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FORUM DELL'ACQUA: ''NUOVA CAVA TRA POPOLI E BUSSI, REGIONE DICA NO''

Pubblicazione: 11 gennaio 2017 alle ore 13:09

POPOLI - Proposta una nuova cava da 400mila metri cubi a Popoli (Pescara), su uno degli acquiferi più importanti d'Italia, al centro di sorgenti e pozzi che riforniscono la valpescara e grandi attività che si basano sulla qualità dell'acqua.

Lo denuncia il Forum abruzzese dell'Acqua, che alza la voce: "Ora basta, gli acquiferi e le falde abruzzesi vanno preservate! Non si impara dagli errori del passato?".

La nuova cava dovrebbe sorgere nell'area di Monte Castiglione, tra Popoli e Bussi, al centro di una delle aree più importanti d'Italia dal punto di vista idrogeologico.

"La società Umt Service srl - fa sapere il Forum in una nota - ha depositato al Comitato valutazione d'impatto ambientale della Regione Abruzzo i documenti per la verifica di assoggettabilità a Via per una cava di importanti dimensioni, 398.000 mc, da estrarre in dieci anni di attività".

"L'area, come si rileva facilmente consultando la carta idrogeologica del Piano di Tutela delle Acque della Regione Abruzzo (guarda caso neanche mostrata negli elaborati depositati dall'azienda), è esattamente sopra uno degli acquiferi più importanti d'Italia. Infatti tutta la zona è punteggiata da sorgenti, tra le quali quelle fondamentali di San Callisto. Appena a monte, verso nord, vi sono i pozzi San Rocco che danno l'acqua a Pescara dopo lo scandalo di Bussi, avendo sostituito dal 2007, i Pozzi Sant'Angelo risultati contaminati. Questo fa comprendere quanto sia importante preservare gli acquiferi per la vita stessa delle persone".

"Ad ovest e a sud ci sono importanti strutture produttive, le Terme di Popoli e la Gran Guizza".

Il Forum H2O ritiene che sia "ora di dire basta a progetti che interessano una risorsa insostituibile e vulnerabile come l'acqua. Non è tollerabile che ancora oggi non si comprenda, dopo quello che è accaduto con Bussi, che non si può rischiare di depauperare una risorsa strategica come l'acqua. L'attività di cava determina uno sfruttamento intensivo del territorio e questo avverrebbe in un contesto calcareo molto permeabile. Tutto quello che accade in superficie può avere un impatto enorme sulla qualità dell'acqua nel sottosuolo".

"Invitiamo tutti, anche le comunità che vivono a valle, ad opporsi a questo progetto inviando entro il 25 febbraio 2017, data di scadenza dei termini, osservazioni contrarie alla regione Abruzzo affinchè sia scongiurato il pericolo per il futuro delle sorgenti abruzzesi. La Regione Abruzzo, come prevede la legge fin dal 2006, deve assolutamente imporre vincoli stringenti nelle aree di ricarica delle falde. Non è possibile continuare così, a cercare continuamente di rincorrere singoli progetti potenzialmente impattanti in assenza di una strategia di tutela complessiva". 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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