ASSEGNATI 3 MILA EURO A DUE STUDENTI PER LAUREE SU EMERGENZA SISMICA

ERRANI: ''CAPISCO PROTESTE, MA SISMA CENTRO ITALIA E' UNA COSA ENORME''

Pubblicazione: 04 aprile 2017 alle ore 16:07

Vasco Errani
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L'AQUILA - "E' sempre comprensibile la protesta, ma dobbiamo renderci conto che ci troviamo di fronte a una delle catastrofi più gravi degli ultimi 100 anni, una cosa unica nella storia di questo Paese. Ma il governo sta dando risposte, la ricostruzione sarà al cento per cento, e non ci sarà via crucis che L'Aquila ha dovuto fare per avere certezze"

Sono le parole di Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione dei territori del centro Italia colpiti dai terremoti dello scorso anno, intervenendo all'Aquila alla cerimonia di premiazione della quarta edizione del premio Avus, un concorso tra le migliori tesi di laurea in Italia sulla prevenzione sismica. Il premio, promosso dall'università' dell'Aquila e dalla Gran Sasso science institute,  è nato nel 2014 per onorare la memoria degli studenti universitari morti nel sisma del 6 aprile 2009 dell'aquila.

Il verdetto finale ha visto quest'anno vincitori ex aequo Marco Zanini, laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Padova con una tesi dal titolo "Valutazione della sicurezza sismica con metodi di primo livello: gli edifici in linea", e Vincenzo D’Oriano, laureato in Geologia e Territorio presso l’Università degli Studi di Bologna con una tesi dal titolo "Sfide alla geologia: le opere di Miozzi e Calatrava a Venezia".

Il primo premio, consistente in un assegno del valore di 3000 euro, sarà ripartito ex aequo tra i due vincitori. Un premio cofinanziato anche con i proventi della vendita del libro del giornalista Rai Umberto Braccili 'Macerie dentro e fuori'.

A tenere banco nella cerimonia di premiazione, a cui hanno preso parte tra gli altri anche il presidente della Regione e vice commissario alla ricostruzione 2016  Luciano D’Alfonso e il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente,  è stato il commissario Errani, all’indomani delle proteste dei terremotati del Centro Italia, che hanno bloccato la Salaria e altre strade del cratere, e hanno manifestato a Roma, denunciando i ritardi nella macchina dell’emergenza post-sismica, e le mancate risposte nel decreto terremoto in via di approvazione.  

Errani a tratti si è anche sfogato, evidenziando le enormi e oggettive difficoltà nell'affrontare questa emergenza, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa su atteggiamenti non ha un approccio costruttivo e votato all'onestà.

"C'e' stato un sisma - ricorda Errani - che ha colpito un territorio enorme, ben 140 comuni. Si stanno realizzando le opere d'emergenza temporanee e stiamo costruendo il percorso più rapido per la ricostruzione. Il Governo con tutte le incertezze ha garantito una certezza: i soldi ci sono e i danni saranno recuperati al cento per cento. Ci sarà micro-zonazione sismica, che sarà la vera garanzia di ricostruire case sicure. Ed anche migliorate energeticamente".

Errani spiega poi che "per le casette d'emergenza abbiamo avuto il grande problema di localizzare le aree in comuni montani a forte rischio frana e dissesto idrogeologico. Altro problema è che i piccoli comuni hanno un segretario a scavallo, non hanno personale. Un percorso insomma molto complicato". 

Ma anche i cittadini, tiene a sottolineare Errani devono fare la loro parte.

"Non si ricostruisce senza solidarietà e onestà - aggiunge Errani - e non mi convince chi dice 'sono abbandonato , vivo in roulotte' e poi però prende il contributo di autonoma sistemazione. Ci dobbiamo guardare negli occhi. Chi vive a Roma non ha diritto a casetta d’emergenza e autonoma sistemazione.  Abbiamo paesi con l'80 per cento di seconde case, e molte non tracciate e scambiate da decenni con una stretta di mano. Serve rettitudine, la trasparenza sarà fondamentale".

E conclude Errani a proposito della vexata quaestio della ricostruzione secondo il modello del "com’era e dov’era", contrapposta a quella che punta di ripensare completamente l’edilizia e l’assetto territoriale: "Non possiamo ricostruire  Amatrice, Accumuli e Arquata com'erano e dov'erano negli anni '70. Chi ha un attaccamento straordinario a questi territori ha in media  60- 70 anni. Dobbiamo in primis far restare i giovani. Ricostruire è pensare al nuovo. Molti per dato anagrafico la ricostruzione conclusa purtroppo non la vedranno. Inoltre non sono scemo, non voglio replicare il modello della ricostruzione emiliana,  incentrata su centri di pianura e  sui danni a grandi imprese. Qui c'e' la montagna e un'economia basata sui redditi delle filiere familiari".



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