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EDILIZIA: CONGRESSO AL CEMENTIFICIO ITALSACCI DI CAGNANO AMITERNO, ''CACCIAMO MAFIOSI E ACCOGLIAMO MIGRANTI, C'E' PROBLEMA DEMOGRAFICO''

FILLEA-CGIL L'AQUILA, VERROCCHI CONFERMATO ALLA GUIDA ''RICOSTRUZIONE PUBBLICA AL PALO, COLPA DEI POLITICI''

Pubblicazione: 06 ottobre 2018 alle ore 15:15

foto Alessia Centi Pizzutilli

L'AQUILA - "Tante gru, tanti cantieri, ma la ricostruzione pubblica arranca. Lo abbiamo denunciato per primi ad inizio estate, studiando i dati degli Uffici speciali per la ricostruzione. Certamente non una bella figura per il mondo della politica. Parliamo di scuole, presidi pubblici, case popolari".

Così il segretario della Fillea Cgil della provincia dell'Aquila, Emanuele Verrocchi, parlando della ricostruzione post terremoto dell'Aquila, intervenendo ai lavori del congresso che si è svolto a Cagnano Amiterno (L'Aquila), all'interno del cementificio Italsacci. 

L'assemblea generale della Fillea ha confermato per i prossimi quattro anni Verrocchi alla guida degli edili della provincia dell'Aquila. 

"La ricostruzione fisica ormai partita, ma parlando con le persone, vivendo questi luoghi, lavorando in queste terre, ti accorgi che il sentimento prevalente è quello della rassegnazione - ha spiegato ancora - in assenza di una Legge Quadro sulle emergenze di ogni tipo, terremoti, alluvioni, incendi, disastri ecologici e idrogeologici che permetterebbe con chiarezza di ripartire in maniera uniforme, omogenea, chiara e lineare, accade che prima o poi un cantiere si apre ma la società ha ormai perso la sua precedente identità". 

Nel corso dei lavori, il segretario del più grande sindacato edili della provincia dell'Aquila ha annunciato che "il sindacato vuole ripartire con la qualità nel ricostruire, la nostra attività quotidiana nei cantieri ci racconta lavoro nero, lavoro grigio, precarietà (uomini e donne tra lavoro e non lavoro), irregolarità, fuga dal contratto edile". 

"La nostra arma principale è il nostro contratto nazionale che, dato il contesto in cui si è rinnovato lo scorso luglio, va difeso e fatto rispettare, oltre la reintroduzione del Durc Congruità, l'unico strumento che ci permette di controllare se le aziende rispettano le norme suoi lavoratori", ha continuato Verrocchi il quale ha ricordato che "nel cratere Centro-Italia abbiamo vinto una battaglia, abbiamo il Durc per congruità, che è stato abolito nel cratere dell'Aquila dal gennaio 2017. Abbiamo bisogno di tutti i livelli della nostra organizzazione, di categoria e confederale, perché non vogliamo essere dimenticati, gli operai hanno bisogno di tutele e di protezione. Facciamo appello in primis ai parlamentari abruzzesi di tutti gli schieramenti perché votino l'emendamento al decreto legge 55/2018 che reintroduce il Durc per congruità nel terremoto 2009". 

"VANNO CACCIATI I MAFIOSI, NON I MIGRANTI. C'E' BISOGNO DI LORO ANCHE PER FRONTEGGIARE L'INVERNO DEMOGRAFICO"

"Sono da cacciare i mafiosi, non i migranti. Così come è giusto studiare e analizzare le motivazioni per cui milioni di persone abbandonano i loro paesi di origine", ha poi commentato Verrocchi a proposito del decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo Lega-M5s. 

"L'ultimo decreto immigrazione e sicurezza, un ossimoro, permeato di razzismo, xenofobia e fascismo, contiene un aspetto preoccupante sul fronte della concessione della cittadinanza italiana, pochi lo hanno sottolineato - ha continuato - abbiamo già testimonianze impaurite dei nostri lavoratori ed è necessaria, da parte della nostra organizzazione, una grande manifestazione nazionale contro queste nuove leggi". 

Secondo Verrocchi, "la diversità è ricchezza: noi non possiamo essere lontani da una cultura della solidarietà, non per altro per fronteggiare 'l'inverno demografico' che è alle porte in tutto il continente europeo - ha continuato Verrocchi - noi dobbiamo saper ospitare le differenze. È urgente e l'ha ribadito la nostra segretaria Susanna Camusso aprire i flussi economici per l'ingresso dei migranti e aggiungiamo, contro la clandestinità, un'operazione di regolarizzazione dei migranti già presenti in Italia, un'azione che scomoderebbe le cosche criminali".

"Lo scrittore francese Robert Sabatier scriveva che 'il razzismo è un modo di delegare ad altri il disgusto che abbiamo di noi stessi', suggerirei la frase al nostro Capitan Fracassa Matteo Salvini", ha concluso il sindacalista. 



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