ELEZIONI: PELINO, ''TANTI RISULTATI IN TRE LEGISLATURE''
CONDANNA ''SALTO QUAGLIA'' CHIODI, ''DI STEFANO? LEALE''

Pubblicazione: 14 febbraio 2018 alle ore 06:57

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L'AQUILA - Dalla salvaguardia dei presidi militari a quella degli uffici territoriali Inps e Mise, dalla tutela dei tribunali minori destinati alla chiusura alla sfida, ancora aperta, del metanodotto Snam.

La senatrice di Forza Italia Paola Pelino, candidata alla Camera nel collegio L'Aquila-Teramo in quota proporzionale, sciorina i risultati raggiunti in tre legislature trascorse in Parlamento e ad AbruzzoWeb non risparmia critiche all'ex presidente della Regione Gianni Chiodi, che dopo la mancata candidatura con gli azzurri ha accettato di essere in campo con Noi con l'Italia-Udc, mentre apprezza la "lealtà" del deputato uscente Fabrizio Di Stefano, "escluso eccellente" per il quale è certa che "ci sarà in futuro un riconoscimento".

Senatrice Pelino, lei può ormai essere considerata una decana del Parlamento. Se rieletta, per lei si tratta della quarta legislatura. Quali risultati ha ottenuto per l'Abruzzo in dodici anni a Roma, prima alla Camera e poi al Senato?

Innanzitutto è doveroso da parte mia ringraziare le elettrici e gli elettori che in questi anni hanno voluto darmi fiducia, dimostrando stima verso la mia persona e verso il mio operato di parlamentare. Forte di questa fiducia ho sempre cercato di agire con competenza e con il massimo dell'impegno per non tradire le aspettative dei cittadini. Certo molto è stato fatto e molto c'è ancora da fare. Chiaramente se in Parlamento si vuole lavorare non ci sono limiti di orario e questo lo dimostrano i dati che evidenziano la mia presenza, unica in Abruzzo, pari al 98 per cento. Nella fattispecie sono riuscita a dare proroghe ritenute impossibili di cassa integrazione ai tanti lavoratori delle nostre aziende in crisi a livello regionale. Obiettivo che, a detta di molti, sembrava essere irraggiungibile. La caparbietà e la tenacia che mi contraddistinguono mi hanno portato a ridare un minimo di serenità ai tanti precari che vivono il nostro Abruzzo. Ho salvaguardato, poi, i presidi militari, fino all’ultimo momento, uffici Inps, uffici territoriali del Mise. A livello nazionale ho provveduto, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, alla stabilizzazione dei dirigenti scolastici di alcune regioni italiane che, negli anni, avevano subito un diverso trattamento. Ho riportato a Sulmona un presidio industriale molto importante come la Medibev una trattativa difficile da chiudere ma ci sono riuscita. Le crisi industriali della Valle Peligna e della Val Vibrata le ho seguite con particolare attenzione come tutta la ricostruzione dell’Aquila. Il mio impegno è stato ad ampio raggio ma, in questi anni, non ho mai fatto mancare il mio supporto alle popolazioni terremotate attraverso provvedimenti legislativi importanti. Il nostro governo, nel 2009, guidato da Silvio Berlusconi, si è contraddistinto per sostenere gli aquilani e l’intero Abruzzo colpito dal sisma. Nessun governo, mai, era riuscito a fare tanto. Ho cercato di portare avanti non solo una ricostruzione strutturale ma soprattutto sociale. Sempre nell’ambito post sisma ho lavorato affinché gli abitanti del progetto case potessero tornare a pagare le utenze in base al consumo reale e non sui metri quadrati. Se, attualmente, l’Abruzzo può ancora avere sul territorio i suoi quattro Tribunali, funzionali ed operativi, la cui chiusura è stata già decretata, è grazie ad un mio emendamento che proroga la chiusura al 2020. Non lascerò nulla di intentato, infatti mi sto già adoperando per scongiurarne definitivamente la chiusura. Per quanto riguarda la sanità, invece, sono riuscita a mantenere il punto nascita dell’ospedale di Sulmona attraverso un’interrogazione specifica al ministro alla Salute. Una sfida che mi sta molto a cuore è quella della centrale di compressione e il Metanodotto della dorsale appenninica. Una "battaglia" che mi ha vista protagonista assieme agli onorevoli Murizio Gasbarri e Debora Bergamini riguarda la mancata applicazione della direttiva Bolkestain  che andava a penalizzare le concessioni balneari e gli ambulanti. Un grosso risultato di Forza Italia. E poi, in chiosa voglio ricordare il mio ultimo lavoro parlamentare, la "legge Pelino" sul bimillenario della morte di Ovidio. 

La costituzione delle liste ha fatto molto discutere, con esclusioni eccellenti come quella dell'uscente Fabrizio Di Stefano e dell'ex presidente della Regione Gianni Chiodi. Queste tensioni influiranno sul risultato?

In politica molto spesso si discute sulle candidature ma sono dell’avviso che quando si riveste un ruolo istituzionale bisogna saper attendere. Chiaramente sulle due persone citate è doveroso un distinguo: Fabrizio Di Stefano è uomo leale al partito che, in questi anni, ha profuso il suo impegno per la nostra regione in Parlamento. Oggi, si trova fuori dalle liste dei candidati a questa tornata elettorale ma per lui, sicuramente, ci sarà in futuro un riconoscimento. Per ciò che riguarda, invece, l’ex governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, non ho condiviso il "salto della quaglia" ma ognuno, nella vita, si assume le responsabilità delle proprie scelte. 

A vincere sembra essere stata la linea dettata dal coordinatore regionale. Dopo anni in cui sembrava addirittura dovesse essere destituito, Nazario Pagano esce rafforzato da questa fase?

Nazario Pagano non ha fatto altro che portare avanti un difficoltoso lavoro: quello di coordinatore regionale. Un ruolo non facile che alcune volte porta a delle scremature che possono essere condivise oppure no. Ma la politica è anche questo. La rosa dei nomi, presentata sul tavolo decisionale, era molto ampia ma, come tutti sanno, la scelta definitiva è stata del presidente Berlusconi. 

Il voto del 4 marzo sembra abbia fatto avvicinare anche l'appuntamento elettorale regionale, il centrodestra come si prepara a questa scadenza?

Dopo questa tornata elettorale che, sono convinta vinceremo,  torneremo a governare anche la Regione Abruzzo. Faremo il possibile per scegliere una persona adeguata, rispettosa e onesta che sono sicura guiderà appieno la nostra regione. Per questo dico che oggi bisogna lavorare in squadra. Basta con gli individualismi! 

E a Roma cosa accadrà? Il sistema elettorale così studiato e tutte le simulazioni sembrano indicare come unica via quella di un governo Pd-Forza Italia.

L’ipotesi di un governo con il Pd è da escludere proprio perché siamo convinti di ottenere, come centrodestra, il massimo risultato per governare cinque anni e dare una svolta netta al nostro paese ormai al “collasso” per opera degli ultimi governi guidati dalla sinistra.

Quali sono le altre principali istanze dell'Abruzzo che porterà in Parlamento?

Tutto quello che servirà per ridare slancio all’economia della nostra regione investendo risorse per il turismo, agricoltura, artigianato e quindi piccole e medie imprese. Sarà, questa, la strada del successo per l’Abruzzo. Mi batterò per il lavoro dei nostri giovani ma, anche, dei meno giovani.



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