ZINGARETTI: ''SERVE PIANO STRAORDINARIO AREE A RISCHIO PER EVITARE TRAGEDIE''; PETROCCHI: ''ATTESE VANNO RIEMPITE DI FATTI''. IN 15 MILA IN CORTEO PER RICORDARE LE 309 VITTIME DEL TERREMOTO DEL 6 APRILE 2009

FIACCOLATA A 10 ANNI DAL SISMA DELL'AQUILA:
CONTE, ''ABBIAMO IL DOVERE DELLA MEMORIA''

Pubblicazione: 05 aprile 2019 alle ore 22:30

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L'AQUILA - Sono tornate ad accendersi a L'Aquila migliaia di luci che attraverseranno mute la città in ricordo delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009: un'onda di luce disegnata dalle fiaccole, un corteo silenzioso, a cui hanno partecipato in 15 mila, partito alle 22,30 in rigoroso silenzio da via XX settembre.

Ad aprirlo lo striscione dei familiari delle vittime con la scritta 'Per noi, per loro e per tutti' e con un lenzuolo con i nomi dei morti del sisma, con loro anche le persone colpite da altri disastri, da Amatrice a Rigopiano, dall'Emilia a Viareggio, a San Giuliano di Puglia. 

Un decennale che ha riacceso i riflettori sulla città, presa d'assalto per l'anniversario dai media nazionali e internazionali. 

"Abbiamo il dovere di non dimenticare, ma soprattutto abbiamo il dovere di essere sempre costantemente protesi al rilancio di questo territorio", ha detto ai giornalisti il premier, Giuseppe Conte, che, accompagnato dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dall'assessore regionale Guido Quintino Liris e dal presidente della Provincia Angelo Caruso, ha incontrato uomini e donne della Protezione civile, poco prima di unirsi al lungo serpentone umano.

"Essere qui è sempre un'emozione molto profonda, che unisce tristezza e speranza. Un momento di raccoglimento. Ed è in questo momento che comprendi che la sfida più importante che abbiamo di fronte è completare la ricostruzione e restituire a questa città e questo territorio la normalità che merita", ha dichiarato Marsilio.

"C’è bisogno di un piano straordinario in tutte le aree Zona 1 del Paese sugli edifici pubblici e privati per prevenire tragedie. Noi sappiamo che il nostro Paese è vulnerabile in zone che si conoscono", ha spiegato il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, neo segretario nazionale del Pd, prima di partecipare alla fiaccolata di commemorazione, "sono serate importanti ovviamente per ricordare ma soprattutto per non perdere l'ossessione della coerenza degli altri 364 giorni dopo di oggi, perché L'Aquila come tante altre tragedie ci ricordano quanto questo Paese sia fragile", ha proseguito. 

"L'Aquila è rinata e tornerà presto a volare", ha aggiunto l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, che ha spiegato "avendo vissuto nel capoluogo ho sentito più di altri questa grande ferita e questa grandissima voglia di risorgere, di rinascere".

"Siamo qui e continuiamo a combattere non per il presente e nemmeno per il passato. Quello che ci è stato tolto non ce lo restituirà mai nessuno. Lottiamo perché in futuro mai nessuno dovrà patire quello che noi abbiamo patito. Dall’Aquila a Viareggio, a San Giuliano Di Puglia a Genova, non può essere più possibile", ha sottolineato il medico chirurgo aquilano Vincenzo Vittorini, intrattenendosi in una breve conversazione con il premier Conte, prima della partenza del corteo. 

Il corteo poi si è fermato davanti al piazzale dove prima sorgeva la Casa dello Studente, in cui sono morti otto giovani universitari.

Verso la mezzanotte, la mamma di Vassilis Koufolias, giovane greco che ha perso la vita in via Campo di Fossa, uno dei simboli della tragedia del terremoto, dove morirono 27 persone, come ogni anno si è fermata a chiamarlo in via XX Settembre, dove ci sono la foto del figlio, una bandiera della Grecia e dei fiori in suo onore. 

Un momento struggente e carico dolore, simbolo di tutte quelle famiglie che la notte del 6 aprile, pur non essendo fisicamente nel capoluogo, sono state vittime della tragedia.

Il lungo serpentone è poi arrivato in piazza Duomo, dove sono stati letti i nomi delle vittime del sisma, 309 vite spezzate quella notte di 10 anni fa.

"Di promesse ne abbiamo avute tante. Ci sono attese che vanno ora riempite di fatti. Abbiamo avuto in questa terra, nel corso dei secoli, terremoti devastanti. Ma qui la gente è tenace e non si rassegna", ha detto il cardinale e arcivescovo metropolita dell'Aquila Giuseppe Petrocchi al premier Conte, che ha ascoltato in silenzio, accogliendolo davanti la chiesa delle "Anime Sante" in piazza Duomo, al termine del corteo della memoria. 

Al termine della lettura dei nomi, l'ascolto dei 309 rintocchi in ricordo di coloro che hanno perso la vita nel sisma del 2009. 

nfine la messa nella chiesa del Suffragio celebrata dal cardinale Petrocchi; nella notte, la veglia di preghiera ‘Aspettando le 3,32’, animata dalla Congregazione Salus Populi Aquilana.



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