà di continuare a governare l'Abruzzo. Le opposizioni ringalluzzite dal successo elettorale invece continuano a chiedere dimissioni immediate del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, eletto senatore, e dunque elezioni il prima possibile anche in Abruzzo. 

Questa mattina a Pescara l'assessore regionale Silvio Paolucci e i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro, eletto deputato, e Sandro Mariani, tutti e tre del Pd ha spiegato quelle che sono le ragioni della continuità del governo regionale.

"Per chiarire anche sui dubbi posti dall'opposizione per la governabilità regionale - spiega D'Alessandro - accadrà che il governo regionale continuerà a governare fino a quando lo stabilisce la legge perché le sue dimissioni non saranno stabilite da noi, ma proprio dalla legge che prevede due passaggi: la proclamazione nei prossimi giorni e poi il 23 marzo la prima seduta e poi la convalida che avviene dopo l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, si sono elette le Commissioni e tra queste anche la Giunta per il Regolamento che darà un termine al presidente che l'istante dopo - ha detto D'Alessandro - si dimetterà, e quando questo avverrà non lo sappiamo. Ma non possiamo prendere lezioni dal centrodestra che cinque anni fa allungò la legislatura scaduta di sei mesi. Qui non si tratta di allungare la legislatura scaduta che invece fecero loro, ma di aspettare i termini previsti dalla legge".

Paolucci ha poi aggiunto che "sentirsi dire di voler allungare il governo regionale da chi poi lo fece veramente appare surreale, così come di chi parla di ordinaria amministrazione. In merito poi a questo argomento, dobbiamo ricordare che il presidente della Regione, fino a quando resterà in carica, Giunta e Consiglio avranno pieni poteri. Nel momento in cui opterà e sceglierà il Senato, dimettendosi, la Regione sarà guidata dal vice presidente che immediatamente convocherà le elezioni. In tutte le fine legislatura il periodo che va dalla convocazione delle elezioni alle elezioni stesse, si opera in ordinaria amministrazione, e questo lo dice la legge".

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Sandro Mariani: "Approfittiamo di questa occasione anche per dare un messaggio di tranquillità a tutti gli abruzzesi, sul fatto che le attività regionali andranno avanti. Da capogruppo del Pd dico che sarà nostro dovere far proseguire il lavoro nella sua massima regolarità. E poi mi chiedo. A livello nazionale ci si chiede un aiuto e responsabilità per formare un Governo e poi a livello regionale ci si dice di andare via. È vero che il responso delle urne è stato questo, però quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti".

Il gruppo consiliare di Forza Forza Italia, come del resto tutto il centro destra e anche il Movimento 5 stelle sostengono esattamente il contrario, in una conferenza stampa tenutasi quasi in contemporanea con quella del Pd, 

"Dopo un mese e mezzo di immobilismo e stallo amministrativo il presidente Luciano D’Alfonso non scherzi sulla pelle degli abruzzesi - esordisce il consigliere  -  e responsabilmente rispetti ciò che prevede la Costituzione italiana e non trovi scappatoie e sotterfugi inutili e dannosi ma si proceda alla determinazione delle votazioni regionali nel mese di ottobre prossimo, ossia nei tempi tecnici previsti secondo la Legge".

"Troviamo irriguardoso - hanno detto gli azzurri - cercare tra le pieghe del pensiero di un maestro del diritto costituzionale, quale fu Costantino Mortati (così come riscontrabile anche nelle dichiarazioni del professore Enzo Di Salvatore), un appiglio, una sfumatura, una qualsivoglia parola che avvalori strumentalmente ciò che, in fatto di incompatibilità tra la carica di presidente della Giunta regionale e quella di Senatore della Repubblica, è per il diritto assolutamente chiaro. In claris non fit interpretatio: è questo l’antico brocardo che sempre deve accompagnare il lavoro (e l’onestà intellettuale) dell’interprete. E l’ordinamento giuridico è, sul punto, assolutamente chiaro. Come del resto lo è Mortati: 'L’assunzione della qualità di membro elettivo del Parlamento - scrive Mortati - ha luogo con la proclamazione dell’avvenuta elezione'".

"E il regolamento del Senato dichiara che 'i senatori acquistano le prerogative della carica e tutti i diritti inerenti alle loro funzioni, per il solo fatto della elezione o della nomina, dal momento della proclamazione se eletti, o dalla comunicazione della nomina se nominati'. Infine, la Costituzione, all’art. 122, secondo comma, recita: 'Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo'". 

"Da tutto questo - hanno affermato i consiglieri di Forza Italia - si ricavano due cose semplici: che si è senatori a partire dall’atto della proclamazione; che dal momento dell’assunzione della qualità di Senatore è fatto divieto di cumulare due cariche elettive: quella di senatore e di presidente della Giunta (che, in questo caso, è anche Consigliere regionale). D’altra parte, lo ha chiarito anche la Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014: 'il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti”'Il che vuol dire che il successivo atto di convalida è volto solo a confermare o a non confermare (attraverso un atto di annullamento) la carica di senatore. Tanto è vero che, nel caso in cui non venisse confermata tale qualità, tutti gli atti compiuti in Parlamento dal Senatore resterebbero comunque in piedi: e lo sarebbero proprio in quanto compiuti dal Senatore e non già perché compiuti in veste di presidente della Giunta regionale".

"Pertanto – hanno concluso i forzisti – il centrosinistra non commetta l’errore di bloccare per altri otto mesi una Regione come l’Abruzzo che per colpa dei capricci dalfonsiani continua a registrare segnali e dati allarmanti in settori strategici per la nostra economia come agricoltura, turismo, artigianato e comparto produttivo industriale. Le imprese continuano a chiudere, la disoccupazione aumenta e vediamo collocare l’Abruzzo penultima tra tutte le regioni d’Italia nella spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse). In questa campagna elettorale D’Alfonso ha continuato a dispensare promesse per un valore di 3 miliardo e 121 milioni di euro e crediamo che gli abruzzesi siano stanchi di mere promesse e siano invece un atto morale dare alla nostra Regione un nuovo governo".



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