ELEZIONI TERAMO: NO AD APPARENTAMENTI, MA NELL'OMBRA SI TRAMA E SI CORTEGGIA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

ELEZIONI TERAMO: NO AD APPARENTAMENTI,
MA NELL'OMBRA SI TRAMA E SI CORTEGGIA

Pubblicazione: 14 giugno 2018 alle ore 06:45

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TERAMO - "Apparentamenti? Mai e poi mai". Questo il refrain sulla bocca di tutti i candidati alle elezioni comunali di Teramo, a cominciare dai due contendenti che il 24 giugno si sfideranno al ballottaggio: Giandonato Morra del centrodestra, che al primo turno ha ottenuto il  34,6 per cento, pari a 10.638  voti , e Gianguido D’Alberto  a capo della coalizione tra Partito democratico e  liste civiche, costretto ad inseguire partendo dal 21,1 per cento,  pari a 6.492 voti.  

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, le diplomazie più o meno occulte sono però in queste ore al lavoro,  e si registrano vari ammiccamenti nei confronti dei candidati sindaci e consiglieri oramai fuori dai giochi.

Si racconta a tal proposito di lunghe chiacchierate tra il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, che al primo turno ha preso l’11,5 per cento, pari a 3.532 voti, con il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, Partito democratico. Segno di un possibile convergenza? Di Dalmazio risponderebbe con un secco no, ribadendo per l’ennesima volta che lui di accordi non ne fa, che i suoi elettori potranno votare chi credono, aggiugendo  che lui tra l'altro è un civico di centrodestra. E infatti  c'è chi invece assicura che Di Dalmazio potrebbe trovare un qualche accordo a maggior ragione con il centrodestra, la sua area politica, da cui si è distaccato dopo la rovinosa caduta del sindaco Maurizio Brucchi nel dicembre 2017, candidandosi a sindaco in solitaria. A smentire questa seconda ipotesi c’è però chi fa notare che a dettare la linea è sempre più Morra, e il consigliere regionale Paolo Gatti, uno dei "carnefici" di Brucchi, la cui lista Futuro in da sola ha preso il 10,9 pe evento  pari a ben 3.256 voti. Ed entrambi sarebbero orientati a procedere da soli, convinti che tanto D’Alberto non potrà mai recuperare al secondo turno uno svantaggio di oltre 14 punti. Inutile dunque fare patti, che significherebbe poi pagare una cambiale, in termini di seggi, in caso di apparentamenti formali o anche "sottotraccia".

Altra figura chiave della partita è Giovanni Cavallari, che ha ottenuto al primo turno il 10,2  per cento, pari a 3.146 voti. L’ex consigliere comunale del Pd ha deciso di spaccare il fronte del centrosinistra, e per tali motivi si e' stato bersaglio degli strali del Pd e di D'Alberto.  Ma ora tutti si aspettano un riavvicinamento, contro il comune avversario del centrodestra.

Schemino per nulla scontato, in quanto giocano anche fattori personali. E anche lui come del resto Di Dalmazio,  potrebbe accontentarsi dei seggi conquistati, non dando nessuna indicazione di voto.

Anzi: c'è chi fa notare che Cavallari, i caso di vittoria di D’Alberto otterrebbe un solo seggio, per se stesso, se vincerà Morra entrerebbe anche Alessandra Ferri e Berardo De Carolis

Ci sono poi quelli del Movimento 5 stelle, che con Cristiano Ciriaco Rocchetti erano convinti di andare loro al ballottaggio, forti del 40 per cento preso delle politiche del 4 marzo. Invece si sono fermati al 16,5 per cento, pari a 5.063, che fa comunque dell’M5s il primo partito.

Fermo restando che Rocchetti ha escluso anche lui apparentamenti, c’è chi assicura che parte dell’elettorato non sceglierà la Lega, con cui i pentastellati sono al governo del Paese. E come auspica, negando pero' ogni accordo anche il coordinatore salviniano abruzzese Giuseppe Bellachioma. Molti elettori pentatellati potrebbero infatti scegliere D'alberto, se non rimarranno  a casa il 24 giugno. Non va infatti dimenticato che j pentatellati teramani hanno condiviso con il centrosinistra gli anni dell'opposizione a Brucchi.

C’è però anche in questo caso chi fa notare  che i pentastellati prenderebbero tre consiglieri in caso di vittoria di Morra, ovvero  Rocchetti, Pina Ciammariconi  e Ivan Verzilli. Due soli consiglieri dovesse invece vincere D’Alberto, con Verzilli che rimarrebbe fuori.Un aspetto che potrebbe avere il suo peso nelle scelte più o meno alla luce del sole.
 

 



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