ESPERIMENTO SOX LABORATORI GRAN SASSO: INVERARDI, ''POLEMICHE RIDICOLE''

Pubblicazione: 02 novembre 2017 alle ore 07:00

L'esperimento Cuore
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L'AQUILA - "Le polemiche sull’esperimento Sox sono ridicole".

Lo dice senza mezzi termini la rettrice dell'Università dell'Aquila Paola Inverardi, che entra nel merito delle polemiche esplose sui presunti "rischi radioattività" legati all'esperimento che si svolgerà nel 2018 dentro i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso, esperimento per il quale si utilizzerà materiale radioattivo, il Cerio-144. 

A lanciare l'allarme sono stati in primis quelli del Forum H2o guidati da Augusto De Sanctis, il quale, assieme ad altre sigle ambientaliste, ha invitato gli abruzzesi alla mobilitazione il prossimo 11 novembre a Teramo, temendo un impatto catastrofico per il territorio in caso di incidente.

"La sorgente radioattiva è potentissima - ha spiegato De Sanctis - e il trasporto avverrà dal sito nucleare di Mayak. se dovesse verificarsi un incidente si contaminerebbero tutti i fiumi, le sorgenti del Gran Sasso, sarebbe una catastrofe".

"Un esperimento così delicato e rischioso - aggiunge poi il Forum H2O è stato tenuto ben lontano dagli occhi dei cittadini senza considerare l’opportunità di una consultazione pubblica dalla quale, sulla base di un confronto scientifico serio, venisse fuori il “parere” dei tanti abruzzesi che bevono l’acqua del Gran Sasso, ai quali non può essere negato il diritto di partecipare a decisioni così importanti per la propria salute".

A replicare è stato il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Fernando Ferroni, che a tal proposito aveva ricordato che "il laboratorio del Gran Sasso ha già ospitato un generatore di neutrini" del tipo che si sta preparando per l’esperimento Sox, sigla che sta per Short distance neutrino oscillations with borexino, e che dovrà approfondire la conoscenza dei comportamenti dei neutrini.

"Questo esperimento - ha detto Ferroni - autorizzato da tutti gli organi competenti, sarà un paradosso, ma è a prova di esplosione nucleare. Le norme in questi casi non sono rigide ma rigidissime, visto che c’è bisogno di una serie di autorizzazioni di altissimo livello, ovvero un nulla osta di categoria A che è stato rilasciato da ben cinque ministeri".

La rettrice Inverardi prende posizione al fianco di Ferroni e dei laboratori del Gran Sasso.

Come ha ribadito nel discorso dell'inaugurazione dell'anno accademico 2017-2108, "I laboratori rappresentano un'eccellenza internazionale che assieme al Gran Sasso science Istitute, la sperimentazione del 5g e ovviamente le università, sono un volano di ricerca scientifica, lavoro ed economia per tutto l'Abruzzo. 

"Materiale radioattivo - spiega Inverardi - è stato sempre utilizzato nei Laboratori, come del resto lo utilizziamo nella vita di tutti i giorni, si pensi agli ospedali, senza che questo crei alcun problema appunto perché si adottano criteri di sicurezza, rispetto ai quali la nostra legislazione è estremamente attenta".

"Questo esperimento si effettua in un Laboratorio nazionale di fisica nucleare e, lo dice il nome stesso, si può e deve utilizzare anche quel tipo di materiale".

Il rifermento del'Inverardi è anche quanto affermato Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in risposta a un'interrogazione del deputato e presidente di Abruzzo Civico Giulio Cesare Sottanelli su eventuali rischi connessi all'esperimento "Sox".

Galletti ha precisato che "il generatore di neutrini è progettato per garantire massima sicurezza anche in caso di eventi incidentali. In particolare, il Cerio-144 è sotto forma di polvere solida, è sigillato in modo permanente e sicuro all'interno di una doppia capsula in acciaio saldata. La combinazione della doppia capsula in acciaio e del contenitore sigillato di tungsteno rende impossibile la dispersione del materiale anche in quantità minime e pure in caso di eventi incidentali indipendenti quali terremoti, incendi o allagamenti del sito dell'esperimento, scenari valutati attentamente nella fase di progetto".

L’esperimento sarà gestito da una collaborazione internazionale di circa 140 scienziati provenienti da Italia, Francia, Germania, Russia, Polonia e Stati Uniti.

Il team cercherà di risolvere alcune anomalie sui neutrini, particelle di massa bassissima e carica elettrica nulla, che interagiscono molto debolmente con la materia e sono quindi particolarmente difficili da individuare. In particolare, si tenterà di verificare l’esistenza di un ipotetico neutrino sterile, che interagisce con le altre particelle solo tramite la forza di gravità (quindi ancora più debolmente).

Oltre a risolvere i problemi del modello standard della fisica delle particelle, il neutrino sterile potrebbe essere un buon candidato come costituente della materia oscura, componente dominante della massa dell’universo di cui non conosciamo ancora la natura.



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