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FESTIVAL PARTECIPAZIONE: TERZA EDIZIONE AD OTTOBRE, ANCORA A L'AQUILA

Pubblicazione: 10 giugno 2018 alle ore 16:36

L'AQUILA - Si svolgerà a L'Aquila dall'11 al 14 ottobre, la terza edizione del estival della Partecipazione,
Domani lunedì 11 a Palazzo Fibbioni, alle ore 17, si terrà la presentazione del concept del prossimo evento,organ izzato da Actionaid e  Cittadinanzattiva, in collaborazione di Slow food Italia   e il Comune dell'Aquila.  

Con l'occasione sarà illustrata la anche la modalità di partecipazione per le Associazioni, le Organizzazioni Civiche e le Organizzazioni Giovanili che avverrà attraverso la compilazione di un format già disponibile sul sito www.festivaldellapartecipazione.og

Parteciperanno i relatori: Giovanni Moro ed Emma Amiconi, presidente di Fondaca - Comitato Scientifico), Marco Gessini, project manager del Festival - Action Aid, Paolo Tella, coordinatore territoriale di Cittadinanzattiva dell'Aquila, Rita Salvatore, condotta Slow Food dell'Aquila, Cooperativa Mètis (Team locale) Action Aid, Comune L’Aquila e Comitato Giovani.

A seguire il documento inoltrato ai mezzi di informazione dal Comitato organizzatore

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE NELL’ERA DELLA INCERTEZZA

Dall’11 al 14 ottobre 2018 L’Aquila ospita la terza edizione del Festival della partecipazione promosso da ActionAid e Cittadinanzattiva in collaborazione con Slow Food Italia e il Comune dell’Aquila. Sin dalla sua prima edizione, il Festival si è configurato come il luogo in cui la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica viene trattata come la principale risorsa della democrazia.
In questo senso il Festival offre una rappresentazione dell’Italia, dei suoi problemi e delle sue prospettive.

Il Festival è un catalizzatore di risorse materiali e immateriali connesse alla partecipazione, di cui sono portatori i cittadini ma anche i loro interlocutori e partner; un osservatorio per definire la partecipazione e valutarne criticamente lo stato di salute in Italia e oltre; una tribuna in cui dal confronto su questioni controverse possa emergere un punto di vista civico; un emporio in cui esperienze, conoscenze, successi e insuccessi, opportunità e rischi, nuove e vecchie sfide possano essere posti all’attenzione comune.

Nell’ultimo anno si è manifestata nel modo più acuto anche in Italia, una condizione di incertezza che ha una portata globale. Questa incertezza non è solo un sentimento (come la paura o il senso di insicurezza) ma uno stato materiale, che riguarda la vita presente e il futuro e che investe il lavoro, le risorse economiche, il rapporto con l’ambiente, la qualità della vita, i rapporti personali e sociali, le regole alla base della cittadinanza, i confini e la identità delle comunità nazionali, le condizioni di eguaglianza
sostanziale, lo sviluppo culturale, soprattutto delle giovani generazioni.

Questa incertezza caratterizza anche la dimensione politica, dove emergono radicali cambiamenti sia nelle dinamiche del sistema politico, sia nel ruolo pubblico dei cittadini e nelle loro relazioni con le istituzioni.

Sono soprattutto le democrazie e quella italiana non fa eccezione, a vivere tensioni a cui si era evidentemente impreparati. Questi cambiamenti e queste tensioni sono insieme causa ed effetto dell’era di incertezza che ci troviamo a vivere, con i rischi e le opportunità che essa porta con sé. E' necessario un bagno di realtà.

Ad onta della retorica sui “cittadini passivi”, la mobilitazione civica su questioni pubbliche, su base quotidiana e in forme non previste, è e continua ad essere la principale risorsa pubblica generata nelle società contemporanee e ha effetti anche sulle forme tradizionali di partecipazione, come quella elettorale. Essa mette in discussione il primato delle classi dirigenti, le forme in cui esse si organizzano, le priorità che definiscono e praticano, ponendo problemi di non facile soluzione ma che non per questo possono essere rimossi o stigmatizzati.

E’ anche grazie a questa energia civica che diritti sono stati riconosciuti e tutelati, beni comuni protetti e davvero condivisi, individui e collettività sostenuti nel prendere la parola ed esercitare le proprie prerogative. Questo ruolo autonomo, costruttivo e critico è del resto al centro della introduzione del principio di sussidiarietà nella Costituzione italiana, avvenuta nel 2001 proprio grazie a una iniziativa civica. Si tratta di un esempio di un modo di trattare la Costituzione come una guida per il futuro e non come una icona da contemplare o uno strumento da piegare alle convenienze del momento; e proprio per questo come la fonte di una ragionevole speranza e come risorsa della realtà.

Sulla base di questi punti fermi, il Festival si propone come un luogo in cui sfide come quella della produzione di “politiche pubbliche dei cittadini”, rischi come quello della “amministrativizzazione” della partecipazione civica, e opportunità come quella della ridefinizione del rapporto tra cittadini comuni e classi dirigenti possano essere affrontati e discussi.

 



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