FESTIVAL DANNUNZIANO A CASOLI: L'INVIATO SPOTO PRESENTA 'MEDIORIENTATI'

Pubblicazione: 16 agosto 2017 alle ore 15:39

Gian Stefano Spoto

CASOLI – Letteratura, reportage dal Medio Oriente, sillabari, ma anche prodotti tipici del teritorio abruzzese e incontri con scrittori e giornalisti, come Gian Stefano Spoto e Francesco Merlo.

Tutto pronto a Casoli (Chieti), per il terzo anno consecutivo, dell’Ariel a Castello, la manifestazione che prende il nome da uno dei più noti pseudonimi del Vate: dal 17 al 19 agosto, infatti,  torna il festival Dannunziano organizzato dal Comune e dall’Assessorato alla cultura.

L’evento animerà, tra incontri d’autore e sapori d’Abruzzo, il Castello Ducale, che più volte nel passato accolse Gabriele d’Annunzio.

IL PROGRAMMA

Preceduto da cinque molto apprezzati appuntamenti fuori programma dal 22 luglio al 12 agosto, il festival entrerà nel vivo a partire da giovedì 17 agosto.

Ospite della prima serata del festival, alle ore 19, il giornalista Gian Stefano Spoto, che parlerà del suo reportage "Mediorientati – Oltre la Storia, le storie", con prefazione di Franco Di Mare.

Con l’autore interverrà Paolo Mastri, giornalista del Messaggero. Il libro di Spoto, corrispondente Rai dal Medio Oriente negli anni della guerra di Gaza, 2014-2015, che ha realizzato oltre settemila servizi e speciali per la Rai nella sua carriera, passa in rassegna con l’arguzia tipica del giornalista di costume una serie di storie tratte da una delle aree più affascinanti, complicate e inquiete della Terra.

Storie straordinarie da cui non si evince nessuna morale, nessuna classifica fra buoni e cattivi. Israele, Palestina, Giordania e Gaza, prima di essere al centro di intrighi e conflitti forse irrisolvibili, sono popolati da milioni di persone, ciascuna con uno status diverso e destini spesso incredibili.

Venerdì 18, alle ore 19, Francesco Merlo, giornalista a Catania, a Milano, a Roma, per tredici anni inviato a Parigi, diciannove anni al Corriere della Sera e dal 2003 alla Repubblica, presenterà nella splendida dimora casolana il suo "Sillabario dei malintesi – Storia sentimentale d’Italia in poche parole".

Dialogherà con l’autore Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, in una serata condotta da Marzio Maria Cimini.

Merlo nel suo Sillabario prova a comporre la storia d’Italia dal dopoguerra a oggi associando parole invece di date e luoghi.

Così la parola “terrone” esplora il Sud e si combina con “Unità”, “briganti”, “emozioni”.

“Casa” spiega il paesaggio e il potere, “tangente” la corruzione, “referendum” illumina la monarchia, l’aborto, il divorzio e il “sì ma anche no”.

Il libro non insegue i significati e le etimologie, e non è una difesa purista della lingua. È una narrazione di parole che decifrano Milano e Roma, il delitto Moro, la fine della Democrazia cristiana, lo stile Agnelli e la musica di Morricone.

E sono parole i caratteri di un popolo: furbizia, doppiezza, trasformismo, peccato. E poi, nel paese delle parolacce e del chiasso, c’è il silenzio di quegli italiani che non sprecano parole.

Il sillabario di Merlo propone un metodo e, alla fine, scopre che le parole non somigliano alle cose che nominano, e che dunque la storia d’Italia è una storia di malintesi.

Sabato 19, sempre alle ore 19, sarà la volta della scrittrice Donatella Di Pietrantonio, intervistata da Roberto Melchiorre.

Abruzzese, dentista pediatrica, autrice riservata, la Di Pietrantonio porterà al festival il suo ultimo romanzo edito da Einaudi, "L’Arminuta", un vero e proprio successo di critica e di pubblico che narra la storia dell’Arminuta, “quella che è ritornata”, appunto, una ragazzina di tredici anni che, per motivi a lei incomprensibili, viene riportata dallo zio che l’ha adottata da piccola alla sua famiglia d’origine.

Dietro la porta della nuova casa troverà un mondo nuovo, estraneo e rude che sembra appena sfiorato dal progresso. L’abbandono, l’amore, il dolore, gli affetti familiari i temi affrontati dalla Di Pietrantonio con una rara intensità espressiva nel suo terzo romanzo, entrato nella “cinquina” del Premio Campiello 2017.

La sera del 17 agosto, dopo la presentazione, sarà possibile assaggiare piatti tipici locali al costo di 5 euro, mentre al termine degli incontri del 18 e del 19 la "Scuola del Gusto Abruzzo" proporrà un itinerario nei gusti dell’Abruzzo dannunziano attraverso una degustazione in tre atti con la guida Luigia Di Sciullo: la campagna, l’eccellenza extravergine, la cucina popolare frentana, i prodotti dell’orto e i salumi artigianali; le montagne, formaggi, mieli, grani antichi e pecorino; le dolci notti tre dolci sublimi della tradizione popolare e vino cotto.

L’itinerario nei sapori della "Scuola del Gusto Abruzzo", al costo di 15 euro, avrà inizio alle ore 20.45. In omaggio ai partecipanti la guida enogastronomica d’Abruzzo del Touring Club.



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