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GASDOTTO SNAM: DOPO OK TAR A CENTRALE SULMONA, AMBIENTALISTI PRONTI AD APPELLO E A MOBILITAZIONE

Pubblicazione: 12 giugno 2019 alle ore 12:45

SULMONA - "Riteniamo che alcune motivazioni del Tar siano quantomeno contraddittorie, visto che da un lato si sostiene che la Valutazione Ambientale Strategica poteva essere evitata considerando l’opera di scarsa valenza mentre dall’altro si afferma che è un’opera di rilevanza addirittura comunitaria".

Il Coordinamento No Hub del Gas Abruzzo, va al contrattacco, dopo la sentenza del Tar del Lazio  che respinto un ricorso proposto dalla Regione Abruzzo, contro la costruzione della Centrale di compressione gas di Sulmona, proposta dalla società Snam Rete Gas.

La centrale di compressione dovrà essere realizzata a Case Pente, vicino Sulmona, nel cuore della valle Peligna, per "spingere" il gas nel gasdotto che dovrà essere collocato ad una profondità di 3 metri, e avrà un diametro di 1,5 metri, e che dovrebbe attraversare per 170 chilometri la provincia aquilana da Sulmona a Montereale. Opera duramente contestata dal fronte ambientalista, che è pronto a fare ricorso al Consiglio di Stato

“Evidenziamo quanto sia anacronistico dover decidere di un’opera che ha avuto l’ok per la Valutazione d’Impatto Ambientale nel lontano 2011 su documenti depositati nel 2006 – scrivono dal Coordinamento -. All’orizzonte, per dire, non c’era neanche l’Accordo di Parigi sul clima e non erano state ancora pubblicate migliaia di ricerche scientifiche che hanno acclarato la necessità impellente di abbandonare il prima possibile le fonti fossili per i gravissimi impatti sulla vivibilità del Pianeta".

E sottolineano ancora gli ambientalisti: “Sempre sulla Vas, il Tar si appiattisce sulle posizioni della Snam facendo riferimento ad una risposta della Commissione Europea che però era su una domanda diversa da quella posta nei motivi di opposizione all’opera da parte della Regione. Il Tar non cita neanche la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2011 che sancisce che la norma nazionale non può prevedere le varianti automatiche ai piani urbanistici senza procedere con la Vas”.

Altrettanto carenti sono le motivazioni circa rischio sismico ed impatto ambientale. A proposito i No Hub affermano che “sono stati recentemente depositati documenti tecnici, alcuni dei quali della stessa Snam, che smentiscono le conclusioni di quel procedimento con ammissioni clamorose circa le criticità del luogo dove dovrebbe essere realizzata la centrale e la vulnerabilità dell’area peligna all’inquinamento”.

Infine le responsabilità politiche: “Il Governo può dimostrare di tenere veramente all’Italia, al suo clima e ai giovani bocciando il gasdotto Sulmona-Foligno, che è ancora in fase autorizzativa. Basta portarlo in Consiglio dei Ministri ed aderire alle posizioni delle regioni Abruzzo e Umbria che hanno negato l’intesa”.

Con il primo motivo di ricorso, la Regione Abruzzo contestava il mancato assoggettamento a VAS del progetto relativo alla Centrale di compressone.

Per il Tar però "nel caso in esame, non era necessario l'assoggettamento a VAS per la localizzazione dell'opera", trattandosi "di valutazione che spettava all'Autorità competente che gode, al riguardo, di ampio potere discrezionale"; in più, l'impianto "è anche destinato ad essere sottoposto ad una futura Autorizzazione Integrata Ambientale, senza la quale non potrà essere messo in esercizio".

Con altro motivo di ricorso, la Regione Abruzzo deduceva che la deliberazione assunta dal Consiglio dei Ministri "avrebbe svolto un'inadeguata comparazione e ponderazione degli interessi coinvolti, lasciando prevalere l'interesse 'economico' dell'operatore rispetto a quello 'ambientale' e sottovalutando gravemente, in particolare, il rischio derivante dall'inquadramento sismico del territorio di Sulmona".

I giudici amministrativi, però hanno ritenuto che nel complesso "non può dirsi che vi sia stato uno sbilanciamento, nella comparazione e valutazione degli interessi confliggenti, a tutto vantaggio dell'interesse economico-imprenditoriale della Snam e a discapito dell'interesse ambientale e della sicurezza dei cittadini", anche perché "l'opera fa parte di un articolato progetto, di sicuro rilievo strategico, il quale mira ad assicurare l'approvvigionamento energetico ai cittadini e alle imprese nell'ambito di vaste aree regionali e dell'intero Paese".

Quanto ai sollevati rischi ambientali e sismici, infine, "è bene ribadire che la valutazione compiuta in materia di VIA dall'Amministrazione è espressione di discrezionalità tecnica e, pertanto, essa è insindacabile, se non per vizi macroscopici di irragionevolezza, illogicità, contraddittorietà e infondatezza".



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