ESPERIMENTO SOX: PROGRESSISTI PD TERAMO
IN PIAZZA MENTRE IL RESTO DEL PARTITO TACE

Pubblicazione: 05 novembre 2017 alle ore 11:26

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TERAMO -  Il Partito democratico si spacca anche sull’atomo.

I progressisti del Pd di Teramo, corrente che fa riferimento all’assessore regionale Dino Pepe e al consigliere regionale Luciano Monticelli, e che ha appena perso il congresso provinciale contro la corrente del capogruppo all'Emiciclo Sandro Mariani, aderisce, infatti, alla manifestazione del prossimo 11 novembre a Teramo organizzata dall’Osservatorio Indipendente sull’acqua del Gran Sasso, contro i presunti "rischi radioattività" legati all'esperimento che si svolgerà nel 2018 dentro i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso, esperimento per il quale si utilizzerà materiale radioattivo, il Cerio-144.

Parte dei dem teramani, insomma, protesterà al fianco del Movimento 5 stelle e dei comitati e associazioni ambientaliste, in primis il forum H2o che, in questi anni, non ha certo risparmiato bordate contro la maggioranza e il presidente, Luciano D’Alfonso. Paradossale, dal momento che il governatore ha appoggiato nel congresso teramano proprio i Progressisti per il Pd.

Una posizione che non risulta essere quella di tutto il Pd abruzzese, che sull scottante argomento tace, e forse acconsente, ad eccezione fatta del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha preso netta posizione contro la mancata comunicazione alla Regione del trasporto di prova del materiale radioattivo.

Lolli ha anche detto che “tale esperimento dev'essere sottoposto ad ulteriori elementi di sicurezza". In contrasto con i laboratori del Gran Sasso, secondo i cui vertici il processo, non il primo effettuato di questo genere sotto il Gran Sasso, è assolutamente sicuro, autorizzato da tutti gli organi competenti, come confermato con forza da Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente del governo di Claudio Gentiloni.

LA NOTA COMPLETA

Non potremo che essere presenti alla manifestazione del prossimo 11 novembre organizzata dall’Osservatorio Indipendente sull’acqua del Gran Sasso perché il “tema” rientra tra i valori fondanti del nostro impegno politico, tanto da aver posto questa riflessione in occasione dell’assemblea del Partito provinciale tenutasi lo scorso lunedì 30 ottobre.

Lo facciamo convintamente sulla scia di un impegno politico che parte da lontano e che ha visto il protagonismo della Provincia di Teramo nella battaglia, poi vinta, contro la realizzazione della terza canna del Gran Sasso e contro i rischi al bacino idrico che quell’opera comportava.

Noi intendiamo ripartire da un metodo serio, come quello posto in essere dalla Regione Abruzzo, che ha messo in piedi un protocollo d’intesa sottoscritto la scorsa primavera, subito dopo il famoso allarme contaminazione, per la gestione condivisa e rigorosa ditutte le fasi di comunicazione, autorizzazione e allerta da seguire preventivamente alla realizzazione di interventi che possano comportare il rischio di pregiudicare la qualità delle acque del sistema idrico del Gran Sasso.

Noi sosteniamo la Provincia di Teramo che subito dopo l’allarme dello scorso maggio, convocò l’assemblea dei Sindaci (Assi) dell’Ente regionale per il servizio idrico integrato con all’ordine del giorno le questioni aperte riguardanti la definitiva messa in sicurezza della captazione delle sorgenti del Gran Sasso.

E questo è il percorso che vogliamo venga portato avanti e intensificato perché lo riteniamo concreto e circostanziato.

Vogliamo il protagonismo delle realtà territoriali affinché si arrivi a decisioni partecipate e condivise.Quando questo territorio ha subito decisioni dall’alto hadimostrato di saper reagire con veemenza e determinazione.

Confidiamo in una strategia per mettere in assoluta sicurezza il sistema idrico del Gran Sasso e superare le criticità legate alla convivenza di tre infrastrutture strategiche: la captazione idrica delle sorgenti a scopo idropotabile, lato Teramo e lato L’Aquila, il Traforo del Gran Sasso e i Laboratori.

Ribadiamo di non essere pregiudizialmente contrari agli esperimenti, anzi siamo favorevoli allo sviluppo delle attività del più importante centro di ricerca d’Italia ma vogliamo capire e conoscere, in primis, perché il Tavolo sulla Sicurezza, presieduto da Giovanni Lolli, non è stato informato dell’esperimento denominato “Sox” e non per gli effetti prodotti, trattandosi nel caso di specie di una prova, ma per evitare che in futuro ci siano inosservanze nelle procedure a danno della trasparenza, della partecipazione e della stessa ricerca.

Per tutte queste ragioni i Progressisti per il Pd ringraziano il comitato “Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso” e aderiranno convintamente alla manifestazione del prossimo 11 novembre.

Progressisti per il Pd Teramo



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