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EX CONVENTO NELL'AQUILANO DATO GRATIS
A FONDAZIONE CELESTINO V, E' POLEMICA

Pubblicazione: 14 marzo 2017 alle ore 07:00

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L’AQUILA - Una delibera “lampo” destinata a far discutere, quella del Comune di Tione degli Abruzzi (L’Aquila), che ha assegnato a titolo gratuito per 5 anni lo splendido ex convento del Seicento dei frati francescani minori della frazione di Goriano Valli, abbandonato da anni, alla Fondazione Celestino V dell’Aquila.

La delibera sta già creando, infatti, forte contrarietà tra i consiglieri di opposizione, come pure tra i titolari di piccole attività agricole e ricettive del territorio, che avevano espresso desiderio di poter utilizzare anche in parte quel convento, e che non hanno avuto nessuna voce in capitolo nell’assegnazione, in quanto non c’è stata pubblicità dell’intenzione di assegnare la struttura né coinvolgimento della popolazione.

La delibera di Giunta è stata approvata l’8 marzo scorso, votata dal sindaco di Tione, Tullio Camilli, e dall’assessore Antonio Erato. In essa, appunto, “si concede in uso gratuito” la struttura monastica per un quinquennio alla Fondazione Celestino V dell’Aquila, di cui è presidente Cesare Salvatori.

Si tratta di un'articolazione del Movimento Celestiniano fondato da padre Quirino Salomone, di cui è oggi coordinatore Paolo Giorgi, e che gestisce in città la mensa dei poveri, il centro di accoglienza per immigrati e altre attività.

La particolarità è che, si specifica in premessa, l'offerta della Fondazione è arrivata solo due giorni prima, il 6 marzo.

Non solo: si tratta di una convezione che è “condizionata” al conseguimento dei finanziamenti da parte della Fondazione, previsti dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Abruzzo.

Per l'esattezza, quelli relativi alla sottomisura 7.4, che ha un budget di 5 milioni di euro, per il sostegno "a investimenti finalizzati all'introduzione, al miglioramento o all'espansione di servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, comprese le attività culturali e ricreative, e della relativa infrastruttura".

La convenzione, si scrive infatti nella delibera, “decade ipso facto” se la Fondazione Celestino V non avrà accesso a questi fondi.

Che cosa, però, di preciso voglia fare la Fondazione con il convento non si sa, né quali saranno i lavori di miglioria che si presume si impegnerà a effettuare in cambio della concessione gratuita.

Si specifica solo che la Fondazione "si è impegnata a non utilizzare i finanziamenti per l’accoglienza di profughi o immigrati” che, a oggi, in effetti rappresenta una delle attività principali del Movimento Celestiniano: all’Aquila, dati di novembre 2016, ospita 150 richiedenti asilo, per 35 euro pro capite al giorno.

Con il diffondersi della notizia, tuttavia, si moltiplicano anche le perplessità. Si fa osservare, infatti, che anche in caso di concessione gratuita di un edificio di tale pregio e dimensioni, visto che è dotato di oltre 50 stanze, un chiostro e ampi saloni anche a uso cucina, il Comune avrebbe dovuto comunque indire una manifestazione di interesse per valutare altre offerte più vantaggiose, in termini di lavori di ristrutturazione, di attività che si intendono svolgere, di posti di lavoro che si possono ceare, a vantaggio in particolare dei giovani residenti, che non hanno molte altre possibilità in loco.

E al di là delle normative che regolano gli affidamenti diretti e senza bando di strutture pubbliche a enti, associazioni e fondazioni non a scopo di lucro, dalle parti dell'opposizione si lamenta il fatto che il Consiglio comunale e la popolazione locale non siano stati minimamente coinvolti.

Il convento San Giorgio, dopo quasi un secolo di abbandono, diventò negli anni Novnta sede di un centro permanente di volontariato di Legambiente, su iniziativa di uno dei fondatori dell’associazione ambientalista, il ligure Nanni Laurent, scomparso nel novembre 2011. Un'attività che aveva creato posti di lavoro, un considerevole indotto e migliaia di presenze da tutto il mondo in oltre 10 anni di attività.

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009, a seguito dei crescenti attriti con il Comune, che chiedeva un canone d’affitto ritenuto troppo oneroso, Laurent decise di lasciare il convento. Che da quel momento è rimasto inutilizzato, degradandosi via via.

Il sindaco Camilli e chi lo ha preceduto in questi anni ha tentato in ogni modo di trovare una nuova destinazione d’uso, intavolando trattative con vari operatori economici nel settore del turismo e della ricettività, ma tutti i tentativi almeno fin qui sono andati a vuoto.



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