GARANZIA GIOVANI: TIROCINI NON PAGATI
E SNOBBATI, LA PROTESTA CORRE SUL WEB

Pubblicazione: 06 luglio 2015 alle ore 08:06

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L’AQUILA - Garanzia giovani o fregatura giovani? Il dubbio comincia a serpeggiare e diventa virale sui social network, tra molti ragazzi e ragazze abruzzesi tra i 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, in particolare tra i 1.700 di loro che stanno frequentando in Abruzzo tirocini extracurriculari in azienda.

Li ha finanziati la Comunità europea con 12,2 milioni di euro, del budget complessivo di 32 milioni, anche per auto-impiego, servizio civile e la mobilità transnazionale, e sono stati gestiti dalla Regione Abruzzo.

In molti lamentano di non aver ricevuto, anche da 4 mesi, i 600 euro netti mensili previsti, per 20 ore di lavoro settimanale. Non solo, si lagnano anche di svolgere mansioni molto poco “professionalizzanti”, come lavare bagni e scrostare pentole e null’altro.

Tra le altre doglianze, dover attendere anche da 7 mesi di essere chiamati, quando il tempo massimo previsto per l’attivazione è stato fissato in 4 mesi, e doversi cercare da soli, alla bisogna con la cara vecchia raccomandazione, un’azienda disposta ad accoglierli, quando all’incontro tra domanda e offerta dovrebbero provvedere i soggetti proponenti, come i Centri per l’impiego e le agenzie internali.

A scorrere i centinaia di post pubblicati sulla frequentatissima pagina Facebook ‘‘Garanzia giovani Abruzzo’’, creata da una giovane aspirante tirocinante, emergono in modo eloquente la rabbia e la delusione.

In altre regioni, per i medesimi problemi riscontrati in Abruzzo, il malcontento è uscito dal mondo virtuale ed è sceso in piazza, come avvenuto nel Lazio la scorsa settimana, quando i tirocinanti, non pagati anche da 6 mesi, hanno protestato fuori dal palazzo della Regione.

“Non ho ricevuto ancora nessun pagamento - scrive Piero su Garanzia giovani Abruzzo - e ho iniziato il 16 aprile. Ho inviato, dopo un disguido, la corretta documentazione in data 29 maggio. Sono ormai entrato nel terzo mese di tirocinio. E non ancora vedo nessun pagamento. Come mai? A chi mi devo rivolgere?”.

L’indennità, prevede il progetto, “ove la documentazione relativa al tirocinio sia completa e corretta”, viene corrisposta dall’Inps entro il mese successivo a quello in cui viene richiesta ma, assicurano tanti tirocinanti, queste tempistiche non vengono rispettate.

E non è un ritardo indolore per chi, senza disponibilità economiche, e a carico della famiglia, deve affrontare spese di viaggio, di vitto e anche in alcuni casi di alloggio, se il tirocinio si svolge in un’azienda troppo lontana da casa loro.

Si lamenta poi la difficoltà di trovare un interlocutore che in azienda prenda sul serio questi giovani speranzosi, magari degnandoli di un colloquio, che anch’esso dovrebbe essere parte integrante dell’esperienza formativa.

Ci sono poi, tra i 20 mila iscritti a Garanzia giovani in Abruzzo, quelli che attendono con trepidazione la chiamata che non arriva, e accusano di scarsa efficienza i “soggetti promotori”, ovvero Agenzie interinali e Centri per l’impiego, pagati per prendersi in carico il giovane, seguirlo passo passo, e soprattutto per “individuare insieme al tirocinante, le strutture aziendali presso cui svolgere il tirocinio”.

Ma questo compito, in molti casi, viene svolto con il fai da te dagli stessi aspiranti “tirocinanti”.

“L’unica cosa che ho da dire e che sono delusa - incalza per esempio Rita - ho mandato non so quanti curriculum e nessuno si è degnato di chiamarmi per un colloquio! E sono arrabbiata che dietro tutto ciò continui a esserci la raccomandazione. Come anche il fatto che io devo trovare l’azienda mentre gli altri non fanno nulla, sia le agenzie interinali che i centri dell’impiego”.

E a Rita risponde l’amministratrice della pagina Facebook, che chiede di restare anonima.

“Se hai già l’azienda lavori altrimenti ciao, siamo noi che dobbiamo fare da soli, trovarci l’azienda, girando l’Abruzzo a nostre spese. E se la troviamo, portiamo la documentazione al soggetto proponente, che deve solo mettere una firma”, illustra rassegnata.

Abruzzo lavoro, ente regionale che si sta occupando di Garanzia giovani, assicura comunque che, con l’attivazione di 1.700 tirocini, è stato utilizzato tutto il budget a disposizione per la misura, e che a breve arriverà l’autorizzazione del ministero del Lavoro, autorità di gestione nazionale di Garanzia giovani, a utilizzare altre risorse finanziarie, che consentiranno di arrivare a quota 4 mila contatti.

Altra segnalazione molto frequente e oggetto di denuncia è il primo approccio con l’azienda ospitante, che non si degna nemmeno di fare un colloquio all’aspirante tirocinante, approccio che pure sarebbe parte integrante dell’esperienza formativa.

“Oggi ho fatto due ‘colloqui’ - racconta Giorgio - ne ho fatti pochi in vita mia ma mai come questo. Entro nell’ufficio. E dico buongiorno, devo sostenere il colloquio per il tirocinio. Ma la titolare mi risponde no, lasciami solo il curriculum. Senza neanche farmi una domanda. Ma come fanno a selezionare il personale?”.

Si riscontrano, in ultimo, difficoltà non previste per accedere al tirocinio per i requisiti richiesti dalle imprese, ritenuti eccessivi.

“Ci sono aziende - spiega ancora l’amministratrice - che ci rifiutano perché per esempio chiedono almeno due anni di esperienza per quel tipo di mansione, ma in molti casi è una richiesta ingiustificata. Garanzia giovani è stata pensata proprio per chi è alle primissime armi, che non ha mai lavorato, come faccio ad avere esperienza?”.



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