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FESTA MONTAGNA: D'ANGELO, 'PRIMO PASSO', SINISTRA, 'FLOP'; COSTI DELL'EVENTO

Pubblicazione: 07 ottobre 2019 alle ore 16:44

L'AQUILA - "Ogni viaggio inizia con un primo passo e il cammino intrapreso quest’anno con la Festa della montagna segna l’inizio di un nuovo percorso in cui si può e si deve migliorare avendo a disposizione, però, una solida base di partenza".
 
Così, in una nota, il consigliere comunale con delega alle politiche per la montagna e vice presidente del comitato organizzatore della Festa della montagna, Daniele D’Angelo. L'iniziativa, iniziata venerdì alla villa comunale, si è conclusa ieri con il concerto di Sergio Caputo.
 
Nella stessa giornata arrivano però anche le note critiche. Quella ad esempio del Movimento giovanile della Sinistra L'Aquila, a rinfocolale polemiche nate dal fatto che la Festa della montagna ha di fatto sostituito il Festival della Montagna organizzato per quattro anni dall'associazione Gran Sasso anno zero, tenuta fuori dall'organizzazione del nuovo evento, in una situazione di forte conflitto con il sindaco di Fratelli d'italia Pierluigi Biondi.
 
La festa, come si può verificare dalla delibera comunale di giunta 417 del 1 ottobre, già oggetto già di critiche dell'opposizione di centrosinistra al Comune, è costata 72 mila euro. Alla voce Entrate il contributo fondi Restart pari a 60.000 euro, a cui si aggiungono i contributi degli  spazi del percorso enogastronomico, per  12.000 euro.
 
Alla voce spese troviamo invece: 15.000 per attività outdoor e sport, 3.000 euro per gadget e serigrafie, 4.900 euro per la comunicazione, 9.400 per pubblicità in testate locali, nazionali, radio, manifesti, volantini e brochure. E ancora 5.500 euro per palchi, gazebo e strutture, 5.150 euro per animazione musicale speaker eventi e dj set, 3.000 euro di safty, ecurity e polizze, 4.000 euro di Siae, 5.000 per ospitalità e viaggi, 6.000 euro per Service outdoor, 11.050 per i compensi del programma di convegni che si sono svolti all'Auditorium. In calce all'articolo il link al testo della delibera.

Sui social tra il fronte critico c'è già chi fa le pulci ad ogni singola voce di spesa. In ruoli invertiti Biondi e il centodestra aquilano, ha duramente contestato i costi del Festival degli incontri, pari a 700 mila euro di fondi per il decennale, per soli 4 giorni. Evento giudicato "un luna park della sinistra" previsto per il prossimo fine settimana, ma rimandato a data da destinarsi, dopo la bufera che si è sollevata.
 
"Nella manifestazione che ha animato l’area dell’Emiciclo e della Villa Comunale - dichiara D'Angelo, a nome dall'intero comitato organizzatore - si è discusso delle opportunità di sviluppo delle nostre montagne che hanno potenzialità ancora tutte da esplorare: dal turismo religioso a quello storico sino a quello che coinvolge i casali situati nelle aree montane e i percorsi in treno".
"Abbiamo ospitato operatori del settore e testimonial importanti, come la pluricampionessa olimpica Manuela Di Centa; c’è stato spazio per l’intrattenimento e la diffusione di conoscenze per la sicurezza in quota. Ogni cosa è certamente perfezionabile - osserva D'Angelo -, ma ritengo sia stato fatto un buon lavoro, che ha costantemente tenuto impegnate decine di persone, forze dell’ordine e militari, e personale del soccorso alpino regionale affinché un evento così sentito potesse riuscire al meglio".
 
"Il tutto - aggiunge - nonostante un inspiegabile invito al boicottaggio lanciato da alcuni esponenti delle opposizioni e da chi, in passato, ha organizzato iniziative simili lasciando zone d’ombra nelle rendicontazioni che l’amministrazione comunale fin dal suo insediamento ha cercato di illuminare e che, ancora oggi, sta provvedendo a regolarizzare. Quando si scrivere da dietro una tastiera si abbiano almeno il coraggio e il senso di responsabilità per raccontare agli aquilani la verità fino in fondo".
"L’appello a rimanere a casa, che non ha minato gli esiti di partecipazione della città, non ha fatto male all’appuntamento in sé ma all’Aquila e alla sua immagine", conclude D'Angelo.
 
Per il Movimento giovanile della sinistra L'Aquila invece la Festa è stato "un capriccio del sindaco Biondi. Continua la guerra contro ciò che c'è di buono in città, iniziò subito dopo l'insediamento con il Festival della Partecipazione, ci è riuscito con il Festival della montagna ed ora anche con il Festival degli incontri. L'amministrazione ha deciso di mettere da parte l'esperienza positiva del Festival della Montagna senza motivo ed il confronto con il passato è impietoso. Una festa senza logica e senza obiettivi delineati. Il Festival degli anni scorsi aveva uno scopo, quello di creare una cultura popolare della montagna e le possibilità economiche che ne derivano, questa festicciola invece è stata lontana sia dalla popolazione che non ha partecipato, sia dagli addetti ai lavori, le associazioni degli accompagnatori e il CAI si sono tirati fuori. Unico obbiettivo? Propagandare il proprio credo politico".
 
"Pochissime persone ai dibattiti, pochi al concerto finale, la città quindi non ha risposto, nonostante gli aiuti di qualcuno e non si parli di boicottaggio, questa è palese incapacità organizzativa e totale assenza di visione. Ci aspettiamo che il Sindaco renda pubblici i costi, faccia chiarezza sulla delibera e la procedura non regolare per dirottare i fondi dal festival alla festa Ci aspettiamo inoltre che spieghi ad una città intera quali vantaggi abbia ricavato il territorio. Siamo sicuri che a guadagnarci siano stati in pochi, non c'è bisogno di fare nomi", conclude la nota.
 
Invita a guardare oltre, e pensare ai problemi seri della città, il consigliere dell'Idv Lelio De Santis.
 
"Sono mesi che L’Aquila è sommersa da nuvole di polemiche inutili e dannose su eventi culturali importanti, ma non centrali per la rinascita della città, che hanno riguardato la Perdonanza, il Festival degli incontri, la Festa della Montagna. Sono manifestazioni costose - scrive De Santis in una nota -, che possono essere utili e qualificanti se gestite in modo partecipato e lungimirante, ma diventano inutili e laceranti se gestite con spirito di parte o con intento politico, com’è avvenuto, senza un progetto serio di promozione culturale e turistica della città. E così, trascorsa l’estate fra feste e polemiche, la città si risveglia con gli stessi problemi di prima e senza aver notato alcun beneficio prodotto dalle ingenti somme, oltre un milione e mezzo, spese per le iniziative culturali, che non hanno visto coinvolte le Istituzioni locali né hanno dato un positivo ritorno di immagine. I problemi decisivi per la rinascita piena della città sono noti a tutti e richiederebbero di essere considerati prioritari nell’agenda amministrativa della giunta comunale, che ha occupato molto tempo prezioso nelle sterili e strumentali dispute estive".
 
 


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