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DOPO POLEMICHE TERZA EDIZIONE SPIEGATI ''TUTTI I NUMERI DELL'EVENTO'' IN UN INCONTRO. SEGRETARIO ACTIONAID, ''DISPIACEREBBE FERMARSI QUI''

FESTIVAL PARTECIPAZIONE L'AQUILA: IN FORSE EDIZIONE 2019, LANCIATA PETIZIONE ON-LINE

Pubblicazione: 15 novembre 2018 alle ore 18:46

Festival della Partecipazione incontra L'Aquila per i numeri dell'edizione 2018
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L’AQUILA - "Siamo qui nella massima trasparenza per far toccare con mano i tangibili risultati del Festival della Partecipazione, per fugare ogni tipo di polemica e discutere insieme se si tratta di uno spazio che all'Aquila ha ancora dei margini di fattibilità".

Queste le parole di Marco Del Ponte, segretario generale di ActionAid, intervenuto oggi pomeriggio all'Aquila all'incontro organizzato nella sede del Comune di Palazzo Fibbioni per spiegare "i numeri, il percorso e l'indice di gradimento dell'evento".

Il risultato è stato definito "ampiamente soddisfacente - ha aggiunto Del Ponte -, tuttavia non sappiamo ancora nulla per la prossima edizione, il dispendio di energie e di risorse finanziarie è stato enorme, dispiacerebbe fermarsi qui. Abbiamo impiegato staff, tempo, lavoro, da soli non ce la facciamo, si chiama per l'appunto partecipazione, è c'è bisogno di squadra", ha chiarito.

Nelle scorse settimane, poi, è stata lanciata una petizione per far continuare l'evento, da un gruppo di cittadini aquilani sulla piattaforma Change.org, che in pochi giorni ha raccolto in modo del tutto spontaneo oltre 2.700 firme.

L'appuntamento è stato voluto dalle tre organizzazioni promotrici, ActionAid, Cittadinanzattiva e Slow Food, anche per togliere ombre a seguito delle polemiche sorte attorno alla terza edizione per il presunto disinteresse da parte del Comune, con in testa il sindaco di Fratelli d'Italia, Pierluigi Biondi, per un evento voluto dal centrosinistra dell'allora primo cittadino, Massimo Cialente, per garantire trasparenza e accountability nei confronti della cittadinanza, delle istituzioni e dei partner rendendo pubblici i dati finanziari, i contenuti raccolti e l’impatto sociale e economico sul territorio aquilano. 

Le polemiche a cui Del Ponte fa riferimento risalgono all'edizione appena passata, ma già nella scorsa primavera, con il taglio e l'esclusione del Festival della Partecipazione dai fondi Restart, andati invece per il 2018 alla Perdonanza Celestiniana, 160 mila euro, ai Cantieri dell'Immaginario, 240 mila euro, al Jazz italiano per L'Aquila, 80 mila euro, alla Notte dei Ricercatori, 60 mila euro, il Festival della Montagna, 60 mila euro, si erano sollevate voci di dissenso.

Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, aveva risposto alle polemiche con una considerazione al vetriolo: "Al netto della qualità degli eventi - aveva dichiarato il primo cittadino - e dei dibattiti inseriti in programma, di cui non discuto, attendo ancora di conoscere, in termini di dati e cifre reali, quali siano i vantaggi che il Festival della Partecipazione reca al territorio".

Poi c'è stato anche il "giallo" della lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito il festival aquilano come "un importante spazio di riflessione sulla cittadinanza attiva e responsabile, da cui scaturiranno preziosi contributi al dibattito pubblico". Lettera inviata al Comune ma la cui esistenza, almeno così assicurano gli organizzatori, è stata scoperta da fonti informali del Quirinale, e recuperata per vie traverse.

Ha poi pesato anche l'assenza a tutte gli eventi in programma del sindaco Biondi, ed anche del vicesindaco Guido Liris o del presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari

In rappresentanza del Comune c'è stato l'assessore Francesco Bignotti con delega alla Partecipazione, che ha presenziato anche all'incontro di oggi pomeriggio.

"Come amministrazione ci siamo mossi in linea con gli anni precedenti - è stato il commento di Bignotti che non ha fatto parola sulle polemiche precedenti - oltre ai 30 mila euro abbiamo dato un contributo in termini di logistica".

"Il Festival - ha ricordato l'assessore - ha avuto il sostegno della macchina comunale per occupazione suolo pubblico, utilizzo sale conferenze comunali con relativo personale, grandi affissioni, corrente elettrica, coinvolgimento della polizia municipale, impegno degli operai: tutte energie, economiche e di personale messe a disposizione per facilitare la riuscita degli eventi in programma".

"Oggi, oltre all'indotto, sarà utile capire cosa lascia questo Festival sul territorio, per fare delle analisi analizzando gli eventi, ed eventualmente programmarli anche meglio per il futuro", ha concluso Bignotti.

L’evento ha avuto un costo di circa 260 mila euro con un impatto diretto di circa 117 mila euro su fornitori, attività commerciali e professionisti locali. A fronte di questi impegni, il Comune dell’Aquila ha contribuito all’edizione 2018 con un’erogazione liberale di 30 mila euro e con la concessione gratuita dell’occupazione di suolo e spazi pubblici per stand, materiali promozionali e affissioni, di 3 sale per conferenze ed eventi con relativo personale, della corrente elettrica e del coinvolgimento della polizia municipale, stando ai dati riportati nel report.

Ci sono stati in tutto 58 eventi in 4 giorni, con circa 5 mila partecipanti, 60 volontari di cui 41 tra ragazzi e ragazze delle scuole, oltre 300 tra ospiti e relatori, 83 mila spettatori per le dirette streaming degli eventi, spettacoli e concerti, 31 partner nazionali e locali, 37 organizzazioni locali impegnate per il percorso "Le piazze della Partecipazione".

Un impegno ripagato dalla crescita dell’attenzione dei media locali e nazionali, del coinvolgimento del pubblico nazionale attraverso i social media e le dirette video in streaming e la partecipazione di esperti, artisti, accademici, rappresentanti del mondo istituzionale e della politica e cittadini provenienti da tutta Italia. 

"Non dobbiamo confrontarci su chi dà e chi riceve - ha chiarito Del Ponte -  ma insieme decidere se questo Festival è fattibile. Già dalla prima edizione abbiamo riscontrato tanti effetti positivi per la cittadinanza, per la capacità di discutere. Il nostro era un progetto su base decennale, adesso dobbiamo vedere se ci crediamo ancora tutti".

Una soluzione per il segretario di ActionAid potrebbe essere quella di dare all'evento, "una veste nuova, costruire il futuro Festival come impresa collettiva, in cui le istituzioni, l'Università, le banche possano decidere insieme come svolgere le prossime edizioni". 

"Vogliamo vedere un interesse non solo dichiarato, un accordo che ci permetta di non stare con l’acqua alla gola per vedere se arrivano gli spiccioli. A oggi abbiamo messo quasi 1 milione di euro per la città, anche noi abbiamo i nostri problemi sottraendo queste risorse ad altre attività".

Polemiche a parte in ogni caso il bilancio è molto positivo, "per quanto riguarda la qualità degli interventi e del dialogo. Non si tratta solo di eventi fini a se stessi, ma sono stati il compimento di percorsi avviati nei mesi precedenti. Abbiamo messo in campo niziative di ambito nazionale e promosse localmente attraverso il duro lavoro di 37 organizzazioni locali".

Un lavoro che Del Ponte ha definito "di qualità, dall’Aquila sono venuti fuori spunti molto interessanti come la possiible creazione di un dipartimento per la ricostruzione presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e non di tratta di cose sognate la notte dagli organizzatori, ma fortemente volute da chi ha partecipato attivamente".

Un bilancio positivo anche in termini di visibilità, Del Ponte ha ricordato inoltre che solo attraverso i social ci sono stati più di 7 milioni di visualizzazioni, "non solo solo numeri, ma ci danno l'impressione che questa cosa sia seguita al di là della partecipazione fisica delle circa 5 mila persone".

E la domanda che adesso le associazioni coinvolte vogliono fare alla città è la seguente, "come proseguiamo questa iniziativa? - si è chiesto il segretario - quest'anno pur avendo speso meno degli altri anni abbiamo investito oltre 200 mila euro".

Il Festival della Partecipazione quest'anno ha portato in città, per di più in un periodo morto dal punto di vista turistico e in termini di manifestazioni, migliaia di persone e molte personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica, sono stati circa 300 gli ospiti per un programma ricco di conferenze, laboratori, dibattiti, concerti e spettacoli. 

"Il Festival ha iniziato un percorso per diventare uno degli appuntamenti più importanti di tutta Italia, un punto di riferimento per parlare di attivismo, partecipazione e democrazia.Vogliamo continuare a realizzarlo all’Aquila, con gli aquilani e le aquilane.Ma non possiamo farlo da soli", hanno spiegato le organizzazioni nel documento di analisi. 

Gli oltre 50 eventi hanno animato gli spazi pubblici trasformando L’Aquila in un osservatorio dello stato di salute della partecipazione e della democrazia in Italia. 

Tra i rappresentanti anche personalità politiche, come Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Rossomando, vice presidente del Senato, Lorenzo Fioramonti, vice ministro dell'Istruzione, Luigi Gaetti, sottosegretario agli Interni, Fabrizio Barca, ex ministro.

Tra i "vip" intervenuti, il giornalista Marco Damilano, la scrittrice Michela Murgia, l'attore teatrale Ascanio Celestini,  i cantanti e musicisti Gianluca Casadei, Dente ColapesceCisco e I Dinosauri, Alberto Cottica Giovanni Rubbiani, fondatori dei Modena City Rambler.

Ha riunito inoltre i protagonisti dei territori colpiti dagli eventi sismici degli ultimi 40 anni, con tecnici ed esperti che hanno messo a confronto dati ed esperienze delineando i requisiti di una policy nazionale per la partecipazione civica.

Soddisfatto anche Marco gessini, project manager del festival, che ha ritenuto il contributo del Comune, "non all'altezza delle ambizioni. Non vogliamo imporre un evento alla cittá, ma farlo con la cittá, per questo abbiamo puntellato il sindaco e la giunta affinchè gli accordi per il futuro siano integrati".

Era presente anche Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva Onlus, "noi siamo molto contenti risultati del festival. I temi affrontati hanno visto il coinvolgimento di una intera comunità volevamo che fosse un laboratroio di idee e così è stato".

"Siamo riusciti a uscire - ha aggiunto - dalla dimensione locale, creando degli importanti e interessanti  momenti di confronto sulla ricostruzione, sullo sviluppo sostenibile, temi forti alla vita e alla storia dell’Aquila. Abbiamo trattato anche temi di respiro internazionale. È la chiusura di un cerchio di collegamento tra dimensione locale e globale".

"L’auspicio di oggi è un'edizione nel 2019, adesso è il momento delle valutazioni, anche e soprattutto finanziarie, è un impegno importante e abbiamo bisogno che ci sia un equilibrio in tal senso", ha concluso.

Tra gli sponsor che hanno reso possibile il Festival, Roche Italia, Ferrarelle, Aboca, Novartis, Sanofi, Novamont, Mediaset, Sky e Whirpool.

I media partner sono stati invece, La RepubblicaIl Salvagente e Vita, che hanno dato ampio risalto all'evento a livello nazionale.



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