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FONDI SVILUPPO CRATERE: BOOM DOMANDE,
PROGETTI PER 40 MILIONI IN TUTTI I COMUNI

Pubblicazione: 17 febbraio 2017 alle ore 07:06

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L'AQUILA - La terra continuerà pure a tremare nel cratere sismico abruzzese, ma la determinazione di restare e investire non è affatto crollata. Sono infatti la bellezza di 322, per un importo complessivo 40 milioni di euro, le domande pervenute all’agenzia governativa Invitalia che mette a disposizione 12 milioni di euro per progetti turistici e di valorizzazione e promozione delle "eccellenze del territorio", nei 56 comuni del cratere sismico del 6 aprile 2009.

Il bando aperto dopo vari intoppi a giugno 2016 si è chiuso l’8 dicembre scorso, e come risulta evidente da questi numeri, solo una parte dei progetti potrà essere finanziato.

Tuttavia nella delibera Cipe in attesa di imminente pubblicazione sono previsti altri 10 milioni di euro, per ampliare la platea dei beneficiari.

Da fonti bene informate solo il 33 per cento ha passato il primo controllo e quindi i 12 milioni concessi più i 10 milioni da inserire potrebbero risultare più che sufficienti per questa prima fase.

I progetti sono stati presentati da aziende esistenti, ma anche nuove imprese, o provenienti da altri territori, nei comuni del cratere sismico. Solo se avanzeranno risorse, saranno destinate anche al comune dell’Aquila e alle sue frazioni. Ma a questo punto è difficile che accada.

Come spiega ad AbruzzoWeb il sindaco di Castel del Monte (L'Aquila) Luciano Mucciante che nel tavolo di coordinamento dei sindaci del cratere si occupa proprio di finanziamenti per lo sviluppo, "in questi giorni e fino a marzo si stanno tenendo colloqui con gli ammessi al bando, per ulteriori delucidazioni e integrazioni. Ad ora sono stati definitivamente approvati quattro progetti, presentati a Penna Sant’Andrea, in provincia di Teramo, a Civitella Casanova, in provincia di Pescara, mentre nell’Aquilano i primi progetti selezionati sono stati presentati a Montereale e nella mia Castel del Monte. Si procederà così fino ad esaurimento del budget. Per il secondo asse quello della promozione, sarà invece stilata una graduatoria a fine mese".

A selezionare le domande sarà dunque Invitalia e saranno privilegiati, come stabilisce il decreto che ha istituito la misura, la concretezza e la sostenibilità economica nel medio e lungo termine, ed anche l’esperienza maturata nel settore dai richiedenti.

In media i progetti hanno un importo di 140 mila euro, e rivela Mucciante, "sono arrivate domande da tutti e 56 comuni, e anche questo è un buon segno, in media 5-6 domande per comune, con una punta di 15 da Montorio, ma questo perché il comune teramano ha un territorio molto vasto".

Il bando di Invitalia, che attinge ai fondi del 4 per cento della ricostruzione destinati alla ripresa economica, è considerato come l’occasione irripetibile per risollevare le sorti delle aree interne terremotate, che subiscono il triste fenomeno dello spopolamento da ben prima del terremoto del 2009. Bisognerà valutare però la praticabilità di questi progetti nelle aree del cratere sismico del 2009 dell’Aquilano e del Teramano, che hanno subìto nel frattempo i pesanti effetti dei terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 e anche del 18 gennaio 2017, che hanno senz’altro mutato lo scenario e le prospettive per chi intende investire nel turismo.

"Su questo aspetto bisognerà aprire un ragionamento - anticipa Mucciante - per consentire ovunque l’utilizzo delle risorse, venire incontro ai problemi emersi in corso d'opera. Per quanto riguarda poi le domande che saranno escluse per esaurimento budget, non va dimenticato che saranno previsti nei prossimi anni altri bandi per lo sviluppo economico, sempre a valere sui fondi del 4 per cento della ricostruzione, e dunque saranno offerte altre occasioni".

Per il primo asse, quello del "turismo", lo ricordiamo, il bando mette a disposizione 9 milioni di euro, destinati alla creazione di nuove imprese o per ampliamento e riqualificazione di imprese esistenti.

L'agevolazione coprirà a fondo perduto il 70 per cento dell'investimento, l'80 per cento se il progetto è di rete, fino ad un massimo di 200 mila euro, soglia che non può essere sforato per le leggi europee del "de minimis".

Il finanziamento potrà essere utilizzato per la ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del 50 per cento ed anche per l’acquisto di attrezzature, macchinari, impianti, per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti entro un massimo del 10 per cento del valore.

Ma anche per spese di gestione dell’impresa, al netto dell’iva, ovvero per acquistare materie prime, pagare utenze e canoni di locazione, per le assunzione di personale.

Il secondo asse del bando mette a disposizione 3 milioni per progetti finalizzati "alla valorizzazione e promozione delle eccellenze locali, produttive, culturali e naturali, per accrescerne la visibilità e riconoscibilità".

In questo caso è previsto un contributo a fondo perduto nella misura dell’80 per cento dell’investimento proposto, con un massimo di 35 mila euro per progetti presentati da una singola impresa, e 70 mila euro per progetti presentati da cooperative consorzio o associazione temporanea di imprese.

Sono ammissibili alle agevolazioni, al netto dell’Iva, le spese relative a materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, acquisto, affitto e noleggio di beni mobili, esclusi i mezzi di trasporto di ogni genere, per pagare il personale dipendente e collaboratori interamente dedicati all’attività agevolata.

La società costituenda che ha chiesto il contributo a fondo perduto non potrà avere un finanziamento dai soci per sopperire al 20-30 per cento mancante ma dovrà apportare la quota capitale del valore del finanziamento soci, in altre parole dovrà avere minimo un capitale pari all’ 20-30 per cento del contributo richiesto e il capitale non potrà essere deliberato solamente, ma anche versato.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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