FINANZA SULMONA SCOPRE TRUFFE ALL'INPS
PER UN MILIONE DI EURO, 31 DENUNCIATI

Pubblicazione: 05 dicembre 2017 alle ore 09:26

foto d'archivio

SULMONA - Nonostante fossero di fatto residenti all’estero percepivano l’assegno sociale di circa 450 euro al mese per 13 mensilità, erogato dall’Inps, provvidenza spettante solo ai residenti.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Sulmona (L'Aquila), con l’operazione “Vivo all’estero”, dopo oltre due anni di indagini e l’attento vaglio di circa 3.500 posizioni, ha scoperto, grazie anche alla proficua collaborazione fornita dall’Istituto previdenziale, 31 soggetti percettori di trattamenti assistenziali non spettanti per oltre un milione di euro.

I responsabili sono stati tutti deferitiall’autorità giudiziaria per il reato di truffa.

Grazie alle investigazioni svolte dalle Fiamme Gialle - si legge in una nota - l'Inps ha immediatamente sospeso le erogazioni non dovute, avviando contestualmente il recupero delle somme già elargite, mentre l’autorità giudiziaria inquirente ha sottoposto a sequestro l’intero ammontare della truffa accertata nei confronti dei singoli responsabili, risultati per lo più essere domiciliati in Paesi del Sud America e dell’Europa dell’Est.

Tra i casi più eclatanti, quello di un pensionato, fittiziamente residentein un comune della Valle Peligna, che oltre all’assegno sociale è risultato percipiente di indennità di accompagnamento per un totale di oltre 80.000 euro; è stata poi scoperta una coppia di coniugi che, sebbene regolarmente iscritta all’anagrafe di un Comune peligno, risultava essersi trasferita, dopo aver contratto matrimonio, in uno Stato sudamericano continuando tuttavia a percepire l’assegno sociale per complessivi 100.000,00 euro; e ancora il caso di un’anziana vedova, di genitori italiani, che nonostante risiedesse in Sudamerica percepiva dagli anni ’90 il sussidio dell’Inps incassato dalla nipote residente in Italia; vi è poi il caso di un soggetto deceduto, dimorante in vita in Sudamerica, sul cui conto corrente continuavano, anche dopo la sua morte, ad essere versati gli assegni sociali incassati dai parenti residenti.

L’azione di servizio della Guardia di Finanza ha consentito di neutralizzare un grave fenomeno lesivo degli interessi pubblici sottesi all’erogazione dei cosiddetti assegni sociali che vengono corrisposti dall’Inps solo a determinate condizioni, ossia ai cittadini italiani e comunitari (iscritti all’anagrafe del comune di residenza), agli extracomunitari, rifugiati politici ed apolidi (titolari di permesso di soggiorno) che siano effettivamente ed abitualmente residenti in Italia e che vi abbiano soggiornato legalmente ed in via continuativa per almeno dieci anni, che abbiano compiuto 65 anni e si trovino in condizioni economiche disagiate.



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