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''MANCA INDICAZIONE TERRENI PER STABILIMENTO''; COMMISSIONE GARA VALUTERA'; PROTESTE ASSESSORE BUFFONE E CONSIGLIERI CANISTRO; GERARDINI SOSTITUISCE FLACCO A PRESIDENZA

GARA SORGENTI CANISTRO: SANTA CROCE CONTESTA REQUISITI SAN BENEDETTO

Pubblicazione: 08 luglio 2019 alle ore 09:06

La sede della Giunta regionale all'Aquila

PESCARA - Secondo atto, e subito un colpo di scena, nel bando di gara della Regione Abruzzo, per l'assegnazione delle sorgenti Sant'Antonio Sponga di Canistro (L'Aquila), di cui il 3 luglio, si è svolta la seduta pubblica per l'apertura delle buste "A",  con la verifica della documentazione amministrativa. Seduta che ha fatto seguito a quella del 13 giugno, dove c'è stata l'ammissione dei concorrenti.

L'architetto Francesco Dituri e l'avvocato Claudio Di Tonno, del foro di Pescara, presenti a nome di una delle due società in gara, la Santa Croce, hanno subito contestato la congruità della dichiarazione sulla conformità urbanistica, relativa al sito su cui realizzare lo stabilimento di imbottigliamento, consegnata dalla seconda concorrente, Acque minerali San Benedetto Spa. che già opera nelle sorgenti di Popoli (Pescara), anch'esse oggetto di bando di gara, anche qui con la Santa Croce in corsa, e con controversie che finora ne hanno impedito l'assegnazione definitiva. 

Si sono poi verificate le proteste dei rappresentanti del comune di Canistro, che pure erano presenti solo come uditori. 

Il Comune di Canistro da tempo è contro la Santa Croce e in questa circostanza l’intervento viene considerato dalla società dell'imprenditore Camillo Colella come una "volontà di influenzare e fare pressioni".

La commissione si è riservata di esaminare la contestazione della Santa Croce, e nonostante il trambusto, si é comunque proceduto all'apertura delle buste. 

A presiedere la commissione, come presidente, Franco Gerardini,  dirigente regionale del servizio Rifiuti, che ha sostituito  Iris Flacco, dirigente del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive, estromessa a  causa dell'incompatibilità stabilita da un provvedimento dell'avvocatura regionale, adottato in seguito ad una controversia legale con la Santa Croce, parte in causa della gara. Flacco aveva presieduto la prima seduta, per l'accettazione delle domande, ma proprio perché non era dato a sapere ancora chi fossero i concorrenti.

Oltre al caso dell'"incompatibilità" di Flacco, ad apertura della seduta, è stata esaminata l'ipotesi di una possibile incompatibilità anche di Giovanni Cantone, responsabile del servizio energia e attività estrattive, membro della commissione nella funzione di rup, in quanto anche lui ha un contenzioso in essere con la Santa Croce. Ma la commissione ha valutato che non sussiste, in questo caso, tale evenienza. Il presidente Gerardini ha fatto mettere a verbale che "in ottemperanza al parere dell'Avvocatura regionale del 27 marzo 2018, che riguarda la dirigente Iris Flacco, la valutazione d'incompatibilità non riguarda la funzione, ma l'incompatibilità valutata caso per caso e per singoli affari".

E nel caso in specie, "si ribadisce che il seggio di gara odierno ha esclusivamente la finalità di procedere all'apertura delle Buste "A" pervenute, nonché alla verifica della conformità dei documenti contenuti".  

Il nocciolo della contestazione della società età dell'imprenditore Colella, è che al momento dell'accettazione della domanda, il 12 giugno, il Comune di Canistro non aveva ancora adottato la variante urbanistica dei terreni dove la San Benedetto dovrebbe realizzare l'infrastruttura.

La commissione di gara ha così deciso di "rinviare la seduta pubblica del seggio di gara al fine di dichiarare l'ammissione delle ditte, ovvero attivare l'eventuale procedura di soccorso istruttorio". 

Una decisione che ha provocato la reazione polemica dell'assessore del comune di Canistro, Ugo Buffone,  del presidente del Consiglio Ermero Antonini e il consigliere Cristiano lodice. Presenti alla seduta come semplici uditori.

Come pure i signori Pierluigi Vivarini e Massimo Costantini.

Ed è per questo che i rappresentanti della Santa Croce hanno additato come "inopportuno" il loro intervento, visto che "avrebbero dovuto seguire le operazioni in silenzio, come semplici spettatori". 
 
Il nuovo  bando, pubblicato a inizio febbraio scorso, uno degli ultimi atti del centrosinistra in Regione,  prevede ora una concessione della durata di trent'anni, di una sorgente la Sant'Antonio Sponga, la cui acqua va finire nel fiume Liri da tre anni, dopo la revoca a fine 2015  della concessione alla Santa Croce, che da quel momento ha ingaggiato un durissimo contenzioso con la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro. Un successivo bando, aggiudicato nel marzo 2017 alla Acque minerali per l'Italia, ex Norda, si è concluso con un buco nell'acqua, visto che la società ha deciso di andarsene, minacciando richieste di risarcimento milionari, perché impossibilitata a realizzare lo stabilimento industriale, non avendo a disposizione il terreno edificabile. E tenuto conto che la Santa Croce, non ha inteso affittare o vendere quello di sua proprietà.

Il nodo del terreno dove realizzare il sito industriale è alla base anche delle osservazioni della Santa Croce nella seduta del 3 luglio .

L'architetto Dituri ha fatto mettere a verbale che "la dichiarazione resa dalla San Benedetto non identifica con precisione i dati catastali delle aree sulle quali intende realizzare l'impianto di imbottigliamento".  

Inoltre ha osservato che "le dichiarazioni da  rendersi dal concorrente, a pena di decadenza ed inammissibilità, sono state rese dalla San Benedetto in numero di 17 dichiarazioni (salvo errori) mentre le  dichiarazioni da rendersi secondo il bando di gara vertono su 46 distinte questioni".

L'avvocato Di Tonno, insistendo sull'aspetto urbanistico, ha osservato che la domanda della San Benedetto, "contiene l'attestazione da parte della concorrente relativa alla fattibilità urbanistica delle  opere (strutture e infrastrutture) che si intende riportare come riportato anche cartograficamente nell'offerta progettuale e gestionale contenuta nella busta ''B''. Si precisa in proposito che la domanda di partecipazione della società San Benedetto è pervenuta in data 12 giugno 2019 alle ore 09.15. Pertanto la fattibilità dal punto di vista urbanistico non può tener conto di eventi successivi eventualmente verificatesi o da verificarsi".

Tradotto: al 12 giugno, il Comune di Canistro non aveva adottato alcuna  variante urbanistica dei terreni, arrivata solo in data 17 giugno,  dunque al momento della presentazione della domanda  non potrebbe essere presente, ha sostenuto la Santa Croce, il requisito dell'indicazione dell'area conforme a realizzare lo stabilimento.

Spetterà così alla commissione di gara attivare nei prossimi giorni un'istruttoria per valutare l'ammissibilità o meno delle contestazioni della Santa Croce.  

A sancire il cambio della guardia nella presidenza della commissione, è stata intanto una determinazione del 18 giugno, a firma del direttore del dipartimento Governo del Territorio e politiche ambientali, Pierpaolo Pescara.

Logica conseguenza della determina del 21 marzo 2018, in cui si è stabilito che Gerardini avrebbe da quel momento in poi sostituito Flacco in tutti i procedimenti pendenti riguardanti la società Santa Croce, per evitare il conflitto di interessi. 

Flacco aveva presieduto come presidente di seggio la seduta del 13 giugno con la quale sono stati ammessi alla gara per l'affidamento della sorgente, la Santa Croce e Acque San Benedetto. E in quella sede, Flacco, preso atto dei nominativi degli operatori concorrenti, ha dichiarato di astenersi dalla prosecuzione della procedura di gara.

Flacco alla luce di questo conflitto d'interessi ha lavorato in quella sede, in diretta telefonica con l'avvocatura regionale.

La commissione di gara è ora  composta da Gerardini, presidente, dal dirigente del servizio energia e attività estrattive Giovanni Cantone, in qualità di rup, dai testimoni Dante Mechiorre, Silvia De Melis e Giuseppe Ciuca, quest'ultima nel ruolo di segretario verbalizzante.

Come detto la concessione in palio avrà la durata di trent'anni, prevede ora una concessione della durata di trent'anni.  l’importo minimo presunto d’incasso per la Regione è stato stimato in 1.340.000 di euro.

Tra gli elementi che spiccano è che il concessionario dovrà pagare l'acqua 4 euro ogni mille litri imbottigliati, ma il prezzo si ridurrà ad appena 0,30 centesimi se riassumerà, entro 5 anni, 15 impiegati e 38 operai, per un totale di 53 addetti, buona parte dei 75 che erano in servizio presso l'ex concessionario Santa Croce, e licenziati dopo la revoca della concessione alla società di Colella.

Impegno che varrà anche ben 15 punti su 100 in sede di valutazione di gara. Se l'accordo non sarà rispettato ci sarà la decadenza della concessione.  
Al bando è stato anche allegato l'elenco delle mansioni specifiche di ciascuno dei 53 dipendenti.  

Inoltre, si legge nel bando, "allo scopo di agevolare la ricerca delle aree per la realizzazione dell’impianto d’imbottigliamento, il Comune di Canistro ha, altresì comunicato, con nota del 4 febbraio 2019 di aver individuato l'area idonea e funzionale nel proprio territorio comunale".



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