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ELEZIONI TERAMO: D'ALBERTO, ''RISANAMENTO, RILANCIO
E VOLTARE PAGINA DOPO FALLIMENTO CENTRODESTRA''

Pubblicazione: 15 maggio 2018 alle ore 06:45

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TERAMO - "Teramo deve voltare pagina, dopo i 15 disastrosi anni del centrodestra, e delle sue rovinose lotte per il potere".

Parola di Gianguido D’Alberto, candidato sindaco di una coalizione civica d’area “centrosinistra”, appoggiato dal Partito democratico, che lo ha scelto attraverso una consultazione interna, e dalle liste civiche Teramo 3.0, Teramo vive e Insieme possiamo, creatura quest'ultima dello stesso D'Alberto.

Avvocato di 41 anni, sposato con una figlia di 5 anni, D'Alberto è funzionario della direzione Affari legislativi e della presidenza del Consiglio regionale abruzzese. Nononstate la giovane età ha già all’attivo ben nove anni al consiglio comunale di Teramo, dal 2009 fino a fine 2017, prima come vice capogruppo del Pd, e poi come capogruppo. Nel marzo 2017 si è consumato però il divorzio dal suo partito, e la creazione della civica Insieme possiamo. Nove anni sempre all’opposizione, prima del centro destra di Gianni Chiodi, poi di quello di Maurizio Brucchi, rovinosamente caduto a dicembre 2017, in primis per i conflitti interni alla sua maggioranza.

Ora per D’Alberto la sfida sarà quella di battere il candidato di Fratelli d’Italia Giandonato Morra, che è riuscito a ricompattare dietro di sè tutto il centrodestra, nonchè Cristiano Rocchetti, candidato del Movimento 5 stelle, che alle politiche del 4 marzo a Teramo ha sfiorato il 40 per cento delle preferenze. Gli altri candidati, ugualmente agguerriti sono il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, di Al centro per Teramo,  l'ex consigliera comunale Paola Cardelli, in campo con Sinistra per Teramo, Alberto Covelli dei Popolari con Teramo, e l'ex dem Giovanni Cavallari, con cui fino all’ultimo il centrosinistra e D’Alberto hanno cercato un accordo per una candidatura unitaria.

Gianguido D’Alberto, dopo 15 anni  di strapotere del centrodestra, è fiducioso in un'affermazione del centrosinistra,  questa volta a trazione civica?

Lo spirito è quello dell’entusiasmo e della determinazione. C’è enorme bisogno di discontinuità, dopo 15 anni di amministrazione del centrodestra. Un'esperienza che il centrodestra ha definito Modello Teramo, che però ha ben poco di positivo, in quanto si è risolto solo in un'estenuante lotta per il potere fine a se stessa. Modello che alla fine è fatalmente e miseramente crollato, lasciando dietro di sè macerie e una città commissariata.

Anche il suo avversario Morra usa molto la parola discontinuità…

Giandonato Morra è una persona stimabile, di cui ho rispetto, ma rappresenta una coalizione fallimentare. Dietro di lui ci sono sempre gli stessi protagonisti di questi anni.

Fantascenario: saranno possibili convergenze in caso di eventuale ballottaggio contro il centrodestra, tra lei e il Movimento 5 stelle?

Non so, è davvero presto per dirlo. Resta però un punto fermo: il nostro progetto politico nasce per chiudere l’esperienza del centrodestra.

Resta il fatto che il centrosisnitra non è riuscito a trovare una candidatura unitaria.

Non nego che sono dispiaciuto della decisione di Cavallari di correre da solo, perchè è una persona stimabile. Prendo atto della sua scelta. La base del Pd, partito da cui io sono uscito,  ha deciso però di sostenere la mia candidatura, ovvero una proposta squisitamente civica e innovativa. Teramo può pertanto diventare a tal proposito un importante laboratorio per far tornare il centrosinistra ai valori che si sono persi per strada, e risalire così la china, ritrovare se stesso dopo la sconfitta delle politiche del 4 marzo.

Veniamo ai contenuti: quali sono i punti qualificanti del suo progetto?

Due i principi su tutto definiranno la nostra linea: il risanamento e il rilancio. Occorre ricordare infatti che le casse comunali sono malmesse, siamo arrivati nell’ultimo scampolo di amministrazione Brucchi a 15 milioni di euro di anticipazioni di cassa.

C’è poi una ricostruzione post sismica da far decollare, visto che siamo molto indietro, vanno esaltate le troppe potenzialità frustrate per anni, e mi riferisco alla cultura, all’università, all’Istituto zooprofilattico, al teatro romano,  e noi proponiamo a tal proposito in primis l'abbattimento dei palazzi Adamoli e Salvoni, atteso dal 2010. E ancora urgono la manutenzione della viabilità, tra Teramo e le sue frazioni, e azioni decise per aiutare e rilanciare il commercio su tutto il territorio comunale.

Non è però rischioso, in campagna elettorale, insistere sulla necessità del risanamento del bilancio?

No, perchè bisogna essere seri e parlare il linguaggio della verità. Anche perché noi il risamento vogliamo perseguirlo senza aumentare le tasse ai cittadini, che sono già al massimo.  Anzi quella dei rifiuti va abbassata, attraverso una riduzione del costo del servizio.



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