ELEZIONI SAN SALVO: PARTITI MASCHERATI
DA LISTE CIVICHE E CENTROSINISTRA DIVISO

Pubblicazione: 21 aprile 2017 alle ore 07:24

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SAN SALVO - Anche a San Salvo, in provincia di Chieti, i partiti e i loro simboli non vanno più di moda, e ad eccezione del Pd, a farla da padrona nella corsa alle elezioni comunali dell’11 giugno sono un gran numero di liste civiche, dietro cui però a ben vedere ci sono tutti o quasi i cari vecchi partiti e i loro esponenti di spicco.

Cominciamo dal centrodestra: Forza Italia, la forza politica più pesante, clamorosamente non si presenterà con il simbolo ad appoggiare il sindaco uscente Tiziana Magnacca, eletta nel 2012 con il Popolo delle libertà.

"Ci sono ancora spazi di dialogo per allargare la base elettorale, perché si vada oltre all'appartenenza partitica", ha spiegato Magnacca nell’evento di presentazione della candidatura. I forzisti però ovviamente non spariranno nel nulla, si ricandideranno in una delle tre liste civiche in appoggio a Magnacca, Per San Salvo.

Magnacca, avvocato, ha iniziato la sua esperienza politica a Roma con due big di Forza Italia, Antonio Tajani, oggi presidente del Parlamento europeo e il senatore Maurizio Gasparri. Nel 2012 l'ha spuntata al secondo turno contro il candidato di centrosinistra Arnaldo Mariotti, diventando il primo sindaco donna di San Salvo.

Ad appoggiarla tutto il centrodestra coeso, e in lista ci saranno buona parte dei consiglieri e assessori uscenti, Maria Travaglini, assessore agli affari sociali, Giancarlo Lippis assessore ai Lavori pubblici, il potente consigliere provinciale e comunale Tonino Marcello, il presidente del Consiglio comunale Eugenio Spadano, il vicesindaco Angiolino Chiacchia ha invece annunciato di non voler essere della partita.

Ad appoggiare Magnacca anche i socialisti Angelo Di Pierro, componente del direttivo Psi, e Costantino Santini, coordinatore cittadino.

Anche in questo caso niente simbolo, l’accordo prevede che i due esponenti socialisti saranno candidati in una delle tre liste civiche. 

Il ripudio del simbolo di Forza Italia invece non è andato proprio giù a Nicola Argirò, altro uomo forte del centrodestra di San Salvo, ex consigliere regionale di Forza Italia, e consigliere comunale, a capo degli azzurri che nel 2012 presero ben 2.240 voti.

Appresa la ferale notizia, Argirò ha commentato che "oggi muore la storia politica di un partito, Forza Italia, ed una storia che in questa città è durata ben 23 anni".

Ma del resto Argirò ha rotto con la maggioranza di Magnacca a inizio 2016, e a rovinare i rapporti è stata anche la mancata rielezione di Argirò alle elezioni regionali del marzo 2014.

Ora Argirò esclude categoricamente di appoggiare Magnacca, rispondendo picche anche al senatore Fabrizio Di Stefano, che a suo dire avrebbe cercato di indurlo a più miti consigli.

Un attrito interno, quello nel centrodestra, che è poca cosa a ben vedere rispetto a quello che accade nel centrosinistra.

A San Salvo come altrove sono sfumate le primarie ed anche l’ipotesi di un candidato unico, che molti avevano individuato in Pasqualino Onofrillo, avvocato con la passione della podistica.

A San Salvo del resto ancora non si rimargina la spaccatura dell’agosto 2011, quando Gabriele Marchese, ex sindaco di sinistra, dal 2002 all’agosto 2011, quando cadde rovinosamente a causa dei forti dissidi all’interno della sua maggioranza. Una spaccatura che ha poi portato al commissariamento, e alla vittoria servita su un piatto d’argento al centrodestra di Magnacca nel 2012.

E così il centrosinistra si presenta con ben tre candidati, e la speranza è che si riesca a trovare una convergenza al secondo turno per spodestare la Magnacca.

Il Partito democratico con l’unico simbolo di partito presente alla tornata elettorale candida Gennaro Luciano ingegnere di 36 anni, segretario del Pd dal 2013, già candidato del Pd alle elezioni amministrative del 2012 a sostegno di Mariotti.

Ad appoggiarlo tre liste: oltre a quella canonica del Pd anche quella di Città futura di Franco Colonna, che per la cronaca nella scissione del 2011 aveva seguito Marchese lasciando il Pd.

Terza lista quella di Sinistra per San Salvo, coordinata da Tony Mariotti.

Al fianco di Luciano due uomini forti del Pd di San Salvo: l’ex candidato sindaco Mariotti ed Antonio Boschetti, ex consigliere regionale.

Secondo candidato di area centrosinistra è poi Angelo Angelucci, ex operaio della Magneti Marelli e sindacalista della Fim Cisl.

Appoggiato in primis da San Salvo democratica, di cui è consigliere, ovvero da Marchese, l’ex sindaco disarcionato nel 2011, e dal terzo consigliere Domenico Di Stefano. Ad appoggiare Angelucci anche Fabio Travaglini, candidato dell’Udc nel 2012, a capo della lista civica Più san salvo. Infine Silvia Di Virgilio di San Salvo Bene Comune.

Terzo candidato sindaco nel campo del centrosinistra il socialista Osvaldo Menna, appoggiato dalle liste civiche San Salvo Lavora, San Salvo Evviva e Siamo San Salvo.

Anche lui, ci mancherebbe, è un candidato che si definisce civico, che però alle spalle ha decenni di attività politica, in Comune e Provincia di Chieti, ed è stato da ultimo assessore del sindaco Marchese, che però lo cacciò dalla giunta 2009.

Non pervenuto il Movimento cinque stelle. Nel maggio 2012 candidò sindaco Marco Sabatini che raccolse 477 voti, il 3,9 per cento, non eleggendo nessun consigliere d'opposizione. Alle elezioni regionali del marzo 2014 ha preso però il 23,1 per cento, pari a 2.173 voti, risultando la lista più votata.

Il problema ora è che il locale meet up non riesce a trovare persone disposte a mettersi in lista, perché la militanza, quella che presuppone la presenza fisica e non solo virtuale, a San Salvo latita. Ad ammetterlo anche Silverio Mazzocchetti tra i fondatori di San Salvo a 5 stelle. "In tre incontri non siamo arrivati a 10 partecipanti, e per fare una lista servono 14 candidati", ha ammesso sconsolato.



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