GARANZIA GIOVANI: LA REGIONE RASSICURA
''PAGAMENTI IN REGOLA; SEGNALATE ABUSI''

Pubblicazione: 09 luglio 2015 alle ore 08:30

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L'AQUILA - “I pagamenti dei tirocini in azienda di Garanzia giovani vengono effettuati nei tempi previsti, tenuto conto dei necessari controlli. Ben vengano comunque segnalazioni di disfunzioni da parte di agenzie interinali e abusi delle aziende ospitanti”.

Il Dipartimento Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro della Regione Abruzzo e in prima persona l’assessore regionale Marinella Sclocco, rispondono alle molte lamentele, riferite da AbruzzoWeb, di ragazzi tra i 15 e 29 anni, che non studiano e non lavorano, e che in 1.700 stanno frequentando in Abruzzo tirocini extracurriculari in azienda, uno degli assi del progetto finanziato in Abruzzo complessivamente con 32 milioni di euro.

Su Facebook lamentano ritardi nei pagamenti, anche di 4 mesi, dei 600 euro netti mensili previsti per 20 ore di lavoro settimanale, di svolgere mansioni molto poco “professionalizzanti”, di non essere stati ancora chiamati dopo mesi dalla loro iscrizione, di non essere seguiti adeguatamente dalle agenzie interinali e Centri per l'impiego, visto che l’azienda disposta ad accoglierli se la devono trovare da soli.

“Sono state pagate le indennità di tutti i ragazzi partiti con Garanzia giovani ad aprile e tutte le indennità dei ragazzi partiti a maggio che avevano la documentazione a posto", scrive il dipartimento direttamente sulla sua pagina Facebook, sottolineando che i pagamenti hanno una tempistica accettabile e i casi limite, ovvero i ritardi anche di 4 mesi, “sono dovuti a errori nella documentazione presentata”. Rappresentano insomma un’eccezione.

“Va tenuto presente – si aggiunge - che il primo mese di pagamento dell’indennità di tirocinio, richiede maggiori (e doverosi) controlli. Dal secondo mese, le operazioni saranno più fluide”.

L’Inps, che eroga dopo i controlli il pagamento, sta operando, assicura il Dipartimento, “nel pieno rispetto dell’avviso pubblico e, al pari della Regione, sta lavorando con grande disponibilità sull’attuazione di un Programma complesso e sperimentale quale Garanzia giovani”.

“Ad oggi - si rende noto infine - sono stati pagati 587 ragazzi, per il primo mese di tirocinio. Entro domani sarà inviata all’Inps la documentazione per il pagamento di altri 91 ragazzi".

L’assessore Sclocco offre poi chiarimenti sui nuovi tirocini che non partono e che lasciano sulle spine tanti giovani che hanno fatto da tempo domanda e non vedono l’ora di essere chiamati.

Il problema, se così si può definire, è che l’Abruzzo è stato molto bravo a esaurire già tutte le risorse a disposizione.
 
“Voglio rassicurare tutti i giovani - afferma la Sclocco ad Abruzzoweb – che non c’è nessun blocco dei finanziamenti. La verità è che abbiamo fatto partire già oltre 1.700 tirocini, utilizzando tutto il budget a disposizione per la misura”.

“Abbiamo però già ricevuto informalmente - informa l’assessore - garanzie del ministero del Lavoro, che gestisce a livello nazionale Garanzia giovani, sull’erogazione in tempi molto stretti dei fondi che consentiranno di arrivare a quota 4 mila giovani avviati in tirocinio, obiettivo ambizioso che ci siamo prefissati. Attendiamo fiduciosi la comunicazione formale del ministero”.

E la Sclocco entra nel merito di un'altra frequente segnalazione da parte dei tirocinanti, sulla “scarsa efficienza” delle agenzie di lavoro interinale e dei Centri per l’impiego, visto che l’incrocio della domanda dell’offerta se la fanno direttamente i ragazzi che con grande fatica, e anche significativi costi economici, si trovano da soli l’azienda disposta ad accoglierli. Le agenzie però poi incamerano un compenso, attivato il tirocinio.

“I ragazzi fanno benissimo a segnalarci tutte le disfunzioni - conviene la Sclocco - e le omissioni da parte di Centri per l’impiego e agenzie interinali. È prima di tutto nostro interesse rendere più efficiente il sistema”.

Sandro Giovarruscio, segretario Cgil L'Aquila, ritiene anche lui necessario che i giovani segnalino abusi e auspica comunque una maggiore celerità dei pagamenti. Allargando lo sguardo, avanza perplessità sull’efficacia complessiva del progetto, che a suo dire creerà ala fine molti pochi posti di lavoro, rapportati all’investimento effettuato, ovvero 1,5 miliardi di fondi europei in Italia.

Il tutto, tenuto conto che si ha a che fare con “giovani alla prima esperienza e senza disponibilità economica, che vanno in tutti modi motivati e incentivati, che devono spesso pagarsi da soli viaggi e pasti in aziende lontane da casa loro”.

Il sindacalista invita i ragazzi a segnalare anche abusi da parte delle aziende, considerato che Regione e sindacati, non sono nelle condizioni di monitorare centinaia di esperienze di apprendistato.

“L’orario di lavoro – ricorda Giovarruscio - è fissato da regole precise, e non possono essere ad esempio chiesti straordinari, tranne ragionevoli eccezioni. Inoltre la mansione che si va a svolgere in azienda deve essere ‘professionalizante’ e seguita da un tutor”

Per fare un esempio se il ragazzo lavora in un ristorante deve fare formazione, imparare i rudimenti del mestiere del cameriere, dell’aiuto cuoco, del barista. Non può essere messo esclusivamente a lavare le pentole, o a passare lo straccio per terra, perché questo rappresenta un abuso, è solo sfruttamento di manodopera a basso costo, che poco c'entra con le finalità di Garanzia giovani”

E Giovarruscio non nasconde infine le sue perplessità su Garanzia giovani nel suo complesso.

“È stato pensato come un strumento per l’occupabilità – spiega il sindacalista - per insegnare qualcosa a chi non ha mai lavorato, in vista di un occupazione futura. Il rischio però che diventi per le aziende un’occasione per usufruire di manovalanza a basso costo per sei mesi è molto alta”.

Meglio sarebbe stato conclude il sindacalista, “utilizzare il miliardo e mezzo in Italia e i 32 milioni in Abruzzo per incentivare direttamente le assunzioni, per creare posti di lavoro veri, e più duraturi, e non brevi esperienze di pochi mesi, visto che le aziende non hanno nessun obbligo di assumere questi giovani al termine dell’apprendistato”.

 



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