FUMETTI: DA 'QUANDO C'ERA LVI' AL 'PICCOLO FUHRER'
IL PESCARESE ANTONUCCI IRONIZZA SUL DUCE E HITLER

Pubblicazione: 16 luglio 2017 alle ore 09:30

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L'AQUILA - Se Benito Mussolini tornasse in vita che Italia si troverebbe davanti?

Se lo sono chiesto alcuni fumettisti italiani, tra i quali un pescarese, Stefano Antonucci, insieme a Mario Perrotta e Daniele Fabbri, autori di uno dei graphic novel più pungente di sempre: Quando c'era Lvi, edito dalla casa editrice Shockdom.

In un mondo in cui like, selfie, filtri fotografici, Instagram e video Youtube la fanno da padroni, gli autori immaginano un utopico ritorno del Duce e ne narrano esilaranti vicende.

QUANDO C'ERA LVI

Siamo nel 2016, in Italia e i comizi si fanno su Facebook e Youtube. E se nella manifestazione fascista del 1935 gli italiani furono costretti a pagare l'oro alla patria, in tempi moderni la stessa sanzione si paga in like.

Una satira che abbraccia il Ventennio, ma anche il mondo odierno che vede una crisi valoriale e sociale che colpisce tutte le età.

Le vicende narrate in Quando c'era Lvi si snodano in 4 albi da 36 pagine l'uno, nei quali Mussolini viene resuscitato dai militanti di estrema destra di CasaPound, ma l'esperimento non riesce alla perfezione e il Duce torna in vita con la pelle nera.

Una storia che non è piaciuta ai militanti di estrema destra che in varie occasioni hanno mostrato il loro disappunto.

Nonostante ciò, il fumetto è stato un vero e proprio successo, tanto da spingere autori e casa editrice a pensare ad una raccolta di tutti e 4 gli albi, uscita il 6 aprile 2017, la cui tiratura si è esaurita in soli 2 mesi.

E si proseguirà con il tour estivo: il 29 luglio al Festival alta felicità a Venaus (Torino), il 2 agosto al Revolution camp di Montalto Marina (Viterbo), il 12 agosto in occasione di Festambiente nel Parco della Maremma (Grosseto), infine il 19 agosto al Disorder di Eboli (Salerno).

Un successo ormai conclamato, dovuto a due punti di forza del fumetto: l'efficacia delle immagini in perfetta armonia con un linguaggio pungente e chiaro che è riuscito a rievocare slogan e gergo tipici del regime fascista, portando all'attenzione del lettore tutte le contraddizioni intrinseche in essi, attraverso l'uso della satira.

Una scelta, quella di sviluppare un fumetto sull'apologia fascista che è stata più che mai una scommessa.

"Quando abbiamo deciso di scrivere Quando c'era lvi, in molti hanno storto il muso - racconta ad AbruzzoWeb Stefano Antonucci - chiedendoci se oggi parlare del Ventennio sarebbe stato sensato; ebbene, gli ultimi due anni ci hanno dato ragione, con il ritorno della destra ovunque e la posizione quanto più populista del centrosinistra".

"Praticamente stanno facendo a gara a chi si pone più a destra - ironizza - sintomatico di ciò il fatto che il più grande partito italiano ha la stessa linea di Salvini sull'immigrazione".

IL PICCOLO FUHRER

Tra le novità in arrivo in casa Shockdom, firmate da Stefano Antonucci, l'uscita il 5 ottobre dell'opera Il Piccolo Fuhrer.

Nel 1933, otto anni dopo la pubblicazione del Mein Kampf, Hitler scrisse e illustrò un libro per ragazzi, sotto consiglio di Joseph Goebbels, con lo scopo di propagandare il nazionalsocialismo ai giovani tedeschi.

Ne risultò un agile volume dal titolo Gioventù Hitleriana contro menzogna, stupidità e codardia, che Goebbels suggerì di ribattezzare, per efficacia propagandistica, Der Kleine Führer, appunto Il Piccolo Führer.

Antonucci, Fabbri e Perrotta stanno curando l'edizione italiana, per dimostrare come il linguaggio possa far passare ogni tipo di idea, anche le peggiori.

Per esempio, nel testo la popolazione ebraica viene rappresentata con dei topi "brutti e cattivi", proprio per comunicare in modo semplice, ma diretto, l'odio razziale dei nazisti ai più piccoli, indottrinandoli sin da bambini.

"Per noi non è un lavoro - ha sottolineato l'autore - è un gioco sulla forza del linguaggio, uno strumento potentissimo, attraverso il quale si può far passare qualunque messaggio, anche il più terribile, ieri come oggi l'arte dell'oratoria è un arma micidiale ".

"Siamo molto soddisfatti - spiega - trovare la propria opera accanto a testi storici in libreria certamente è motivo di orgoglio per noi".

LEGGE FIANO E LA VICENDA DELLO STABILIMENTO FASCISTA A CHIOGGIA

Il fumettista pescarese ha poi posto l'accento su una questione molto attuale, quella dell’introduzione dell’articolo 293 bis del codice penale, la cosiddetta legge Fiano, in discussione proprio in questi giorni alla Camera dei deputati, a seguito degli episodi della spiaggia fascista di Chioggia.

"Le leggi ci sono già, basterebbe farle applicare: la Fiano, così come è stata scritta, è ambigua, praticamente sembra vietare tutte le immagini che richiamino al nazismo o al fascismo. Paradossalmente svastiche e slogan dovrebbero essere eliminate persino dai testi scolastici. Non è contemplata minimanete la parodia, a rischio ci sarebbe, così come si presenta, anche il nostro fumetto - scherza Antonucci - La legge Scelba è un capolavoro secondo me, basterebbe applicarla".



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