GARANZIA GIOVANI: CORTE CONTI EUROPEA
LA STRONCA, MA PER SCLOCCO ''RISULTATI OK''

Pubblicazione: 18 aprile 2017 alle ore 08:00

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PESCARA - Per la Corte dei Conti europea Garanzia giovani, il programma della Ue che si propone di offrire un impiego ai ragazzi inattivi, in Italia si è rivelato un mezzo fallimento, visto che con le ingenti risorse investite solo il 31 per cento dei coinvolti ha trovato lavoro, a fronte del 64 per cento in Irlanda e del 90 per cento in Francia.

Per non parlare poi dei ritardi nell’erogazione dei rimborsi per chi ha partecipato ai tirocini, strumento per la Corte troppo abusato in Italia.

L’Abruzzo è in linea con la percentuale italiana di giovani assunti dopo i tirocini, e ha mostrato le stesse pecche stigmatizzate dai giudici contabili europei. L’assessore Marinella Sclocco, interpellata da AbruzzoWeb, giudica però nonostante tutto positivo il risultato ottenuto, contestando anzi il giudizio della Corte, che non tiene conto della crisi economica che investe il Belpaese, e la difficoltà ad assumere da parte delle aziende.

In base al focus pubblicato dal Ministero del Lavoro in Abruzzo dall’inizio del 2015, nella misura del "tirocinio formativo extracurriculare" sono stati inseriti 4.307 giovani under 30. Ricevendo 600 euro al mese per sei mesi. Dopo i primi tirocini conclusi, il 32 per cento dei ragazzi coinvolti ha trovato lavoro.

Gli abruzzesi che hanno aderito anche alle altre misure del programma, come i corsi di formazione e servizio civile, sono stati 21.081. Il tutto per una spesa di 31 milioni di euro.

Dati si potrebbe dire perlomeno incoraggianti. Ma non la pensa così, con uno sguardo più ampio e approfondito, la Corte dei Conti europea, che ritiene modesto il risultato ottenuto rispetto a quanti investito, che è nell’ordine dei miliardi di euro in tutta Europa.

In base allo studio che si è focalizzato su Irlanda, Spagna, Francia, Croazia e Portogallo e Italia, Garanzia giovani specie in Italia “ha identificato male la platea dei giovani inattivi”. “ha costretto gli under 30 che non studiano e non lavorano a registrarsi più volte su database diversi”, "ha puntato troppo sui tirocini formativi che poi, peraltro, ha pagato in ritardo”, “non è riuscito a offrire una proposta di lavoro di buona qualità in tempi ragionevoli agli iscritti al programma”.

E quello che più conta, “al termine del primo semestre 2016, oltre quattro milioni di giovani europei sotto i 25 anni erano ancora disoccupati”.

Perché appunto solo il 31 per cento dei ragazzi coinvolti in Italia ha trovato un posto, a fronte del 64 per cento in Irlanda e del 90 per cento in Francia.

Non deve confondere le idee la diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile nei sette Stati membri esaminati.
Tra il marzo del 2013 e lo stesso mese del 2016, i giovani italiani senza lavoro né studi in corso sono infatti diminuiti di 32 mila unità, da 2 milioni e 289 mila a 2 milioni e 258 mila.

A fronte, però, di una riduzione della popolazione giovanile di 120 mila persone, da 9 milioni e 286 mila a 9 milioni e 165 mila. Insomma, le politiche di sostegno all’occupazione giovanile non c’entra, ci sono semplicemente meno giovani under 30, a causa dell'invecchiamento progressivo della popolazione.

Per la Corte dei Conti si tratta, in conclusione, della constatazione di un fallimento che arriva alla vigilia del varo della fase due di Garanzia giovani, che dovrebbe partire l’estate prossima.

Scocco però non condivide questa lettura, e invita realisticamente a guardare al bicchiere mezzo pieno.

"In Italia e in Abruzzo trovare lavoro in un momento di crisi economica - commenta l'assessore - è oggettivamente difficile, le aziende navigano a vista, hanno grossi problemi a mantenere anche l’occupazione attuale. E dunque ritengo un dato positivo che grazie a Garanzia giovani un giovane abruzzese su tre ha trovato un lavoro. E lo strumento che più ha funzionato è proprio il tirocinio in azienda, su cui continueremo a puntare, prevedendo però questa volta che la metà del rimborso per il tirocinante, che è di 600 euro, ce li metterà l’azienda. Per il resto ripeto, non possiamo costringere un privato ad assumere”.

Anche in Abruzzo, come raccontato da AbruzzoWeb ad inizio del programma si sono registrati notevoli ritardi nel pagamento dei rimborsi, anche di 5 mesi, evenienza che ha creato mota rabbia e delusione.

Poi però, ricorda la Sclocco, il problema è stato risolto.

"Uno delle difficoltà del programma di Garanzia giovani – spiega Sclocco - è che esso per la prima volta ha messo insieme soggetti diversi, dalla Regione, ai centri per l’impiego delle Province,agli organismi formazione privati, e all’inizio il coordinamento non è stato per nulla facile. In Regione poi dovevamo controllare uno per uno il corretto svolgimento di migliaia di tirocini, mese per mese, prima di poter erogare le somme. Molto è cambiato da quando abbiamo potenziato il personale e la macchina ha superato la fase del rodaggio. Ora si attende massimo due settimane".

 

 

 

 



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